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Mamma, perché quei due uomini si baciano?

postato il 19 novembre 2010

Qualche anno fa passeggiavo per Villa Borghese con un ragazzo. Respiravamo l’aria buona, ci facevamo affascinare dagli alberi e dai mezzi busti che non si sa mai di chi sono e chiacchieravamo tranquillamente. Ad un certo punto ci viene spontaneo darci un bacio a fior di labbra, come molte altre coppie intorno a noi. Passava di lì una donna slanciata, bella e bionda, sguardo fisso davanti a sé, passo svelto, in una mano un sacchetto pieno di frutta, con l’altra trascinava un bambino di circa sette anni. Il ragazzino vede il nostro gesto d’affetto e chiede: «Mamma, perché quei due uomini si baciano?». La madre ci guarda con poco interesse e senza smettere di camminare, né di trascinare il ragazzino, gli risponde: «Perché sono stranieri».

Tra i miei migliori amici c’è “una famiglia tradizionale” al completo. Papà Vincenzo, mamma Nora, Flavia, femminuccia di 8 anni, e Daniele, maschietto di 5. Famiglia tanto tradizionale che potrebbero vivere in un mulino bianco. Eppure quando in casa loro due uomini si baciano non c’è nulla di straniero. Semplicemente perché i genitori hanno parlato naturalmente ai figli di questo, e i bambini non ne sono usciti né confusi né traumatizzati, anzi. In realtà non so bene che parole abbiano usato, so solo che un giorno che ero invitato a cena da loro Flavia, con tono saputello, mi ha detto: «Andrea, posso dirti una cosa?». «Dimmi tesoro.» «Allora, tu sei omosessuale e ti piacciono gli uomini come te. Mamma è eterosessuale perché gli piace papà. Papà è eterosessuale perché gli piacciono tutte le donne. Matteo è omosessuale perché gli piacciono quelli con la barba e io sono eterosessuale perché mi piace Thomas che viene a scuola con me.» «Non ci fa una piega» le dico io sorridendo e carezzandole la testa. Ma non aveva finito: «Io quando sono grande mi sposo con Thomas, mentre tu per sposarti devi andare in Spagna!».

Ecco. Io, che mi ostino a non essere straniero e a volermi sposare in Italia, e che mi illudo che tutte le famiglie tradizionali saranno come quelle di Vic e Nora, vi chiedo un favore, di modo che potrò passeggiare tranquillo con Tiziano Ferro mano nella mano quando sarà il momento: condividete questo post con tutti i vostri amici e amiche che hanno (o hanno intenzione di mettere su) famiglia. Perché quello che segue contiene informazioni preziosissime. È comprensibile, anche i genitori italiani più illuminati possono trovarsi in difficoltà quando i figli chiedono candidamente: «Mamma, perché quei due uomini si stanno baciando?». Ecco, una volta per tutte, come rispondere…

