In Gran Bretagna, tre uomini di religione islamica, Ihjaz Ali, 42 anni, Kabir Ahmed, 28 anni, e Razwan Javed, 27 anni, sono stati citati in giudizio per incitamento all’odio contro gli omosessuali.
Sono i primi incriminati in base alle leggi in vigore nel paese dal marzo del 2010, che puniscono l’omofobia come forma di odio razziale.
I tre avevano distribuito, fuori dalla moschea di Derby, volantini in cui si affermava che l’Islam promuove e giustifica la pena di morte per gli omosessuali.
I foglietti si intitolavano The Death Penalty? ( La pena di morte?), contenevano citazioni dai testi sacri musulmani e l’immagine di un manichino impiccato.
I tre si sono difesi sostenendo che stavano semplicemente seguendo ciò che insegna l’Islam sull’omosessualità e che non volevano minacciare nessuno.




1 commento
Adrienne says:
5 febbraio 2012 a 17:32 (UTC 2)
Se questo fatto fosse accaduto in Italia, col falso buonismo idiota che caratterizza le nostre istituzioni quando si prende in mano l’argomento, minimo avrebbero allisciato la testa a questi tre psicopatici, tirando erroneamente in ballo la sputtanatissima “libertà di parola” (concetto spesso tirato fuori a sproposito e disatteso quando invece sarebbe ben calzante), oppure uno pseudo-relativismo culturale da mani nei capelli. Libertà di pensiero = libertà di offendere e discriminare e propagandare la pena di morte. Claro?
Quando si parla di promulgare una legge contro manifestazioni d’odio riconducibili a questa, sorpresa!, presso i nostri politicanti salta subito fuori il discorso secondo cui i gay con una legge simile vorrebbero figurare come “categoria privilegiata” e balle varie… Quando poi si parla di allargare i diritti civili anche alle coppie omosessuali, alè, salta fuori che in realtà sono i cosiddetti conservatori del piffero a voler conservare il *loro* privilegio (ossia, un diritto civile esteso a una determinata categoria di persone), mantenendo il maledetto status quo. Coerenza, questa sconosciuta. Far pace col cervello no, eh?
Per il resto, se la propaganda “religiosa” (ma ‘fanculo alle religioni, se è a questo che servono! A uscir fuori di melone) di questi tre rifiuti dell’umanità non è istigare all’odio razziale, allora io sono giapponese.