postato il 5 maggio 2012
UPDATE del 10 maggio 2012: L’Ordine degli Psicologi contro gli atti del convegno dell’AGESCI. L’eventuale coming out di un capo scout sarebbe diseducativo? Tutto il contrario. La segretaria dell’Ordine lombardo Carlotta Longhi sottolinea che il coming out sarebbe educativo, perché “insegna ai ragazzi eterosessuali la legittimità ad essere lesbica o gay, prevenendo forme di omofobia e bullismo omofobo“. E aggiunge: “La sottolineatura da parte dei relatori della necessità di prudenza si pone in contrasto con gli orientamenti teorici e clinici più recenti che vedono nella visibilità in ambito familiare, lavorativo ma anche educativo delle persone omosessuali un fattore di protezione da problemi psicologici e una condizione di benessere, sia personale che comunitario“.
Le linee guida degli SCOUT CATTOLICI dell’Agesci: vietato il coming out dei capi perché ritenuto “diseducativo” e se un ragazzo è gay invitare i genitori a chiamare lo psicologo.
Di quanto dolore, depressioni, tentati suicidi, bullismo omofobo saranno complici queste parole orrende e questo invito infondato a rivolgersi alla psicologia?
Prima di entrare nel merito, ci preme ricordare una cosa molto grave che nel trattare questa vicenda quasi nessuno ha riportato: dell’8×1000 che i cittadini avevano destinato allo STATO nel 2007, lo Stato stesso ha destinato CENTOMILA EURO proprio agli scout cattolici AGESCI (fonte ufficiale del governo italiano). Che queste linee guida incresciose possano almeno essere un buon punto di partenza per smettere di finanziare chi discrimina e alimenta l’odio. Si finanzia l’associazionismo cattolico non solo firmando per la Chiesa Cattolica ma anche per lo Stato. Bisogna però evitare di NON firmare del tutto: così i soldi vanno alla Chiesa Cattolica a causa di un meccanismo pensato ad hoc. Cosa possiamo fare allora con l’8×1000? Leggete 8×1000 FOR DUMMIES, una guida semplice, documentata e pratica che spiega tutto nel dettaglio.
Tornando alle linee guida ufficiali per i capi scout di tutta Italia, esse derivano da un seminario tenuto a novembre organizzato dalla rivista “Scout-Proposta educativa”, i cui atti ufficiali e le relative conclusioni sono stati pubblicati in questi giorni.
La cosa è ancora più grave se pensiamo che le lezioni sono state tenute, oltre che da padre Francesco Compagnoni, assistente ecclesiastico presso il Masci (Movimento adulti scout cattolici italiani), anche da due psicoterapeuti, lo scout Dario Contardo Seghi e Manuela Tomisich…
Per lo psicologo Contardo Seghi educare all’eterosessualità è possibile e, inoltre, si possono “frenare” le pulsioni omosessuali: “Dobbiamo porre molta attenzione nell’educare i nostri ragazzi a non identificarsi con ciò che sentono perché quel che sentono non definisce pienamente ciò che sono. Devo diventare consapevole del fatto che posso gestire ciò che sento. Quindi non c’è dubbio che anche la dimensione sessuale vada poi gestita ed educata. Imparare a gestire le pulsioni e a non identificarsi in quello che si sente”.
Non c’è dubbio. Il pensiero di Contardo Seghi contraddice punto per punto la posizione più volte espressa da tutti gli ordini di psicologi, anche italiani, contro le teorie riparative, e speriamo che questi soggetti, pericolosi per la salute dei loro pazienti, siano chiamati a rispondere davanti alla Commissione Deontologica del Consiglio dell’Ordine come avviene all’estero.
Con parole molto chiare l’Ordine degli Psicologi della Lombardia nel 2010 ha deliberato di assumere la seguente posizione ufficiale in merito alle cosiddette “terapie riparative dell’omosessualità”:
Qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l’eterosessualità o verso l’omosessualità è contraria alla deontologia professionale ed al rispetto dei diritti dei propri pazienti. Segnala inoltre che le cosiddette ‘terapie riparative’, rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di ‘cambiare’ o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di analizzare la complessità di fattori che lo determinano e favorire la piena accettazione di se stessi.
