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Note su Sanremo 2013 – Prima puntata

postato il 13 febbraio 2013

Sono le due di notte ed eccomi a fare una particolare cronaca del baraccone Sanremo, non so che mi è preso. Il fatto è che quest’anno ho deciso di vedermelo tutto e commentarlo con un post al giorno (se non mi addormento). Mi sono fatto aiutare da un gruppo di amici (d’ora in poi “gruppo d’ascolto”) e, non so se nonostante o grazie a Sanremo, ci siamo fatti un bel po’ di risate.

È la prima volta che scrivo del Festival, ed eccolo, con i suoi difetti classici, i lati positivi a sorpresa, insuperabili punte di kitsch superate ogni anno e alcune perle gettate lì nella mangiatoia di Rai 1.

Questo post è per chi ama Sanremo nonostante sia così o proprio perchè è così. Per chi lo guarda distrattamente annoiandosi e girando canale proprio nel momento in cui succede l’unica cosa che potrebbe interessarlo o viene cantata l’unica canzone che gli piacerà. È per chi odia Sanremo e si rifiuta di guardarlo, ma vuole almeno capire a cosa si riferiscono i suoi colleghi di lavoro. Per chi se l’è visto solo perché sono intervenuti Federico e Stefano con il loro messaggio d’amore (più avanti il video della diretta e i nostri commenti) e per chi aspetta che salga sul palco dell’Ariston il giovane Renzo Rubino a cantare Il postino (Amami uomo), come il nostro Matteo che se l’è già ascoltata sei volte su youtube.

Sì, perchè, mentre di solito quando a Sanremo si parla di omosessualità ci tremano i polsi, quest’anno si parla di diritti e si canta di amore senza stereotipi, pare.

Sono quasi le tre, perciò invoco il dio della sintesi e la vergine piangente della battuta sferzante per raccontarvi tutto quello che è successo…

Si apre il Festival. Fazio lancia la prima canzone, Va’ pensiero (G. Verdi – T. Solera). Il gruppo d’ascolto già si divide. La mia amica Giulia sostiene che Fazio vuole lanciare il tormentone dell’anno. Io rispondo che è assurdo, perchè non è abbastanza orecchiabile. Matteo è sicuro che verrà eliminata al primo turno, ma sarà un successo radiofonico.

Poi arriva la Littizzetto, viene annunciato Crozza… e a me sembra il primo Sanremo fatto su La7.

I CANTANTI

Quest’anno ogni artista canta due pezzi uno dietro l’altro e non fai neanche in tempo a capire che è successo che uno viene subito segato con il televoto e il voto della giuria di qualità. Poi esce un vip, abbinato al cantante con la tecnica del più o meno a casaccio, e da un leggio questi annuncia i risultati, proclamando quali autori a casa bestemmieranno.

Il primo a esibirsi è Marco Mengoni, che tenta di vincere il Festival aiutandosi con il baffetto alla Modugno. A Beppe Fiorello viene subito l’idea di una fiction sulla vita di Marco Mengoni, annunciata nello spot successivo.

Diciamolo subito, L’essenziale si prende un bel 9 (i voti espressi sono a caldo, quindi domani potremmo già ripensarci, e sono il risultato della media tra tutti i membri del gruppo d’ascolto: Giulia ha preparato delle schede per votare, ma da brava sociologa ci tiene a dire che il campione non è abbastanza ampio per fornire dati statisticamente significativi. Questo sì che è mettere le mani avanti con classe). Musica e testo molto belli, del resto la canzone è scritta in coppia con Roberto Casalino, che aveva firmato insieme a Tiziano Ferro Non ti scordar mai di me ed è l’autore di Novembre di Giusy Ferreri e di molti altri successi per diverse interpreti (Annalisa, Emma, Nina Zilli, ecc.). Mentre, con buona pace di Pacifico e di Gianna Nannini, Bellissimo non è risultata bellissima e neanche bella: voto 2 (sì, il gruppo d’ascolto è spietato, sappiatelo). Passa L’essenziale (che potete ascoltare nel video in fondo al post).

Raphael Gualazzi, sosia di Matteo Renzi, può ovviamente aspirare massimo a un secondo posto. Senza ritegno ottiene da noi 6,5. Sai (ci basta un sogno) 7,5.  Ci stupiamo perché anche stavolta la pensiamo come Lorella Cuccarini che la pensa come il pubblico: la seconda passa.

Daniele Silvestri ripropone la canzone di Emma vincitrice di Sanremo 2012, ma riscritta in maniera intelligente. A bocca chiusa passa (e si prende il nostro 7), mentre Il bisogno di te (ricatto d’onor), che al primo ascolto sembra una Salirò che non sale mai, 6.

Arrivano Simona Molinari e Peter Concotti a traumatizzarci. Dottor Jekyll and Mr. Hide prende 1,5, ma passa La felicità, a cui, rigorosamente senza consultarci prima, abbiamo dato 1 all’unanimità. La canzone è talmente brutta che secondo me potrebbe essere il primo duetto che a Sanremo non si piazza al secondo posto.

