Qual è il film più brutto sul Natale?

postato il 23/12/2011

santa clousIl giorno di Natale ideale io me lo immagino non a mangiare come sfondati a casa di genitori o altri parenti, ma sdraiato sul divano con Tiziano Ferro, un plaid con fantasia scozzese che ricorda tonalità babbonatalizie, un albero là vicino che fa i suoi giochi intermittenti (nessun camino, no, che col fuoco mi diventano subito le orecchie rosse rosse e poi lui mi fa la battuta sul rosso relativo), la tv accesa e noi due romanticamente abbracciati con solo una mano libera per fare zapping ed eleggere insieme, all’unanimità, il film più brutto sul Natale.
Che dire, alla fine sono un romantico tradizionalista .

Ogni volta che si avvicina il 25 dicembre in tv partono gli stessi film che vengono tenuti a prendere polvere trecentosessantaquattro giorni l’anno e poi tirati fuori ad hoc. Tanti tanti film che hanno il merito di aver dato lavoro a centinaia di comparse dagli sguardi teneri. Le trame peggiori sono quelle in cui oltre all’immancabile Babbo Natale c’è sempre una bambina o un bambino esaltati, di questi che lavorano come attorini da quando portavano il pannolino e quindi hanno una visone distortissima della realtà. La storia bene o male è sempre la stessa: grazie alla sua tenacia e la sua follia il bambino di turno riesce a far diventare visionari e schizofrenici i genitori che cominciano a credere pure loro in Babbo Natale.

Sicuramente ci sono dei classiconi che non meritano di essere insultati, anzi: La vita è meravigliosa, Nightmare Before Christmas, Tutti insieme appassionatamente, Il piccolo Lord, Mamma ho perso l’aereo, S.O.S. Fantasmi, A Christmas Carol, Harry ti presento Sally, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato… Anche se poi li hanno trasmessi in tv talmente tante volte che forse in cuor vostro qualcuno di questi è entrato nella speciale classifica dei più odiati.

Comunque pochi anni fa è uscito un film natalizio verso il quale ho potuto concentrare tutto il mio odio, conteneva tutti gli stereotipi e il brutto che questo genere può contenere, prendendo in giro pubblico e storia del cinema. Ebbene, ho preparato per voi la recensione, leggermente sarcastica, immaginerete bene, di questo film. Il film in questione è… Leggi tutto »

I pastorelli del presepe si sono rotti di stare sullo sfondo (Controcanto di Natale)

"Oratorio di Natale" di W.H. Auden. Prenotalo su IBS

Tutti lo sanno, o almeno tutti coloro nati e cresciuti tra Bibbia e Babbi Natale: Natale è la festa dell’attesa – senza che mai qualcosa arrivi davvero.
È questo a renderlo così trasversale e comprensibile, forse, a sottrarlo all’esclusivo uso e consumo dei cristiani praticanti: in fondo ci aspettiamo tutti un “qualcosa” che arrivi e cambi la nostra fortuna, dia senso al caso necessario che ci ha fatto stare dove stiamo e che spesso ci fa sentire costretti e in qualche modo esclusi. La nascita di Gesù è solo una delle tante incarnazioni (ammetto, di successo) di questa idea. Il bambinello – di cui tutti i vangeli tacciono la reale data di nascita dimostrando precocemente l’idiosincrasia della religione per un’esposizione scientifica dei fatti – si è infatti appropriato dell’antica festa del Sole invitto, ovvero i festeggiamenti del 25 dicembre per la rinascita del Sole dopo il progressivo incedere delle tenebre, culminante nel solstizio d’inverno, il giorno più buio dell’anno. Un’abile mossa di marketing da parte della Chiesa quest’appropriazione, non c’è che dire, e questo dovrebbe far tacere una volta per tutte chi si lamenta che il Santo Natale è stato “snaturato” in favore del commercio. È nato commerciale, volto alla vendita più efficace possibile di un’idea, spazzando via la concorrenza.
Se guardiamo alle origini, Natale è la festa di chi spera e aspetta che la luce che torna ad allungare le giornate batta anche nell’angolo grigio in cui il caso e l’ottusità di alcuni uomini l’hanno relegato.
E per chi come me, come molti di noi, è escluso anche dalla gioia di avere una vita legalmente riconosciuta  - sposarmi con Tiziano Ferro, sposarci con chi ci pare – questo Natale perennemente “in casa Cupiello”, in famiglie dove non è raro il nascondimento e la tragicommedia (il dover per esempio escludere dai festeggiamenti il compagno o la compagna del figlio gay), è a volte più una seccatura venata di tristezza che una festa.
Mi sembra che i regali a questo servono: a distrarci dall’acuta sensazione dell’attesa, facendoci credere che uno spremiagrumi o un nuovo profumo sono proprio quello che… aspettavamo.

Così mi è venuta voglia di poesia, prima di sentire quelle dei nostri nipotini delle elementari, imparate a memoria, che parlano dell’arrivo di qualcuno, non si capisce mai di chi, un po’ per la scelta incompetente delle maestre, un po’ per le vocine stridule che si mangiano parole, un po’ per l’emozione, comunque una specie di figura mitologica e bifronte, un incrocio tra Babbo Natale e il Bambino Gesù che deve portare i regali proprio quelli costosi che hanno chiesto, niente sottomarche altrimenti smetti di essere il genitore o lo zio preferito (anche i bambini che credono in Babbo Natale sanno con intuizione precisissima con chi prendersela se il regalo che hanno scartato li delude). Anche se poi ammetto che sono carini quei nipotini con quei dentini uno sì e uno no come una cornicetta ben fatta su uno dei loro quaderni a quadretti.
Io, che non voglio essere da meno, ho scelto una breve poesia natalizia di W. H. Auden intitolata La visione dei pastori (potete leggerla qua sotto) come un tentativo di parlare dell’attesa tra chi, escluso come i pastori, aspetta qualcosa per sé. Leggi tutto »

Miliardi di volte giusto: anche la Chiesa paghi l’Ici. Firma anche tu

postato l’8 dicembre 2011

UPDATE del 16 febbraio 2012 Miracolo: anche la Chiesa pagherà l’Ici

 

“C’è crisi!” ripetono tutti i giornali. C’è chi pagherà questa crisi. C’è chi invece non la pagherà. Come sempre.
Pare tuttavia che ora qualcuno stia promuovendo una democratica e civile campagna su uno scandalo tutto italiano: i privilegi fiscali alla Chiesa Cattolica.