Gli psicologi italiani sono tenuti al rispetto degli articoli 3, 4 e 5 del Codice Deontologico, i quali ribadiscono, tra l’altro, come lo psicologo debba lavorare per promuovere il benessere psicologico, astenersi dall’imporre il suo sistema di valori e aggiornare continuamente le sue conoscenze scientifiche. Ricordo che anche le più importanti associazioni scientifiche e professionali internazionali, fra cui l’A.P.A.-American Psychological Association-, di cui lo stesso Nicolosi è membro, raccomandano di astenersi dal tentativo di modificare l’orientamento sessuale di un individuo e affermano che le terapie di ‘conversione’ o ‘riparazione’ dell’omosessualità sono basate su teorie prive di validità scientifica e non hanno il sostegno di ricerche empiriche attendibili.
Pertanto condanniamo ogni tentativo di patologizzare l’omosessualità, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una ‘variante naturale del comportamento umano’.
Per Seghi invece i gay sarebbero degli etero “latenti”: “A volte ci sono delle convinzioni sedimentate da molto tempo, come un caso che ho seguito in cui un uomo, per il fatto di avere provato da bambino delle sensazioni piacevoli toccando lo sfintere anale, aveva sviluppato una modalità di masturbazione con una stimolazione anale. Questo fatto gli aveva prodotto la convinzione di essere omosessuale”…
Se per uno psicoterapeuta cattolico l’omosessualità è solo una faccenda di sfintere, stiamo messi male… anzi stanno messi male.
UPDATE: Intanto Gianluigi Piras, Assessore alle politiche giovanili di Jerzu (paese sardo che conta 3.296 abitanti) stila un atto amministrativo che vieta spazi pubblici all’AGESCI, che con la sua politica omofoba viola la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il Il Trattato di Lisbona e la Costituzione Italiana.




10 commenti
francesco t says:
11 maggio 2012 a 12:09 (UTC 2)
a chi difende l agesci, vorrei chiedere:
perchè al seminario i tre relatori erano tutti “a senso unico” in tema di omosessualità?
perchè tutta la discussione è andata a senso unico, indicando l omosessualità come un PROBLEMA , e dal quale guarire!
ergo, non si tratta di un seminario di DISCUSSIONE, ma di un seminario che prende un unica posizione gia in partenza.
fortunatamente ci sono stati durante il seminario dei gruppi di scout che si sono GIUSTAMENTE ribellati a tale “senso unico”, indicando che sono contrati a quanto affermato.
ma il succo del seminario è rimasto quello.
l agesci inoltre non si è dissociata in alcun modo dalle affermazioni che vedono l omosessualità come un problema anche da curare.
questo lascia intendere che alla base c è una condivisione delle idee OPPURE un certo timore a negarle (vuoi per la base cattolica dell agesci).
però vorrei sapere quindi: CHI è CHE HA SELEZIONATO I RELATORI DEL SEMINARIO , che è organizzato dall agesci?
perchè è chiaro che i relatori erano VOLUTAMENTE a senso unico, e sarebbe ridicolo non notarlo.
Giò says:
9 maggio 2012 a 16:34 (UTC 2)
Giusto per chiarire quale sia l’aria che tira veramente, al di là dei virgolettati riportati dai giornali, vi posto la lettera che abbiamo sottoscritto in 270 della nostra regione (Toscana). Poi si è preferito pubblicare l’attuale messaggio che c’è sul sito dell’Agesci, ma questo documento, personale e non associativo, fotografa molto meglio il sentire generale dei nostri gruppi:
https://docs.google.com/open?id=0B1HbZLlRjV7CRmJXSlpaOWdfb00
Matteo Marino says:
9 maggio 2012 a 19:53 (UTC 2)
Giò, innanzitutto grazie per aver condiviso con noi del blog e con i nostri lettori questo documento.
