postato il 21 febbraio 2012
È il secondo compleanno di Tiziano Ferro da quando ho preso la decisione di sposarlo. Nel 2011 mi sono lanciato in una performance che ha mostrato un lato davvero inaspettato di me. Broadway ancora trema.
Quest’anno l’idea di cosa regalargli mi è venuta ascoltando un’intervista alla radio. Tiziano Ferro doveva scegliere la playlist da mandare in onda e si è messo a parlare di uno dei suoi artisti preferiti, il grande Morrissey, storico leader degli Smiths. La canzone che ha fatto ascoltare, tratta dall’album You Are the Quarry, era Irish Blood, English Heart. “In quest’album ci sono canzoni bellissime. Questa che abbiamo trovato ora è bella, anche se non la mia preferita”.
Ho chiamato Matteo, gli ho raccontato dell’intervista e ci siamo incontrati per riascoltare insieme tutte le tracce del cd, divertendoci a immaginare quale potessero essere le sue preferite. Ci piacevano molto I Have Forgiven Jesus, The World Is Full of Crashing Bores e Come Back to Camden. Ecco l’idea: regalare a Tiziano Ferro l’adattamento italiano di una di queste canzoni. Lui, che ha adattato tra le altre Breathe Easy dei Blue (diventata il successo A chi mi dice) e I Was Made to Love Magic di Nick Drake per Giusy Ferreri (La magia è la mia amante), sa che non è semplice catturare lo spirito di una canzone e restituirne la magia in un’altra lingua. Io e Matteo ci siamo divertiti a provarci, e pian piano il risultato è stato Da ieri e d’ora in poi, versione italiana della struggente Come Back to Camden.
Chissà, se gli piace, magari nel prossimo album una cover in italiano di Morrissey con la sua interpretazione potrebbe starci bene. Ci spero, e quindi la canzone rimarrà inedita fino a quel giorno. Per fargliela ascoltare, però, ho chiamato la mia amica Claudia, cantante bravissima, che si è prestata a improvvisarla praticamente senza prove in modo da poter girare in tempo un video amatoriale da postare qui. Ma ieri mattina, quando ci dovevamo vedere, è sorto un problema quasi sanremese: il pianista professionista che avevo chiamato, come Ivana Mrazova al Festival, ha dato forfait all’ultimo momento per un torcicollo. Volevamo rimandare il tutto, ma io non potevo presentarmi sul blog a mani vuote. E come sapete non mi faccio abbattere facilmente. Così Matteo, il co-autore del testo, che non è un pianista e non tocca tastiera da anni, si è generosamente e coraggiosamente prestato ad accompagnare Claudia. Ci siamo divertiti molto. Speriamo arrivi.
Buon compleanno, Tiziano Ferro!
Segue il video, e sotto il testo italiano. In fondo, il link per ascoltare la canzone originale…
Da ieri e d’ora in poi
Adattamento italiano di Andrea Bordoni e Matteo Marino
Cantata da Claudia Ferretti
Quella cosa che volevo dirti
ti farà tanto ridere che tu
morirai, mi guarderai
ed io vedrò che tu non ci sei più
da ieri
e d’ora in poi
Cantieri chiusi e macerie
sparse dietro una rete di ferro
se vorrai, lì troverai
quello che resta del mio cuore già
da ieri
e d’ora in poi
Bere tè sì ma senza di te
Stare qui ma in assenza di me, lo
capirai, se tornerai
che ho amato il tuo nome un’unica volta
ieri
e d’ora in poi
Tassisti che non smettono mai
di parlarti del tempo e di guai
ma io mai ce la farei
a dirgli che il tempo è ormai fermo per me da
ieri
e d’ora in poi
Le tue gambe intrecciate alle mie
quell’istante ho capito che mai
giuro mai…
Tu…
Solo tu
Da ora in poi
Tassisti che non smettono mai
di parlare, di chiedere “Ehi,
come sta? e dove va?”…
Io immobile
Torna, tornami accanto…
se vuoi anche tu
Vuoi anche tu
Vuoi anche tu
Vuoi anche tu
Potete ascoltare la canzone originale qui.














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4 commenti
Giuseppe K says:
25 febbraio 2012 a 18:47 (UTC 2 )
Canzone che pochi conoscono di M., bellissima.
Comunque, mi è piaciuto il pezzo del bere tè, o per essere più precisi mi è venuto un brivido, sarà perché era un rito di coppia col mio ex, bere tè al rientro del lavoro, e mi sono inesorabilmente accorto che le cose non andavano più tanto bene tra noi quando abbiamo smesso di farlo…
bravi
Emi says:
23 febbraio 2012 a 17:09 (UTC 2 )
Mi ha gustato !!
Gianna says:
21 febbraio 2012 a 14:07 (UTC 2 )
“Cantieri chiusi e macerie
sparse dietro una rete di ferro”
Geniale. Dietro una rete di ferro…
Se lo canta Tiziano mi metto a piangere! La deve incidere assolutamente!
Chris says:
21 febbraio 2012 a 10:58 (UTC 2 )
Voi siete folli!
Pensare di tradurre Morrissey, pietra miliare del mio bagaglio gay culturale??? Eresia!
E invece le parole sono bellissime.
Mi sono emozionato.