Oggi Micromega propone di firmare una petizione affinchè questo scandalo abbia fine. L’iniziativa ha già superato le 55.000 adesioni in poche ore e continua a crescere. Ecco le parole che usa Micromega:

Presidente Monti,
Lei ha appena presentato una manovra “lacrime e sangue” in cui si chiedono pesanti sacrifici ai cittadini, tra le misure previste anche la reintroduzione dell’Ici (in futuro Imu). Eppure i privilegi della Casta e della Chiesa non vengono intaccati: rimane in vigore quella legge simoniaca approvata dal governo Berlusconi per cui il Vaticano è esente dal pagamento dell’Ici. Per questo chiediamo al suo governo – affinché vengano mantenute quelle promesse di equità nella manovra – di abolire questo ignobile privilegio.

FIRMA L’APPELLO

Durante l’ultima manovra dell’ex governo si era mosso anche il popolo di facebook con la pagina Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria, ben condotta e documentata, che è riuscita a catalizzare l’attenzione e il malcontento del popolo di internet tanto da suscitare l’interesse dei media tradizionali (quotidiani, telegiornali). La pagina veleggia ormai ben oltre i 150.000 “mi piace” (era notizia già quando, in meno di 48 ore, aveva superato le 40.000 adesioni) e anche nel mondo politico si moltiplicano gli interventi che chiedono di ridurre i contributi che lo Stato eroga alla Chiesa, o i privilegi fiscali di cui le è permesso disporre.

È ormai chiaro che l’Italia è stanca di questa situazione. Noi di Volgio Sposare Tiziano Ferro .it abbiamo aderito con convinzione all’invito di Micromega e vi invito a farlo, atei, cattolici, buddisti o bionde cotonate per la pace nel mondo, per un semplicissimo motivo: in un paese civile chiunque guadagni da un esercizio commerciale, deve pagare le tasse. E la chiesa Cattolica (non nascondiamoci dietro la distinzione tra CEI, Santa Sede e Vaticano: i soldi finiscono tutti allo IOR) guadagna. Quindi paghi le tasse, come tutti noi.
Non date retta a chi – da Avvenire a Rosy Bindi – vuol farvi credere che quei soldi servono a far del bene: gli alberghi fatti passare per conventi non finanziano interventi per le famiglie e i senza tetto… Leggi tutto »

Tiziano Ferro sorride: “L’amore è una cosa semplice”. Una recensione particolare

postato il 30 novembre 2011

A poco più di un anno dalla nascita di Voglio Sposare Tiziano Ferro .it esce il nuovo album del mio promesso sposo, che mi appresto a sviscerare insieme a voi.

So che Tiziano Ferro ha appena rilasciato un’intervista a Vanity Fair in cui dice che ora è felicemente fidanzato, ma sceglie di non fare nomi; molti mi stanno chiedendo se sono io. La risposta a questa domanda, in un modo o nell’altro, mi priverebbe dell’eleganza che mi contraddistingue, perciò preferisco non commentare. Dirò soltanto: non ci sono nozze in vista, ma quando ci saranno, sarete i primi a saperlo.

È nata anche una polemica secondo la quale Tiziano Ferro “userebbe” queste dichiarazioni in concomitanza con il lancio dei suoi lavori per farsi pubblicità. Trovo queste critiche avvilenti, soprattutto perché mosse dal pubblico gay che dovrebbe invece sostenere e apprezzare questa visibilità. Lui è un cantante, ed è ovvio che rilasci interviste con intenti promozionali. Inoltre quale che sia l’occasione (e a me pare più che legittima), l’eco così forte nei media delle sue dichiarazioni non può che far bene alla percezione sociale delle coppie gay. E non ultimo, che tipo di convenienza ha un cantante a dire che è felicemente fidanzato quando ha una schiera di ragazzi e ragazze che lo vorrebbero per loro? Me in testa e tutti gli altri dieci passi indietro e col fiatone.

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Tiziano Ferro con le sue dichiarazioni semplici veicola un messaggio (questo sì politico): dopo il coming out non mi è crollato il mondo addosso, crescendo sto meglio, ho trovato una persona speciale, moltissimi mi sostengono, e sono felice come non credevo possibile. Tutte le paure che avevo erano per la maggior parte nella mia testa.
Ha lo stesso effetto di un “It gets better” all’italiana, i famosi videomessaggi dei vip americani a sostegno degli adolescenti gay a cui dicono di tenere duro perché se oggi soffrono domani “Andrà meglio”. Penso a L’ultima notte al mondo contenuta nel nuovo album, canzone sull’amore trovato che come la neve azzera tutto il resto, confini, riferimenti, pregiudizi, sofferenze. Mi immagino un adolescente che, in questo contesto di speranza e di coraggio premiato, ci si immedesima. “Solo io posso capire al mondo / quanto è inutile odiarsi nel profondo”. È come se dicesse: sì, odiarsi è inutile. Sì, andrà meglio. Ecco, condividendo con te la mia esperienza, te lo dimostrerò.

E parliamo finalmente nel dettaglio delle nuove canzoni di Tiziano Ferro e di come le ho ascoltate e interpretate io. I fan non mi saltino al collo se mi scappano delle battute, dovreste ormai esserci abituati, e non dovreste avere dubbi sul mio amore.
Quanta strada è stata fatta da quando analizzavo i testi del passato disseminati delle tracce del suo futuro coming out (L’amavo e l’amo ancora). Tutto è mutato ma anche rimasto uguale.
Iniziamo subito con un cambiamento che a me è saltato agli occhiLeggi tutto »