Fa bene vedere che molti la pensano diversamente e vi faccio i complimenti per aver voluto dare voce al dissenso.
Ma la prima cosa che mi è saltata all’occhio è che non ci sono le firme. Mi viene una battuta: è questa l’aria che tira all’AGESCI?
Battuta a parte, come dici tu e com’è subito esplicitato, si tratta di una posizione personale e non associativa, purtroppo: non sono le prese di distanza ufficiali dell’associazione.
Riconoscendone però il valore, vi invitiamo a mandarci il documento completo di firme e a rilasciarci un’intervista. Noi ci impegneremo a dare alla notizia la stessa visibilità che ha avuto sul blog la notizia degli atti del convegno.
Una domanda però mi viene subito da farvi, ed è la stessa obiezione che sollevavo nel mio commento qui sotto, che vi invito a leggere, in risposta a Domenico.
In breve: come conciliate la vostra “originalità davanti a Dio e alla società” e la vostra mancanza di pregiudizi sugli omosessuali (almeno così sembra) con la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica, che dovrebbe fare da linea guida profonda e sottintesa nel Patto di un’associazione che appunto si definisce cattolica?
RIpeto: il Catechismo ufficiale della Chiesa Cattolica (paragrafo 1269) dice esplicitamente che il battesimo «incorpora alla Chiesa» e «IL BATTEZZATO NON APPARTIENE PIU’ A SE STESSO […] perciò è chiamato […] a essere «obbediente» e «SOTTOMESSO» ai capi della Chiesa».
E cosa dicono i capi della Chiesa e il catechismo a proposito dell’omosessualità?
Esattamente quello che ha concluso Francesco Compagnoni, cioè che ”Le relazioni tra persone omosessuali, secondo la Sacra Scrittura, sono gravi depravazioni. Per questo, le persone omosessuali sono chiamate alla castità”. Né più né meno.
Aspetto una vostra risposta a questo dilemma, e se volete contattarci per mandarci il documento con tutte le firme e accordarci sull’intervista, potete usare la mail ufficiale del blog: vogliosposaretizianoferro [at] gmail.com (Sostituite [at] con “@”, senza spazi).
Domenico Word says:
7 maggio 2012 a 17:50 (UTC 2)
seguo da molto il Blog ed ecco che giunge una piccola delusione dopo questo post…
io sono uno Scout dell’associazione AGESCI, anche se questo vorrebbe dire che io risulti di parte rimane il fatto che c’è disinformazione, in quanto ciò che è stato rilasciato dall’agesci sono SOLO DEGLI ATTI di un convegno, tenutosi appunto a novembre, per discutere dell’omosessualità, come si è detto anche nel post, ma NON sono mica linee guida da seguire per l’insegnamento dei ragazzi.
Discerniamo bene la realtà, non so su cosa vi siate basati, però vi posto qui il link che riporta la pubblicazione per intero gli atti del convegno, nel caso non l’abbiate già letta:
http://www.agesci.org/downloads/atti_seminario.pdf
Come è normale che fosse in questo convegno hanno lasciato la parola a vari pareri, hanno chiamato un prete, uno psicologo e un dirigente scout, e sia chiaro che il convegno non si è chiuso li, avrà una futura continuazione.
C’è da precisare che quello di novembre era un convegno regionale del Lazio, non nazionale, assolutamente no! non si può nemmeno parlare di associazione Agesci in quanto erano in pochi a partecipare all’evento. Quindi si può dire che è pressapoco insignificante!
Molti si fermano tristemente all’osservazione del gruppo scout come i ragazzini in pantaloncini e in camicia azzurra… spesso pochi conoscono l’importanza di tale associazione.
Prendete per esempio il comune sardo da 3.294 persone, allora si, si può dire che è uno di quei paesini che brulica di vita e di attività e iniziative per i ragazzi vero? io provengo da un paesino del genere e posso affermarvi che lo scoutismo è la salvezza dei ragazzi. Quella del divieto del suo esercizio non è una cosa da andarne contenti!