Lo so, non dovrei fare tante critiche ai cantanti, io che sono talmente stonato che qualsiasi canzone intono sembra sempre Il carrozzone di Renato Zero.

Poi crollo di certezze. Il cantante dei Marta sui tubi mi ha fatto scoprire che al mondo esiste un tipo di baffi che non trovo sexy. Diamo a Dispari 6,5, passa invece Vorrei nonostante il nostro 4,5. Stavolta non la pensiamo come Lorella Cuccarini che la pensa come il pubblico.

Poi tocca a Maria Nazionale. Quest’anno la Tatangelo sembra più giovane del solito.

Quando non parlo si accaparra 1,5. È colpa mia, che passa, si conquista un più incoraggiante 4.

A questo punto, dando un’occhiata sui social network, scopro tutto un pubblico che sta vedendo Sanremo solo per competere su twitter a lanciare la battuta più spietata, e non ho potuto non raccogliere le migliori. Da domani ci starò ancora più attento.

A Matteo tutti i jingle che introducono i cantanti e gli ospiti sembrano il ritornello di Amami uomo. Ce la canta sopra ogni volta. A me tutti i jingle che introducono i cantanti e gli ospiti invece sembrano Il carrozzone.

Dopo Raphael Gualazzi  scopro che in gara c’è anche sua figlia Chiara Galiazzo.

La promettente vincitrice di X-Factor è impeccabile nelle sue due performance. L’esperienza dell’amore, scritta da Zampaglione dei Tiromancino, conquista un 7,5: bellissima musica capace di mettere in luce le doti di Chiara e far passare quasi in secondo piano (quasi) un testo claudicante che contiene parole come “fanciullezza” e “nuvole rosa” che m’hanno fanno scattare l’allarme di casa e mi sembra che, insieme all’espressione  “ti sommerge come un’onda”, siano state vietate ormai da anni anche allo Zecchino d’Oro. Peggio mi sento, è passata Il futuro che sarà (nostro voto 5). Non sarà roseo.

GLI OSPITI

Alle 23:30, purtroppo un po’ più tardi di quello che era stato annunciato (le nonne erano già andate a letto), è arrivato il momento che più di tutti aspettavamo.

Fazio introduce Stefano e Federico con delle parole perfette: «Cuore fa rima con…». Littizzetto: «…Amore». Fazio: «Bravissima. Questo si sa, è cosa nota. In questi giorni sul web circola un video realizzato da una coppia che si sposerà tra un paio di giorni, proprio quello di San Valentino. E allora siccome secondo me l’argomento riguarda tutti abbiamo pensato di invitarli qui»

I due ragazzi, senza parole, ma solo attraverso delle scritte nere su fogli bianchi, raccontano del loro primo incontro, della loro storia d’amore che dura da 11 anni, del fatto che si sposeranno a New York il 14 febbraio e che lo devono fare all’estero perchè le leggi del nostro paese non glielo permettono. Una denuncia, un messaggio forte e al tempo stesso un racconto per molti commovente. Una performance a bocca chiusa, perchè in Italia i gay ancora non hanno voce (in capitolo).

Chi già conosceva il video (qui in versione integrale) avrà notato alcuni tagli (per esempio la storia della prima volta e soprattutto il bacio finale che era stato ventilato). Nonostante ci sia stato un ammorbidimento, diciamo così, che può aver stonato a qualcuno, perchè come al solito si pensa che il pubblico sia meno consapevole di quello che è, il messaggio pensiamo sia arrivato semplice e chiaro.
Grandi Stefano e Federico! È stato un forte momento di visibilità per il matrimonio per tutti, raccontato attraverso una storia d’amore e non in astratto, con ironia e cuore. Di fronte a questo, non c’è politichese che tenga. Complimenti a Fazio per la scelta di invitarli e a loro che hanno deciso di condividere con tutti il percorso fatto e da fare. Lo stesso percorso scelto da sempre più coppie italiane dello stesso sesso come atto politico, d’amore e di dignità.

Non è stato l’unico momento in cui la questione lgbt è salita sul palco. Fazio presenta Marco Alemanno come  “colui che ha condiviso vita professionale e privata con Lucio Dalla”. A buon intenditor poche parole.

Poi Crozza, imitando Bersani, dice: “Da una parte c’è Vendola, dall’altra Monti. Da una parte chi vuole i matrimoni gay, dall’altra chi vuole finire la TAV. Vendola, facciamo qualcosa anche per te. Completiamo la TAV e in due ore vai a sposarti in Francia.”

L’ingresso di Crozza nei panni di Berlusconi ha creato un palpabile gelo. Da una parte perchè tutti pensavano “Ma la politica non era tabù oggi?”, dall’altra perchè le sue battute erano praticamente quelle dell’originale, con pochissime aggiunte, e non si creava la necessaria distanza per riderne. In più il carico da undici di un paio di contestatori urlanti che hanno bloccato la performance per un tempo che è sembrato infinito e ha costretto Fazio a intervenire. I contestatori sono stati allontanati e il comico ha ripreso tra gli applausi del pubblico, permettendo la prevista par condicio delle imitazioni. Sicuramente la mia solidarietà a Crozza, ma per amor del vero poche le battute originali e divertenti.