Quell’assurda pagina facebook di cui devo essere fan

postato il 21 novembre 2001

L’amore/odio per Facebook è oggi una realtà mondiale. Ci siamo tutti o quasi. Massimo rispetto per chi non è stato ancora irretito, ma mi dispiace per loro, è solo una questione di tempo. La maggior parte di noi,  con il nostro bel profilo pieno di “amici” per lo più sconosciuti,  è pronta a maledire il creatore (sto parlando di Zuckerberg) quando c’è qualcosa che non funziona o viene rinnovata l’interfaccia o vengono cambiate le impostazioni della privacy e non sai più cosa devi fare. Ma all’improvviso salta agli occhi di tutti che ti piace Cristina D’Avena, e non puoi farci niente. Ti arrivano i misteriosi poke (vedi qui cosa ne penso) e ti compaiono in bacheca notizie di gente che fa o dice cose irrilevanti come: “Vado a pranzo”, “Buongiorno a tutti”, “Bene , sapete cosa vi dico? Visto che ho finito di lavorare e non ho voglia di fare un cazzo a casa me ne vado a nannaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa ehehheheheheh ^_*”… ma chi se ne frega! Ora non siate così indelicati da sottolineare che qualche volta ho postato anch’io le stesse frasi.
Ma questo non è uno di quegli articoli noiosi in cui ci si lamenta delle innovazioni tecnologiche, e si stava meglio quando si stava peggio. No. Perché su Facebook per esempio puoi anche trovare notizie interessanti: trapelano news che i giornali e i tg trascurano e ci si unisce in massa per combattere un’ingiustizia sociale, politica o di qualsiasi altro genere, e qualche volta, certo non sempre, ha avuto il suo peso. Voci e punti di vista freschi e liberi, almeno fino a che non metti una tua foto col cosetto di fuori e lì ti cancellano al volo.

Ma quello che mi ha sempre affascinato di più di Facebook sono quelle pagine assurde che nascono e in poco tempo raggiungono un numero pauroso di “Mi piace”. Tenendo conto che la migliore per arguzia, spessore e ironia rimane una certa pagina chiamata “Voglio Sposare Tiziano Ferro”, voglio fare qui un elenco di pagine che forse vi sono sfuggite. Alcune sono molto attive, altre sono morte dopo una settimana che sono state create (ma vale la pena citarle per il titolo). Con alcune ti fai una bella risata, altre ti fanno pensare “oddio non sono il solo”, altre provengono dalle persone che si autodefiniscono “NOI che non abbiamo un cazzo di meglio da fare”. I titoli delle pagine che seguono racchiudono nuova saggezza popolare, battute folgoranti, idee discutibili e politicamente scorrette, assurdità a cui ci siamo assuefatti, fenomenologia del quotidiano, cinismo liberatorio. Non si può fare a meno di “Ridere da soli davanti al computer mettendo “Mi piace” a pagine inutili”… Leggi tutto »

Passionale storia delle serie tv – I Gay seriali (parte 2)

postato il 9/11/2011

Chi le guarda in streaming, chi ha il satellite, chi le scarica, chi se le sorbisce con tutte le pubblicità in tv, chi si compra un lucido cofanetto con tanti dvd e contenuti speciali. È indubbio che oggi le serie televisive sono la passione di molti. Personaggi che ti fanno innamorare e che vorresti non uscissero mai dalla tua vita, che siano teenager, trentenni o anziani, imbranati o spocchiosi, assassini, poliziotti, medici con una marcia in più, esperti di soprannaturale, ragazzi con superpoteri, etero o gay… ci identifichiamo in loro o ci affezioniamo a loro, e ci riserviamo quei venti o quaranta minuti per sognare, essere stupiti, commossi, divertiti. E quando una serie di culto chiude i battenti e c’è l’ultima puntata dell’ultima stagione, come alla fine di un amore durato anni, al pensiero di aver esaurito per sempre la storia ci sentiamo perduti, scioccati, inconsolabili. Chi meglio di Karen e Jack lo hanno espresso con esilarante esattezza qui?

Non so Tiziano Ferro a che grado di passione sia. Sarà come me che quando ho una crisi riesco a vedermi una stagione intera in quattro notti?

In realtà, poiché la mia passionale storia riguarda i telefilm degli ultimi vent’anni, prima di qualsiasi altra serie con personaggi gay, se vogliamo essere cronologicamente corretti, dobbiamo parlare di… Leggi tutto »

Passionale storia delle serie tv – I Gay seriali (parte 1)

postato il 28/10/2011

Foto di Alessandro Mazziotti

Negli ultimi vent’anni le serie tv hanno raggiunto una credibilità e un valore artistico in molti casi pari al miglior cinema. Un punto di svolta può essere senz’altro considerato I segreti di Twin Peaks (1990-91) creato da David Lynch e Mark Frost, un successo planetario che ha fatto chiedere per due anni al pubblico di tutto il mondo “Chi ha ucciso Laura Palmer?” e soprattutto “Perché le tende rosse sono così inquietanti?”. Per questo la mia personale e passionale storia delle serie tv comprenderà telefilm dal 1991 a oggi.

So che Tiziano Ferro è un grande appassionato di serie televisive, allora ho deciso di sfoderare la mia conoscenza profonda quasi da nerd in questo campo. Provo questa nuova serenata.

I primi capitoli di questa storia non potevano che riguardare l’argomento omosessualità. Negli ultimi vent’anni la televisione, soprattutto quella americana, ha creato moltissime serie con protagonisti o comprimari gay. Nemmeno i più attenti possono riuscire a scovarli tutti. Li abbiamo visti o viste al liceo di Capeside, gestire una libreria a Los Angeles, aiutare con stregonerie l’amica ammazzavampiri, cantare musical a scuola, torturarsi in prigione, truccare e preparare cadaveri per il funerale, sgomitare nel mondo della moda, succhiare sangue con denti appuntiti, dirigere un pronto soccorso, innamorarsi, sposarsi, fare coming out sul lavoro, allevare un bambino: Dawson’s Creek, Ellen, Buffy, Glee, Oz, Six Feet Under, Ugly Betty, True Blood, E.R. – Medici in prima linea, Will & Grace,  Sex and the City, Grey’s AnatomyQueer As Folk… e sono solo alcuni della lista. Dall’adolescente al genitore, dal dramma alla commedia, dall’east alla west coast, gli omosessuali hanno smesso (quasi sempre) di essere soltanto una battuta, dei piagnoni sessualmente non praticanti o di recitare dietro il famoso velo (che non serviva solo per attenuare le rughe).