Sono convinto e ne vado fiero del fatto che ciò che sono ora, il ragazzo che ora tutti conoscono, la parte “buona” di me, si è plasmata grazie a quel fazzolettone.
Fa sempre un pò male vedere spalare merda sulla cosa che si ama!
Spero leggiate questa mia Risposta!
Matteo Marino says:
9 maggio 2012 a 15:55 (UTC 2)
Ciao Domenico,
ti rispondo io perché sono io che ho redatto la notiza.
Innanzitutto grazie per aver voluto condividere con noi le tue critiche e il tuo punto di vista.
Premetto che siamo vicini a quanti, scout e capi-scout, si sono sentiti colpiti e non accettati dalle parole del convegno.
È indubbio che le esperienze di gruppo segnino fortemente e siano di grande valore per i ragazzi. Il portato emotivo e sociale di queste è importantissimo. Mi rammarico che però queste esperienze debbano essere condotte quasi esclusivamente in ambito confessionale (oratori, scout), e mi chiedo come mai (una questione di fondi anche statali indirizzati in maniera maggioritaria alle associazioni cattoliche?).
Detto questo, alcune precisazioni.
Se la smentita dell’AGESCI si limita a precisare che quelle non sono linee guida (come riportato dalle varie ANSA e da Repubblica) ma “solo” atti di un convegno (comunque voluto e sostenuto dall’AGESCI), e non si dissocia da quelle conclusioni con forza e anzi non fa dichiarazioni ufficiali contrarie e a favore dei coming out e dell’omosessualità vista, come la psicologia moderna vuole, come una naturale variante della sessualità umana, assolutamente da non condannare o discriminare, se si limita a quello e non fa questo, la smentita è gravemente insufficiente e ha come risultato soltanto quello di sviare l’attenzione dal contenuto per indirizzarla alla forma.
Nell’articolo comunque non ci si augura alcuno “scioglimento” degli scout, come mi sembra di leggere dalla tua interpretazione, ma ci si sofferma su un’altra questione fondamentale, e cioè si punta il dito contro quegli psicologi chiamati per dare un’aura di “scientificità” a posizioni omofobe e anacronistiche e che vanno contro la deontologia professionale, causando danni nei giovani e negli adulti. Se leggi bene l’articolo, ci auguriamo che questi vengano esaminati dalla Commissione Deontologica dell’Ordine degli Psicologi. Questa è la nostra critica.
Poi ci auguriamo che i contributi statali non vadano all’AGESCI senza che i contribuenti possano sceglierlo liberamente ed esplicitamente, soprattutto quando firmano per lo Stato. E questa è una questione più ampia che riguarda l’8 per mille.
E ora arrivo al punto più duro. È doloroso dover riflettere su cose come questa quando l’associamo a persone concrete che stimiamo e che magari fanno un ottimo lavoro nell’ambito degli scout. (Ma la mia riflessione personale è che questo ottimo lavoro lo fanno al di là e in alcuni casi nonostante l’associazione di cui fanno parte).
Il punto non è però questo. Il punto è che spesso si guarda il dito anziché la luna. Quelle che sono sotto “accusa” da parte dell’opinione pubblica non sarebbero linee guida dell’AGESCI? Andiamo allora a monte. Mi sembra ovvio che le linee guida di qualsiasi associazione catollica siano quelle espresse dalle gerarchie, dal Papa e dall’attuale catechismo della Chiesa Cattolica, linee guida dalle quali nessun “buon” cattolico singolarmente potrebbe prescindere, figuriamoci un’associazione.
Il Catechismo ufficiale della Chiesa Cattolica (paragrafo 1269) dice esplicitamente che il battesimo «incorpora alla Chiesa» e «IL BATTEZZATO NON APPARTIENE PIU’ A SE STESSO […] perciò è chiamato […] a essere «obbediente» e «SOTTOMESSO» ai capi della Chiesa».