Non è facile fare il genitore, lo so. A me non ha mai interessato esserlo. È un mio problema, dovrei lavorarci, ma ho una tolleranza limitata. È carino stare con i bambini qualche ora, si gioca, si ride, ci si diverte, ma poi sono felice di andarmene e lasciarli ai loro genitori. Dopo un po’ quelle voci stridule, quei dentini che cadono, cominciano a innervosirmi.
Comunque, alla luce dei due avvenimenti sopradescritti e per il motivo sopracitato, mi sono chiesto cosa ne pensa la pedagogia moderna della fatidica domanda. Adoro quando intere branche di scienze umane la pensano come me. Il libro che più mi ha interessato e divertito è un manuale di facile e utilissima lettura, Chiedi a papà di Emma Cook, sottotitolo Come rispondere alle domande impossibili dei nostri figli. L’autrice tiene una rubrica sul Times in cui, avvalendosi di volta in volta di esperti ed educatori, trova la spiegazione più adatta da fornire a fronte di curiosità reali di bambini tra i quattro e i dieci anni. Le domande, scelte dalla propria esperienza di madre o suggerite dai lettori (genitori, nonne, zii, babysitter), sono del tipo: «Mamma, perché tu non hai il pisellino?», «Mamma, perché non posso essere re?», «Mamma, posso avere un fucile come quello di Tony?», «Mamma, vuoi sposarmi?», «Mamma, anche Dio ha una mamma?», «Mamma, perché questo ti fa ridere?», «Mamma, perché le donne si fanno fotografare a seno nudo?», eccetera.
Ho trovato qui anche la domanda, udite udite: «Mamma, perché quei due uomini si baciano?» fatta da un ottenne. A sorpresa, la risposta esatta da dare, per qualsiasi psicologa infantile, non ha mai a che fare con la nazionalità dei due uomini! La psicologa infantile Kairen Cullen dice che un genitore dovrebbe essere felice di una domanda sul sesso da parte del figlio perché questo gli permette di capire quanto sa il bimbo di relazioni sentimentali. Naturalmente bisogna sempre tener conto dell’età del bambino, non è assolutamente necessario entrare nei particolari. Secondo la terapeuta Paula Hall, in questo caso bisogna rispondere semplicemente: «Così si comportano le coppie che vogliono dimostrare quanto si vogliono bene, proprio come fanno la mamma e il papà» aggiungendo che a volte la coppia può essere formata da due uomini o da due donne. Non è necessario continuare la spiegazione o introdurre troppe informazioni. «Credo che le domande che i bambini pongono siano esclusivamente quelle di cui sono pronti ad ascoltare le risposte.» È possibile però che seguano altre domande: «Possono avere dei bambini?». Dovrete allora spiegare, sempre secondo la Hall, che solo le donne possono avere bambini, ma tutti possono essere bravi genitori. Le famiglie con una mamma e un papà si possono considerare la norma ma, potete aggiungere, ci sono molte alternative che funzionano altrettanto bene. La psicologa educativa, dal nome buffissimo, Gaynor Sbuttoni (esiste davvero, non me la sono inventata) dice che le risposte vanno sempre calibrate sondando anche eventuali turbamenti del bambino riguardo a certi argomenti.
Un bambino di otto anni piuttosto curioso potrebbe anche chiedere perché o come due uomini possono formare una coppia. In tal caso dovreste spiegare come il fatto che piaccia una persona piuttosto che un’altra sia solo una questione di gusto. «Usate esempi che siano in grado di capire,» raccomanda la Hall. «Come ad alcuni piacciono il gelato e il cioccolato, le persone sono attratte da differenti tipi di persone: ad alcuni di noi piacciono quelli alti, ad altri piacciono quelli biondi. Siamo tutti diversi.»

Ed è una fortuna che sia così, potreste aggiungere. E se poi vi chiede un gelato al cioccolato, beh, ha imparato tante cose, comprateglielo. Se lo merita. E prendetevene uno anche per voi.

update 31 luglio 2011

L’attuale Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali  Saverio Romano spara in un italiano zoppicante: “…la famiglia fatta con un uomo e una donna che poi questi si sposano per avere dei figli, non quelle famiglie che abbiamo visto sposare ieri a Manhattan in delle scene che realmente fanno rabbrividire. Io avevo la mia bambina accanto, ho dovuto cambiare il canale della televisione. È logico che sia così. La mia bambina ha sei anni e mi potrebbe chiedere: perché quei due uomini si baciano, si sposano?”

Invito tutti voi ad aiutare il ministro a rispondere sensatamente alla sua bambinasecondo la pedagogia moderna, invece di cambiare canale.
Mandiamogli in massa per mail quest’articolo all’indirizzo romano_f@camera.itsemplicemente cliccando sullo SHARE in fondo al post (quello con l’icona di una busta da lettera) e inserendo il vostro e il suo indirizzo mail.
Se non si informa da solo, informiamolo noi.

Partecipa e condividi l’evento facebook Perché quei due uomini si baciano? Spiegalo al ministro Saverio Romano

Se volete vedere le immagini che hanno tanto disgustato il ministro cliccate su quest’emozionante galleria fotografica

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34 commenti

1 ping

  1. michele says:

    Ciao sono Michele, ho trovato molto interessanti le argomentazioni trattate nei precedenti post, pensavo di trovare qualcosa che servisse al mio caso :( .
    ho scoperto la mia omosessualità dopo un matrimonio durato 13 anni, ho una figlia di 12 e un figlio di 8 anni, credo che mia figlia abbia intuito qualcosa del motivo della nostra separazione, mentre mio figlio ha letto un messaggio (almeno credo sia solo uno) del mio compagno nel quale mi chiamava “AMORE”, ha sorriso in mia presenza ma non ha detto niente. Vorrei sapere se e come posso affrontare con loro questo discorso.
    PS-La mia ex non ne vuole sentire parlare :(
    Grazie

    1. Elena says:

      Ciao Michele!
      Hai provato a contattare l’associazione Famiglie Arcobaleno? Potrebbero esserti di grande aiuto!