Se termini come “coming out”, “gay” o “lesbica” sono entrati nel lessico comune e hanno più o meno smesso di far arrossire le casalinghe, lo dobbiamo anche a quei personaggi lontani dagli stereotipi offensivi o dall’aridità generalista del politically correct, figure che il piccolo schermo ha portato nel salotto di casa la mattina dopo i cartoni animati, il pomeriggio dopo i compiti, nel dopocena quando tutta la famiglia si riunisce davanti alla tv. Almeno in tutti quei casi in cui la tematica è sfuggita alle maglie della censura. Parlo dell’Italia, dove c’è ancora molta strada da fare. Su alcune serie straniere Rai e Mediaset si sono sempre dimostrate sarte esperte, sforbiciando o eliminando le puntate più esplicite. Esemplare fu il caso di Buffy: Italia Uno saltò a piè pari la puntata in cui Willow scopriva di essere strega e lesbica, col risultato di gettare davvero in confusione i fan quando la ragazza si ritrovava nelle puntate successive di punto in bianco fidanzata con Tara. Cose d’altri tempi? Neanche tanto. Recente il caso del matrimonio gay censurato su Rai Uno, che ha fatto a meno di un episodio del telefilm tedesco Un ciclone in convento.. È stata una sorpresa quindi quando l’altra sera, nella ultradecennale soap di RaiTre ambientata a Napoli Un posto al sole, è andato in onda con orgoglio il bacio tra l’ex marito di Silvia e il suo compagno italo-francese. Due tamarri in motorino si fermano a prendere in giro la coppia, ma la novità sta nel fatto che sono questi tamarri ad essere rappresentati come ridicoli e negativi.

Ma dobbiamo lasciare l’Italia per parlare delle serie che più hanno lasciato il segno: non è colpa mia se sono praticamente tutte d’oltreoceano. Partiamo subito con alcuni dei pezzi da novanta per il mondo lgbt… Leggi tutto »

Buon Halloween! I nostri videoauguri

postato il 29/10/2011

Halloween è una festa che a noi italiani poco appartiene. Non so perché, ma festeggiare una notte di orrore puro, in cui il mondo dei morti entra in contatto con quello dei vivi, non ci sconvolge molto. Forse siamo assuefatti dato che vediamo tutti i giorni zombi, streghe e vampiri in parlamento e in televisione.

Nonostante questo piccolo dettaglio, c’è da dire che negli ultimi anni da noi la festa sta prendendo piede come una sorta di carnevale in un giorno solo e un po’ più dark. I bambini hanno scoperto il “dolcetto e scherzetto”, anche se da noi può essere frustrante perché difficilmente apriamo la porta di casa, terrorizzati, quello sì, all’idea che possano essere testimoni di Geova o peggio ancora quelli di Tecnocasa che ti vogliono valutare gratuitamente l’appartamento.

A me Halloween in fin dei conti piace. La festa di origine celtica rappresentava il momento di passaggio dalla stagione estiva a quella invernale, un giorno che si trovava fuori dalla normale dimensione temporale, non appartenendo all’anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che ci divide dalla terra dei morti si assottiglia. I contadini delle campagne irlandesi e scozzesi credevano che in questa notte alcuni spiriti malvagi potessero attaccarli, perciò si travestivano da mostri, orchi, fantasmi eccetera per farsi passare da uno di loro e non essere molestati. Geniale. Per spodestare queste tradizioni e avere il monopolio dell’aldilà, intorno a metà dell’anno 1000 la Chiesa cattolica spostò la celebrazione di Ognissanti dal 13 maggio al primo novembre, e l’Europa per qualche secolo ci cascò. Ma privo di vero appeal come invece il Natale, Ognissanti non riuscì mai a soppiantare del tutto l’antica festa che, rinforzata con una buona dose di ironia e consumismo dagli Stati Uniti e dal Canada, torna oggi a fare proseliti.
Nel mondo cristiano la posizione è di aperta condanna: si ritiene che Halloween sia una festa satanica e che quindi chi la festeggia adori il diavolo e le caramelle. Alcuni vescovi della Chiesa cattolica si sono espressi più volte contro la festa pagana, considerandola un affronto come l’aborto, il divorzio, l’eutanasia, la fecondazione assistita e l’omosessualità. È da tempo che sostengo che la Chiesa dovrebbe rivedere le sue priorità. E continuerò a dirlo fino a che Voglio Sposare Tiziano Ferro .it non entrerà in questa lista. Secondo l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII “l’elogio del macabro non sarebbe altro che un modo subdolo per avvicinare anche i più piccoli al Satanismo”…

Detto questo io direi di festeggiare Halloween (o Allouin, per renderlo più nostrano). E il video di auguri qua sotto, di Tiziano Ferro e mio come ormai da tradizione del blog, è tutto per voi. Buon divertimento… Leggi tutto »

Un anno vissuto ironicamente: 365 giorni di blog

postato il 20/10/2011

Oggi, 20 ottobre, è il primo compleanno del blog. Stamattina mi suonano alla porta, apro, ed è un corriere nascosto da un enorme mazzo di rose rosse. Bellissime. Firmo emozionato. Leggo il biglietto: “Ottimo lavoro, continua così”. Firmato: “Il tuo più grande fan”…

Basta. Nient’altro. Sono rimasto senza parole. Chi sarà secondo voi? Non mi ci fate pensare. Mamma, se sei stata tu, non dirmelo.

Mi è venuta voglia di fare una festa speciale, con torta enorme e… una candelina. Avevo pensato di invitarvi tutti e 1440 “mi piace”, gli amici di twitter e gli iscritti alla newsletter, per offrirvi una fetta di torta e brindare (magari il più audace di voi mi avrebbe intonato in modo sexy una strofa di Happy Birthday), ma poi il mio team mi ha fatto considerare che le spese per il matrimonio saranno alte e quindi ho scelto di condividere con voi un post.