Curioso scoprire nel 2012 di non appartenere a se stessi, vero?
E cosa dicono i capi della Chiesa e il catechismo a proposito dell’omosessualità?
Esattamente quello che ha concluso Francesco Compagnoni, assistente ecclesiastico presso il Masci (Movimento adulti scout cattolici italiani) che ha partecipato al convegno, e cioè che ”Le relazioni tra persone omosessuali, secondo la Sacra Scrittura, sono gravi depravazioni. Per questo, le persone omosessuali sono chiamate alla castità” e altre amenità.
Per inciso, nel tuo commento ci inviti a consultare il link degli atti del convegno, lo stesso link che noi già riportiamo nell’articolo, forse ti è sfuggito.
Insomma la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica e quindi delle associazioni cattoliche quali l’AGESCI è che saremmo dei depravati. Questo comporta un grave problema e imbarazzo internazionale, perché questa posizione va contro la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il Trattato di Lisbona e la Costituzione Italiana. Certo, anche il razzismo all’epoca era giustificato facendo ricorso alla Bibbia, così come l’inquisizione, i roghi delle streghe e degli eretici, quindi c’è speranza che il dissenso interno porti a qualcosa. Io sinceramente però non ho secoli da aspettare.
Perciò, essendo peraltro agnostico, ho scelto di sbattezzarmi. Non c’è dubbio che i diritti civili per le persone lgbt in Italia siano frenati dall’ingerenza delle gerarchie ecclesiastiche nella politica, o meglio dal peso che i politici pensano abbiano le gerarchie, che si fanno forti di un potere economico e del numero dei battezzati. Quanti davvero praticanti? Molto pochi. Quindi io mi tolgo da quel numero, come ha fatto anche Andrea Bordoni, e invito chi vuole a informarsi su questo cliccando qui:
http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/
Ovviamente i cattolici e i membri dell’AGESCI che non si riconoscono in queste parole sono liberi di esercitare il dissenso interno. Ma vorrei ricordare che questa libertà gli deriva non già dal cattolicesimo, storicamente poco incline a sopportare i dissidenti (se vivessimo in un Paese in cui le leggi della Chiesa fossero leggi dello Stato non ci sarebbe questa possibilità), ma dal fatto che viviamo in uno Stato laico.
Anche chi è cristiano può scegliere di sbattezzarsi per non avallare le posizioni della Chiesa cattolica. Vi ricordo che quella cattolica non è l’unica chiesa cristiana in Italia, e altre, come quella valdese, ha posizioni in campo di bioetica e diritti civili tra le più avanzate e dignitose. Inoltre è l’unica confessione religiosa che destina interamente il suo 8×1000 a ricerca scientifica e opere di carità, e non lo usa per le spese di culto.
Per concludere, direi che l’imbarazzo che la pubblicazione degli atti di questo convegno ha suscitato e la differienziazione che l’AGESCI si è sentita di dover fare, se pur insufficiente, è stata una vittoria delle associazioni lgbt. Infatti hai voglia a dire che la Chiesa è omofoba rimanendo in astratto: quando la sua omofobia e il suo anacronismo diventano concreti smuovono gli animi e fanno riflettere i suoi stessi membri, per quanto dolorosamente.
Ma se l’AGESCI farà ufficialmente dichiarazioni a sostegno del coming out e dei diritti civili dei gay e farà delle linee guida volte alla non discriminazione, allora sì che saremo lieti di dare la notizia. Tienici informati.