L’imbarazzante ospitata di Toto Cutugno con l’Armata Rossa sono lieto di lasciarla totalmente ai commenti di twitter. Qui vi siete scatenati.

Infine, in attesa della seconda puntata, vi lascio con la nostra canzone preferita della serata. A domani (o a stasera per chi vuole commentare con noi in diretta sulla nostra pagina facebook)!

Per leggere il resoconto della seconda puntata clicca qui

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6 commenti

  1. Mariasole says:

    Non ho mai avuto tanta stima di SanRemo, quindi non l’ho mai guardato (poi figuriamoci, dopo aver saputo che ai tempi avevano scartato Tiziano, ho avuto la conferma che loro lì, di musica, se ne capiscono veramente poco).
    Fatto sta che però ho visto il video di Stefano e Federico. Che dire..BELLI!
    Senza dire una parola (una!) sono riusciti ad emozionarmi.
    Frasi semplici, sguardi complici e quel ‘MA A NEW YORK’ che mi ha fatto capire ancora una volta in che razza di paese abitiamo.
    Però a mio avviso è stato un segnale ‘forte’ e importante. Avanti così! :)
    Un applauso a Stefano e Federico e i migliori auguri per una vita insieme lunga e felice!

  2. arie gaye says:

    Un altro piccolo passo per i gay, un grande balzo per l’umanità. immagino Razzi che sarà stramazzato al suolo, insieme a Georg…

    Dissento su diverse voti alle canzoni: quindi il nostro gruppo d’ascolto dell’ultima serata (tradizione ventennale, divertente eppure serissima, con premi finali per chi azzecca il risultato dei primi 3 classificati) vi comunicherà i voti.

  3. valentina says:

    Davvero non ho parole!

    Pezzo bellissimo, il tuo non quello di Mengoni o chicchessia! Ho riso fino alla fine.
    Grazie Andrea, lo posto subito sulla mia bacheca!
    A stasera

  4. Emi says:

    Voglio assolutamente entrare nel gruppo d’ascolto e avere voce in capitolo!!

  5. Keldor says:

    Ciao a tutti!
    Come al solito mi sono piazzato davanti alla tv per seguire Sanremo. Per me è una tradizione annuale ormai…
    Un po’ lenta la conduzione di Fazio. Meno male che la divertentissima Luciana Littizzetto gli mette un po’ di “pepe ar culo”, anche se ogni tanto si adagia anche lei.
    Felice che qualcuno si sia ricordato di Lucio Dalla e del suo compagno Alemanno. Si sentiva che era un po’ commosso nel ricordare l’artista bolognese. Molto dolce.
    L’ospite Maurizio Crozza s’è esibito in una sorta di best of del suo repertorio… Non so perché ma mi è un po’ diventato pesante, riesco a reggerlo solo nelle sue copertine di “Ballarò” ormai. Il suo “Crozza nel Paese delle Meraviglie” è troppo lungo e a tratti pesante e questo s’è riflesso anche nel suo monologo.
    Anche io plaudo all’invito di Stefano e Federico ed ho gradito il modo in cui sono stati introdotti (certo, magari farli vedere un po’ prima e non a notte fonda sarebbe stato un tantino più efficace, ma…). Mi è dispiaciuto che non ci sia stata una trasposizione integrale del loro video o che non siano stati intervistati dopo aver mandato in onda l’originale, ma dopo tutto siamo alla Rai…
    Premio a Toto Cutugno per i trent’anni della sua “L’Italiano” consegnato da un calciatore della nazionale italiana, un ragazzo italiano figlio di immigrati che ha avuto la cittadinanza dopo i 18 anni. Il caro vecchio Toto ha intonato il suo successo accompagnato dal Coro dell’Armata Rossa e poi una canzone russa.
    Uhm… Mumble, mumble… E adesso mi limiterò a citare i titoli delle canzoni che mi sono piaciute in ordine di esecuzione:
    Marco Mengoni – L’essenziale
    Daniele Silvestri – A bocca chiusa
    Maria Nazionale – È colpa mia
    Vedremo cosa ci riserverà la seconda serata…
    Xiauzzzzzzz!
    Keldor

  6. Millyray says:

    E’ la prima volta che seguo un’intera puntata di Sanremo e ho deciso di seguirlo tutto quest’anno : ) devo dire che mi sono proprio divertita e tutto grazie a Luciana (cavolo, con quella rosa in mano che era più alta di lei XD) e a Crozza… ahahaha!!!
    Le canzoni devo dire che non erano male, anche se non sono del mio genere, ma sempre meglio di quelle degli altri anni…
    Stefano e Federico: be’ devo dire che credevo sarebbe diventata una cosa solo per far spettacolo e attirare critiche e spettatori più che per sensibilizzare e invece no dai, sono stati molto dolci e soprattutto significativo il loro pezzo… in poco sono riusciti a dire l’essenziale.
    Bene, non vedo l’ora di leggere il commento di questa sera : )
    Baci,
    M

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