Devo dire che in questi 365 giorni di blog la cosa più importante per me, oltre all’affetto ricevuto (ricordo ancora con emozione le strette di mano all’Europride), è aver potuto imparare insieme a voi tante cose. Grazie alle ricerche che abbiamo condotto per fornire prove e fonti autorevoli alle posizioni che ci sembravano giuste, ne abbiamo scoperte di nuove e siamo cresciuti. Per esempio, prima del blog non avevo idea di quanto sia vasta la letteratura scientifica che ha già spazzato via i pregiudizi incrostati. Sono teorie supportate da metodi empirici, basate su qualcosa che troppo spesso quelli che parlano, parlano, parlano dimenticano di considerare nei loro ragionamenti: i fatti. Perché non c’è uno studio che sia uno che avalli uno qualsiasi dei pregiudizi sul mondo lgbt, dall’inadeguatezza delle coppie gay all’adozione (falso) all’orrore delle teorie riparative (false). Così, scrivendo i post, ho scoperto con voi argomentazioni con cui confutare gli omofobi o con cui, gentilmente e con ironia, far ragionare chi non ha mai riflettuto su questi argomenti, facendoci anche qualche sana risata tra un’indignazione e l’altra.

Con buona pace dei miei deliri di onnipotenza, comunque, questo blog può contare su un team e su amici che mi rimettono in riga, e ho sempre accettato e accetterò sempre critiche e suggerimenti da parte vostra: sono solo un blogger in cerca di un po’ di buonsenso, in cerca di battute… in cerca di marito.

Ma non divaghiamo, continuiamo a festeggiare. Avete presente quelle puntate tipiche nelle serie tv in cui i personaggi, per un motivo o per un altro, si ritrovano tutti insieme e si raccontano pezzi delle puntate passate? Ecco, questo post sarà così: un post di ricordi di un anno scritto e vissuto ironicamente…

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Ecco “La differenza tra me e te”: video e testo

postato il 14/10/2011

update 28/10/2011
Dopo il video backstage che trovate qua sotto, ecco il nuovo video ufficiale del ritorno di Tiziano Ferro

Eccoci qui, i più accaniti, già da mezzanotte e 01 ad ascoltare “La differenza tra me e te”, il nuovo pezzo di Tiziano Ferro.
Sulla nostra pagina facebook, su twitter, al cellulare e in ogni dove mi sono arrivati messaggi di chi si è commosso, di chi l’ha ascoltata con il sorriso sulle labbra annuendo, chi teso, chi rilassato… ma tutti emozionati. E c’è chi mi ha chiesto se sono io il “te” a cui è dedicata… Certo! Perché, qualcuno di voi ne dubita?…

Tiziano Ferro è tornato con il nuovo singolo… e penso sia bellissimo.
La mia vicina ha detto che non devo cantare alle 2 di notte, ma come si fa in questi casi…

Molti avranno pensato al loro amore ascoltando queste parole, uomo o donna che sia, etero o gay che siano. Perché l’amore può essere una cosa semplice e un artista sa toccare corde comuni a molti con la sua unicità e specificità. Il valore aggiunto è che grazie al coming out di Tiziano Ferro le persone non penseranno automaticamente a una situazione sentimentale uomo-donna, ma la sovrapporranno a quella uomo-uomo, e capiranno che non c’è molta differenza tra l’una e l’altra.

Ecco il video, con le immagini girate a Los Angeles durante la registrazione, e il testo della canzone…

E il discorso continua nella mia recensione del nuovo album, “L’amore è una cosa semplice”

 

 

Qui di seguito il testo. Leggi tutto »

Lettera aperta a due preti poco gay friendly

postato il 6/10/2011

Gentili Signori Cesare Contarini e Franco Costa,
sembra dai lanci di agenzia di oggi che vi siate presi la briga di contestare un’iniziativa del consorzio di promozione turistica di Padova, il noto bollino “gay friendly” che gli esercenti che vorranno potranno esporre nei loro negozi.
Lei, Don Cesare Contarini, rettore del Collegio Barbarigo, sostiene che si tratta di “un’iniziativa propagandistica, utile solo a far arrabbiare chi la pensa diversamente”. “Se poi un negozio non espone il bollino?” si chiede, “sarà additato come omofobo?”. Invece lei, Mons. Franco Costa, direttore dell’Ufficio scuola della Curia di Padova, dice che rispettare tutte le persone “al di là del loro orientamento, è un conto” ma questa iniziativa “rema contro una reale integrazione dei gay”. “Perché scriverlo fuori dai negozi?” si chiede, aggiungendo: “Allora voglio che venga precisato che anche i preti sono i benvenuti”.
Anch’io avrei qualcosa da dire…

Don Cesare Contarini

Lei, Sig. Contarini, parla di un’iniziativa propagandistica che mirerebbe a far arrabbiare chi la pensa diversamente. Sta forse ammettendo di considerare l’odio verso i gay e la mancanza di accoglienza nei loro confronti legittimi, atteggiamenti da tutelare anziché biasimare? Sembra infatti meno incline a perdonare l’omosessualità dei probabili avventori, che vedrebbero nel bollino la semplice garanzia di essere accolti amichevolmente e senza pregiudizi. Sa cosa vuol dire sentirsi dire di uscire da una pizzeria o da un bar se si accarezza o si bacia il proprio compagno o la propria compagna? E per cortesia non offenda l’intelligenza di nessuno dicendo che neppure gli eterosessuali dovrebbero scambiarsi gesti di affetto in pubblico: so che la sua morale impone rigide repressioni della natura umana. Sta di fatto che nessuna coppia eterosessuale è mai stata invitata a uscire da un qualsiasi locale se ci scappa un bacetto. Mentre io, che sto aspettando tanto per il mio grande amore, quando finalmente starò con Tiziano Ferro crede che potrò andare a prendere un caffè con lui senza fargli almeno una carezza?
Anche se le sue parole dicono che è contrario ai bollini, è chiaro che è contrario all’omosessualità (del resto lo è l’istituzione di cui fa parte, platealmente e senza tanti giri di parole, insistentemente e senza vergogna)… Almeno tra noi non prendiamoci in giro… Leggi tutto »

Gay sensibili? Col cazzo

postato il 28/9/2011

Non c’è luogo comune più utilizzato, spesso con le migliori intenzioni: i gay sono tutti sensibili. Eppure sappiamo che non è mai saggio fare di tutta l’erba un fascio. Oggi molte più tipologie di gay sono sotto gli occhi di tutti (perché molti di più escono allo scoperto) e quindi siamo sempre più abituati all’eterogeneità degli omosessuali. Pensiamo ai bear per esempio, che vanno contro lo stereotipo che ci vuole depilati, tonici e attenti alle ultime mode. Nonostante tutto ciò, non ci togliamo dalla testa questa cosa della sensibilità. Se un omosessuale non rientra in uno stereotipo è una specie di automatismo pensare: “Chi l’avrebbe mai detto!”.