Un caro saluto, spero di essere stato chiaro ed esaustivo e spero continuerai a seguirci e a criticare le nostre posizioni quando lo riterrai opportuno
Matteo Marino
saro says:
2 giugno 2012 a 18:31 (UTC 2)
da capo scout AGESCI non di un paesino ma di una città..quindi dove i ragazzi potrebbero avere tnt altre opportunità..posso dire che l’AGESCI ha emesso subito un comunicato dove afferma che qlle uscite nel seminario sono opinioni personali di coloro che sono intervenuti e che il seminario di novembre è stato il primo per iniziare la discussione..proprio perchè siamo cattolici e la chiesa cattolica la pensa come tutti sappiamo ma siamo anche l’associazione cattolica + ”al confine” come qualcuno l’ha definita..l’associazione che tende ogni giorno di migliorare il mondo con l’aiuto di Cristo..ora..se l’associazione ha voluto fare un seminario del genere ci sarà un motivo! come già detto la posizione della chiesa è nota..qndi che bisogno c’è di affrontare qst tema se già si conosce la linea ”dell’alto”..l’AGESCI lo ha fatto proprio perchè è un’associazione di frontiera..perchè sa che esistono i gay nell’associazione e vuole parlarne..cmq consiglio di leggere gli atti del convegno..anche se sono 80 pagine..si capisce che non è così grave come sembra..
giovanna says:
5 maggio 2012 a 20:21 (UTC 2)
seguo il blog da un po’, ma stavolta esco dalla pigrizia e mi metto a commentare! Mi sembra tutto molto triste e molto grave, ma voglio spezzare una lancia in favore degli scout, che nel 97% dei casi non sono delle teste di cazzo come chi detta le linee guida (che poi sia un po’ da coglioni stare in un’associazione cattolica gerarchica quando non si è dei bigotti leccapiedi in effetti sono d’accordo…). Non sono mai stata scout, ma ho intorno molte persone scout del CNGEI (scout dichiaratamente laici e aconfessionali) e loro cazzate del genere non le potrebbero nemmeno concepire, e per fortuna nemmeno i loro “capi dei capi” che infatti sul tema invece sembrano essere molto sereni. I gay nel CNGEI sono in genere dichiarati e tranquilli (ovvio che io ne ho una conoscenza parziale, ma mi azzarderei a generalizzare da quel che mi dicono scout a me vicini, a cui ovviamente appena è venuta fuori questa storia ho rotto le palle in merito). Non c’è solo l’AGESCI, ma anche l’alternativa del CNGEI che io apprezzo anche se atea, socialista (nel senso buono) e libertaria, tanto che se avrò figli spero proprio che saranno scout!
ma anche nell’AGESCI sono sicura che gran parte dei capi e degli adulti sono inorriditi davanti alla pubblicazione di queste cazzate… e spero che ci sia un po’ di dibattito interno e che ne venga fuori una bella smentita! Saranno anche cattolici (anche se ci sono parecchi infiltrati che restano nonostante l’aspetto confessionale) ma sono mediamente brave persone… non credo che vengano rispecchiate da questi barbagianni diversamente rincoglioniti! -_-
Andrea Bordoni says:
6 maggio 2012 a 09:27 (UTC 2)
Bah, speriamo in una smentita, cara Giovanna.
Anche se a forza di aspettare smentite dal Vaticano mi sono venuti i primi peletti bianchi nel pizzetto.
Milady says:
5 maggio 2012 a 16:27 (UTC 2)
E dopo questa mi levo lo scolpasta di testa e faccio un inchino.
Un motivo in più per essere grata che i miei genitori non mi abbiano più iscritto dai boy scout da bambina – anche se il motivo principale fu “non passerai due giorni alla settimana a sentire idiozie cattoliche”.
Steve says:
5 maggio 2012 a 15:57 (UTC 2)
Per non parlare delle assurde raccomandazioni a dissociarsi rispetto alle proprie emozioni e desideri. Non c’è alcuna considerazione interpersonale dietro queste “raccomandazioni”, solo l’obbligo ad uniformarsi ad un codice esterno di condotta, ad una volontà “altrui” – che sembra essere Dio, da sempre molto silenzioso, ma che alla fine si riduce al prete di turno, al catechismo, alla dottrina e all’autorità ecclesiastica, da sempre molto loquaci. Senza comprendere i propri sentimenti, emozioni e desideri nella realtà della propria vita non c’è alcuna crescita, solo repressione.