postato il 23/12/2011
Il giorno di Natale ideale io me lo immagino non a mangiare come sfondati a casa di genitori o altri parenti, ma sdraiato sul divano con Tiziano Ferro, un plaid con fantasia scozzese che ricorda tonalità babbonatalizie, un albero là vicino che fa i suoi giochi intermittenti (nessun camino, no, che col fuoco mi diventano subito le orecchie rosse rosse e poi lui mi fa la battuta sul rosso relativo), la tv accesa e noi due romanticamente abbracciati con solo una mano libera per fare zapping ed eleggere insieme, all’unanimità, il film più brutto sul Natale.
Che dire, alla fine sono un romantico tradizionalista .
Ogni volta che si avvicina il 25 dicembre in tv partono gli stessi film che vengono tenuti a prendere polvere trecentosessantaquattro giorni l’anno e poi tirati fuori ad hoc. Tanti tanti film che hanno il merito di aver dato lavoro a centinaia di comparse dagli sguardi teneri. Le trame peggiori sono quelle in cui oltre all’immancabile Babbo Natale c’è sempre una bambina o un bambino esaltati, di questi che lavorano come attorini da quando portavano il pannolino e quindi hanno una visone distortissima della realtà. La storia bene o male è sempre la stessa: grazie alla sua tenacia e la sua follia il bambino di turno riesce a far diventare visionari e schizofrenici i genitori che cominciano a credere pure loro in Babbo Natale.
Sicuramente ci sono dei classiconi che non meritano di essere insultati, anzi: La vita è meravigliosa, Nightmare Before Christmas, Tutti insieme appassionatamente, Il piccolo Lord, Mamma ho perso l’aereo, S.O.S. Fantasmi, A Christmas Carol, Harry ti presento Sally, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato… Anche se poi li hanno trasmessi in tv talmente tante volte che forse in cuor vostro qualcuno di questi è entrato nella speciale classifica dei più odiati.
Comunque pochi anni fa è uscito un film natalizio verso il quale ho potuto concentrare tutto il mio odio, conteneva tutti gli stereotipi e il brutto che questo genere può contenere, prendendo in giro pubblico e storia del cinema. Ebbene, ho preparato per voi la recensione, leggermente sarcastica, immaginerete bene, di questo film. Il film in questione è…





Chi le guarda in streaming, chi ha il satellite, chi le scarica, chi se le sorbisce con tutte le pubblicità in tv, chi si compra un lucido cofanetto con tanti dvd e contenuti speciali. È indubbio che oggi le serie televisive sono la passione di molti. Personaggi che ti fanno innamorare e che vorresti non uscissero mai dalla tua vita, che siano teenager, trentenni o anziani, imbranati o spocchiosi, assassini, poliziotti, medici con una marcia in più, esperti di soprannaturale, ragazzi con superpoteri, etero o gay… ci identifichiamo in loro o ci affezioniamo a loro, e ci riserviamo quei venti o quaranta minuti per sognare, essere stupiti, commossi, divertiti. E quando una serie di culto chiude i battenti e c’è l’ultima puntata dell’ultima stagione, come alla fine di un amore durato anni, al pensiero di aver esaurito per sempre la storia ci sentiamo perduti, scioccati, inconsolabili. Chi meglio di Karen e Jack lo hanno espresso con esilarante esattezza qui?






























invio in corso...
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