Confesso che anch’io ho avuto la stessa reazione quando ho scoperto che Roland Emmerich è gay. Sì, sto parlando del regista di blockbuster fracassoni, catastrofici e superficiali quali Stargate, Independence Day, Godzilla, The Day After Tomorrow, 2012, film che sono veri e propri concentrati di machismo del tutto alieni alle mezze misure, con un presidente degli Stati Uniti che invece di rifugiarsi sull’Air Force One si mette alla guida di un jet per sparare lui stesso ai dischi volanti e un Will Smith che come primo contatto con un extraterrestre sceglie un bel pugno in faccia e la battuta: “Benvenuto sulla Terra!”. Niente di più lontano da quello a cui ci hanno abituato altri registi gay, sofisticati o attenti ai sottotesti, dediti a tematiche impegnate o a drammi compunti. Basti pensare a Bryan Singer e ai suoi X-Men perseguitati, all’eleganza di Luchino Visconti, a Ozpetek e alle sue fate ignoranti, alla schiettezza provocatoria e fiammeggiante di Almodovar, ai poetici porcili di Pier Paolo Pasolini… Roland Emmerich è gay dichiarato e militante, ma questo al cinema non si vede. Sotto le macerie delle città di cui mostra le devastazioni, non c’è traccia di tematiche gay (a parte la scelta dell’interessante e intersessuale Jaye Davidson in Stargate, fatta con l’intenzione di rappresentare l’altro, l’alieno).
A dire il vero non mi sono fatto domande sulla sessualità di Emmerich fino a che non ho sentito la frase di lancio che aveva scelto per l’uscita di Godzilla: “Le dimensioni contano”.

Emmerich oggi si trova ad essere definito dalla NASA il regista scientificamente più diseducativo del mondo e contemporaneamente a ricevere il Premio Visionary 2010 per la visibilità e il sostegno offerto alla comunità LGBT. La direttrice dell’Outfest, Kirsten Schaffer, ha detto di “essere particolarmente orgogliosa di onorare Roland Emmerich, regista gay dichiarato, autore di opere di grande successo, che ha molto aiutato il Festival negli ultimi cinque anni. Le sue donazioni hanno contribuito alla realizzazione e sviluppo del Legacy Project. Il suo contributo alla causa LGBT non è stato secondo a nessuno.” Il Legacy Project, che il regista di 2012 ha sostenuto con oltre 150.000 dollari, è un istituto nato con lo scopo di preservare e restaurare le opere cinematografiche a tematica gay.

Ma Emmerich non è l’unico a contraddire lo stereotipo della sensibilità gay… Leggi tutto »

Il problema più grande per gli omosessuali in Italia oggi: il traffico

postato il 20 settembre 2011

Oggi gli omosessuali più che mai combattono per i loro diritti, ci mettono la faccia, scendono in piazza, smuovono facebook, creano rivoluzioni mediatiche, tutto per ottenere ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento. Voi sapete a cosa mi riferisco: avere più concerti di Madonna e Lady Gaga in Italia. Noi però siamo intelligenti e capiamo anche che le due artiste hanno molti impegni internazionali, non si può chiedere troppo. C’è addirittura tra noi chi preferisce altri generi musicali, perciò questo non può essere il primo obiettivo da perseguire.
Ma c’è un’altra cosa per cui l’Italia è conosciuta in tutto il mondo, e questa è veramente una piaga grave per gli omosessuali, che non si riesce a risolvere, mi avete già capito… è il calcio. Troppo calcio in questa società. Troppo. Ma alla fine anche questo riusciamo a superarlo, e anche se non tutti lo sanno c’è chi tra noi lo ama e addirittura lo pratica: non tutti i gay sono uguali.
Il fatto è che c’è una terza e più grave di queste piaghe, questa sì che ci accomuna tutti e fa sembrare l’Italia la ruota di scorta dell’Europa. Sto parlando di qualcosa che ci impedisce di vivere in pace. Potremmo risolverla con un parlamento migliore, questa situazione che tutti conosciamo, che ci rende inutili, ci blocca. Avete capito, mi vergogno a dirlo: è il traffico!

È finito agosto, con le sue strade roventi e deserte, quando puoi sfrecciare a tutta velocità su vie che di solito percorri talmente piano da poter contare le cicche delle sigarette vicino al marciapiede. Ed è già inoltrato settembre, il mese in cui tutti torniamo dalle ferie, le scuole ricominciano, le strade si rifanno caotiche. Sei isterico perché qualche giorno prima stavi sdraiato in spiaggia su un lettino carissimo, beatamente rilassato, e ora sei in ritardo, non ti spieghi perché non sei uscito qualche minuto prima. Sono tante le cose di cui non ti rendi conto. Per esempio…
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Fiocco gay in casa Voglio Sposare Tiziano Ferro: nasce la pagina delle NEWS

postato il 12/9/2011

Sono orgoglioso ed emozionato nel comunicarvi che è appena nata Voglio Sposare Tiziano Ferro – News, una nuova pagina che si va ad affiancare al blog tradizionale.
Nella pagina delle News, contrassegnata da una testata in bianco e nero come si usa nei migliori quotidiani, troverete ogni giorno le notizie più importanti che accadono intorno al mondo lgbt e non solo. Brevi flash che ci tengono informati sulla situazione politica, sui successi e sulle sconfitte della lotta della comunità lgbt per ottenere i propri diritti, sulle sferzate che subiamo (ahimè) continuamente da personaggi pubblici dalla mentalità incrostata, dal Vaticano e da chiunque decida di aprire bocca a sproposito, ma ci saranno anche notizie di costume e intrattenimento: cinema, tv, teatro, libri, musica, sport e molto altro… Leggi tutto »

I Signori con gli anelli

postato il 7 settembre 2011

Forse non avete idea del freddo che fa a Edimburgo d’estate. Per i bei mediterranei come me, 15 gradi a mezzogiorno è una temperatura bassa. Sembra però che se volete unirvi civilmente il nordeuropa sia una meta quasi obbligata: Scozia, Inghilterra, Galles, Norvegia e poi Danimarca, Belgio, Olanda. Alcuni di questi paesi rendono la vita più facile a noi latinos discriminati dallo Stato; altri pretendono carte false.
Fabio e Luciano hanno voluto fare tutto in regola e hanno scelto la Scozia, dove non serve nemmeno la residenza. Ed eccoci qui a Edinburgh (che, non so perché, si pronuncia Èdimbrà), assieme a Matteo e Steve e a un piccolo gruppo di invitati – chi tra gli amici è riuscito a prendersi qualche giorno di ferie. Nonostante i nuvolosi presagi della sera prima, ci svegliamo in un sabato perfetto di fine luglio, con un sole finalmente estivo e un cielo tirato a lucido dal vento del mare del nord (e meno male, perché “sposa bagnata, sposa fortunata” non credo funzioni quando si tratta di due uomini). Comunque siamo lì, con il bel tempo, e pronti a presenziare a una cerimonia che per noi italiani è pura fantascienza… Leggi tutto »

La pubblicità che non vedremo mai in Italia

postato il 19 agosto 2011

Voglio divertirmi con voi a guardare alcuni spot gai che non vedremo mai sulle televisioni italiane, ma che dimostrano che la civiltà da qualche parte là fuori esiste.
Vi siete mai domandati perché su Rai Uno non fanno le pubblicità dei preservativi? E perché su Canale 5 se c’è uno spot dove compaiono degli omosessuali è solo per dare un’immagine di trasgressione? E Rai Due, Rai Tre, Rete 4, Italia Uno? Tutte le televisioni generaliste italiane lavorano per fissare gay e lesbiche negli stereotipi dell’ambiguo o del ridicolo. Perché? Forse la risposta è quella di sempre: viviamo in un catechismo catodico obbligatorio. O forse la questione è un po’ più complessa di così.
Ma stavolta non voglio mettere l’utile davanti al dilettevole. Con un po’ di suspense rimando l’analisi alla fine del post – lasciando che il filo sia interrotto, per una volta con vero piacere, da ottima e inedita pubblicità.

Il fine ultimo di uno spot è sempre quello di vendere qualcosa, conquistare il pubblico, farci divertire e attirare la nostra attenzione in pochi secondi. Ma come potrete constatare la differenza con la situazione italiana è netta: la maggior parte degli spot di cui i nostri canali vanno ghiotti diffondono il tormentone da bar, il piattume, la banalità, perché aziende e pubblicitari sono convinti di rispecchiare così il loro pubblico. All’estero più spesso ci sono pubblicità che stuzzicano la mente, fanno una battuta ironica e intelligente e, perché no, del buon cinema e un po’ di poesia.
Senza paura di includere l’omosessualità… Leggi tutto »

La puzza di melone nell’immondizia d’estate

postato l’8 agosto 2011

“Qui si muore di caldo, là da voi?”… “Tutto bene a parte il caldo”… “A me il caldo mi uccide”… Ecco le frasi tipo di questi giorni, su Facebook, dal vivo e in qualsiasi posto.
Se siete anche voi come me di quella tipologia di persone che dopo pochi giorni di freddo intenso d’inverno comincia a chiedersi ”Ma quando arriva l’estate?” e poi d’estate state lì a boccheggiare e a pregare che torni il freddo, in questo momento starete a petto nudo, schiattando di caldo, con l’espressione inebetita e spaventata di chi ha paura che i propri desideri continuino ad avverarsi.
Comunque, a prescindere dal grado di sopportazione dell’afa, quando l’estate inizia ce ne accorgiamo perché se mangiamo un solo frutto e gettiamo la buccia nella spazzatura dopo pochissimo tempo sentiamo il caratteristico odore di marciume generale attanagliare tutta la casa. Chiaramente il melone è il top. La puzza di melone nell’immondizia d’estate è così tipico che senza  quasi non è estate, peccato sia nauseante. Matteo dice che la soluzione è chiudere gli scarti del melone in una busta e tenerli nel frigo finché non li puoi portare fuori. Chiaramente sono d’accordo con voi che è uno psicopatico.

Altro simbolo, per me, dell’estate e delle vacanze sono i trolley, sì proprio la valigia con le rotelle. Il trolley secondo me è l’invenzione più importante degli ultimi ventitré anni: batte l’I-Phone e qualsiasi altra cosa… Leggi tutto »

Mamma, perché quei due uomini si baciano?

postato il 19 novembre 2010

Qualche anno fa passeggiavo per Villa Borghese con un ragazzo. Respiravamo l’aria buona, ci facevamo affascinare dagli alberi e dai mezzi busti che non si sa mai di chi sono e chiacchieravamo tranquillamente. Ad un certo punto ci viene spontaneo darci un bacio a fior di labbra, come molte altre coppie intorno a noi. Passava di lì una donna slanciata, bella e bionda, sguardo fisso davanti a sé, passo svelto, in una mano un sacchetto pieno di frutta, con l’altra trascinava un bambino di circa sette anni. Il ragazzino vede il nostro gesto d’affetto e chiede: «Mamma, perché quei due uomini si baciano?». La madre ci guarda con poco interesse e senza smettere di camminare, né di trascinare il ragazzino, gli risponde: «Perché sono stranieri».

Tra i miei migliori amici c’è “una famiglia tradizionale” al completo. Papà Vincenzo, mamma Nora, Flavia, femminuccia di 8 anni, e Daniele, maschietto di 5. Famiglia tanto tradizionale che potrebbero vivere in un mulino bianco. Eppure quando in casa loro due uomini si baciano non c’è nulla di straniero. Semplicemente perché i genitori hanno parlato naturalmente ai figli di questo, e i bambini non ne sono usciti né confusi né traumatizzati, anzi. In realtà non so bene che parole abbiano usato, so solo che un giorno che ero invitato a cena da loro Flavia, con tono saputello, mi ha detto: «Andrea, posso dirti una cosa?». «Dimmi tesoro.» «Allora, tu sei omosessuale e ti piacciono gli uomini come te. Mamma è eterosessuale perché gli piace papà. Papà è eterosessuale perché gli piacciono tutte le donne. Matteo è omosessuale perché gli piacciono quelli con la barba e io sono eterosessuale perché mi piace Thomas che viene a scuola con me.» «Non ci fa una piega» le dico io sorridendo e carezzandole la testa. Ma non aveva finito: «Io quando sono grande mi sposo con Thomas, mentre tu per sposarti devi andare in Spagna!».

Ecco. Io, che mi ostino a non essere straniero e a volermi sposare in Italia, e che mi illudo che tutte le famiglie tradizionali saranno come quelle di Vic e Nora, vi chiedo un favore, di modo che potrò passeggiare tranquillo con Tiziano Ferro mano nella mano quando sarà il momento: condividete questo post con tutti i vostri amici e amiche che hanno (o hanno intenzione di mettere su) famiglia. Perché quello che segue contiene informazioni preziosissime. È comprensibile, anche i genitori italiani più illuminati possono trovarsi in difficoltà quando i figli chiedono candidamente: «Mamma, perché quei due uomini si stanno baciando?». Ecco, una volta per tutte, come rispondere… Leggi tutto »

Start spreading the news: 800 matrimoni gay a N.Y. soltanto il primo giorno

postato il 25 luglio 2011

Ecco l’emozionante galleria fotografica dei primi matrimoni gay nello Stato di New York celebrati domenica 24 luglio, giorno in cui è entrata in vigore la legge approvata un mese fa.

Le richieste erano talmente tante che i posti sono stati assegnati con una lotteria. Oltre 100 giudici si sono presentati volontari per celebrare i matrimoni. Una fila di centinaia di coppie gay e lesbiche si snodava davanti al solo Manhattan City Clerk’s Office in attesa di dire il tanto atteso sì. Il primo matrimonio è stato celebrato a mezzanotte alle cascate del Niagara, che si sono tinte d’arcobaleno per fare da scenografia all’unione tra Kitty Lambert e Cheryle Rudd, nonne di 12 nipoti. La prima coppia a sposarsi a Manhattan è stata quella di Phyllis Siegel, 76 anni, e Connie Kopelov, 84 anni, che è arrivata in sedia a rotelle, ma si è alzata in piedi per dire il suo “Sì”.
In questo clima di gioia e commozione, alcuni dimostranti con cartelli con scritto “DIO ODIA I FROCI” esercitavano il loro diritto costituzionale a essere dei perfetti idioti.

In attesa che succeda anche in Italia, dove vedrete anche me e Tiziano Ferro in prima fila, ecco le foto più belle ed emozionanti… Leggi tutto »

Per lo Zoo di 105 noi siamo i porci

postato il 16 luglio 2011

Una transessuale ha sporto querela contro il programma radiofonico Lo Zoo di 105 per alcune battute transofobe ritenute diseducative ed offensive. Per tutta risposta il gruppo di comici ha postato su facebook, sulla pagina ufficiale della trasmissione, questo stato:

“Vi faccio ridere: Un trans ci ha querelato per le battute di ieri in apertura!! Dicendo che siamo diseducativi!!! Noi???? Il mondo gira al contrario cazzo…”

Istigati da queste parole, i fedelissimi della trasmissione, incazzati come iene, si sono visti legittimati a dimostrare la loro solidarietà ai conduttori. Come?  Riempiendo la pagina facebook di insulti omofobi talmente gretti che Giovanardi sta ancora lì a prendere appunti.

Ecco i loro pensierini:

“senti da che pulpito viene la predica.. diseducativo lo zoo??? e il trans cosè allora??? frocio di merda!”


“meglio una denuncia che un cazzo in culo,ricchioniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii”


“Lo andiamo a prendere e lo bruciamo sto scemo di merda oooooo!!!!”

E, purtroppo, eccetera eccetera eccetera eccetera…

La pagina facebook dello Zoo di 105 si è quindi guadagnata l’onore di essere segnalata per “incitamento all’odio e attacco personale in base a sesso o orientamento sessuale”, che è quello che vi invitiamo a fare. Purtroppo sulla pagina facebook dello Zoo non è possibile postare link, ma invitiamo tutti i lettori di Voglio Sposare Tiziano Ferro a inviare questo stesso articolo a questa mail info@ilsitodellozoo.com, in massa (per esempio andando alla fine del post e cliccando sul tasto SHARE con accanto l’icona di una busta da lettera), anche per condividere l’ottima risposta di Bernadette (nella prima parte del video qui sotto, tratto da “Priscilla – La regina del deserto”)… Leggi tutto »

La prima volta che sono venuto

postato l’11 luglio 2011

Ero un po’ in ritardo con i tempi. I miei amichetti avevano già iniziato l’attività preferita della pubertà, quando io ancora andavo a caccia di farfalle, letteralmente. Poi però, scoperto di cosa si trattasse e imparate le basi, mi sono rimesso in pari velocemente.

No, non c’è nessun simpatico doppio senso in agguato: sto parlando proprio della masturbazione. E della prima volta che sono venuto.
Se cerchiamo un punto di unione tra uomini gay e uomini etero, un minimo comune denominatore, ebbene eccone uno a prova di bomba: aprite questo discorso tra un gruppo di maschi e, a prescindere dal loro orientamento sessuale, ognuno avrà una storia interessante e molto ricca di particolari da raccontare. Non c’è più differenza. Magari cambiavano le fantasie, quello sì, ma la pratica era per tutti la stessa: tu, il tuo pene, la tua mano, una squadra affiatata a cui rimanere fedele per la vita… Leggi tutto »

Arcigay bacchetta Iva Zanicchi

Iva ridacci il pony!

Iva ridacci il pony!

postato il 5 luglio 2011

Grazie anche all’indignazione del popolo di Facebook e alla nostra iniziativa per far togliere a Iva Zanicchi il Pegaso d’Oro (nel link potete leggere le sue dichiarazioni), l’Arcigay ha oggi pubblicato un comunicato stampa che ritengo efficace.
Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay, riprende le affermazioni fatte dalla Zanicchi contro il Pride, sottolineando il fatto che lei non ha mai partecipato a uno. E boccia abbastanza chiaramente le giustificazioni della cantante/attrice/presentatrice/politica (e per noi non è nulla di tutto questo) di essere stata fraintesa. Patanè finisce dicendo (e qui lo riporto come l’ho interpretato io, quindi se volete il testo esatto guardate di seguito) che per buona fede stavolta l’Arcigay crede che le sue parole siano state in qualche modo alterate, ma che se viene fraintesa di nuovo ci riprendiamo il pony alato! Leggi tutto »

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