      Ti abbraccio,
      Elena

    2. Andrea Bordoni says:

      Ciao Michele,
      sicuramente il consiglio di Elena è ottimo. Nelle Famiglie Arcobaleno o nella rete Genitori Rainbow certamente puoi trovare un sostegno e persone che hanno avuto esperienze simili alla tua o comunque competenti sull’argomento.
      Con i bambini vanno usate le giuste accortezze, per non ferirli per nessun motivo e per fargli capire che il padre è e sarà sempre lì per loro.

      Ascoltare i loro dubbi, le loro preoccupazioni, le loro curiosità è fondamentale più di quello che tu gli dirai: forse temono il giudizio dei compagni, hanno sentito giudizi duri ed omofobi sui gay e le lesbiche, temono per sé o per te. Rafforzare e creare un clima in cui si sentano di poterti chiedere qualsiasi cosa, sulle relazioni, sul sesso o su di te. Si tratta di rafforzare il dialogo con loro, ascoltare i loro sentimenti (paura? rabbia? tristezza? gioia per te?) e dargli un senso nella loro e nella tua vita. In pratica si tratta di fare il genitore, hai già esperienza in questo e te la caverai benissimo.

      Con i giusti accorgimenti questo si può e si deve fare sanza rovinare la propria di vita, passandola negli imbarazzi e nel non detto.

      Ho fiducia che tutto si sistemerà, siamo con te. Un abbraccio.

  2. Giulio says:

    Caro Andrea, leggo solo oggi (7.06.12) questo tuo post… Interessantissimo, come tutti gli altri, d’altro canto. Questo mi tocca particolarmente però. Da un anno, infatti, nonostante abbia già raggiunto i 40, ho deciso di rimettermi sui libri e scrivere, nel mio tempo libero, una tesi di dottorato. Il tema è affine a quello del tuo post. Cerco, infatti, di delineare sulla base di osservazioni empiriche, come si possa sin dagli anni della scuola materna, parlare di varietà di genere, quindi anche di omosessualità, ai bambini per educarli alla diversità ed al rispetto della stessa. L’impresa non è semplice: dare corpo ad un discorso pedagogico che dia spazio alla diversità di orientamento sessuale già nel programma curriculare di una classe d’asilo con bambini d’età compresa tra i tre e i sei anni viene visto dai più come un abominio e mi costa sempre lunghe spiegazioni, chiarimenti, argomentazioni, alla fine delle quali, tuttavia, spesso incontro apertura e disponibilità al dialogo. Ciò nonostante, più mi addentro nella ricerca e nel progetto, piÚ mi rendo conto quanto sia necessario affrontare questo discorso. Le resistenze sono tantissime, le paure ancora di più e, come sempre, l’ignoranza e i fraintendimenti sono imperanti. Ancora mi trovo a dover spiegare che educare i bambini alla diversità di genere ed orientamento sessuale non ha nulla a che vedere col parlare di sesso; ancora devo giustificare le motivazioni che mi portano a credere necessario e proficuo l’inserimento nei programmi didattici di questa realtà sociale che riguarda tutti; ancora devo ribattere all’obiezione che “i bambini sono troppo piccoli per affrontare tali argomenti e in ogni caso non si interessano minimamente a questioni di genere”, sottolineando come tutto il quotidiano di ogni singolo bambino o bambina viene impostato sulla base dell’identità di genere eterosessuale che propone, o meglio, impone il modello binario maschio/femmina e che, soprattutto, questo invade di sé ogni attività ludico-pedagogica di qualsiasi istituzione scolastica, dalla suola materna all’università…. La strada è lunga (ed impervia), ma è necessario percorrerla. Grazie per questo tuo post!!!!

  3. Marianna says:

    Io non ho aspettato che il mio fratellino di 7 anni me lo chiedesse (avrei dovuto?).
    Un giorno mi chiese: Perché ti piace Tiziano Ferro? Io gli risposi: Perché le sue canzoni sono bellissime.
    Poi mi venne da pensare al fatto che fosse omosessuale e aggiunsi:
    A Tiziano piacciono gli uomini e non le donne.
    Lui: Allora si bacia con gli altri maschi?
    Io: Sì! Ci sono i maschi che amano altri maschi, le donne che amano altre donne; poi ci sono le ragazza che amano i ragazzi: come me; e i maschi che amano le ragazze.
    Annuì e non aggiunse altro.
    Pretendo ( e sottolineo il “pretendo”) che cresca con la consapevolezza che tutto ciò è la normalità. Non potrei sopportare che mio fratello sia quel tipo d’individuo che fa dell’ignoranza la sua ragione di vita.

  4. cristina says:

    molto bello questo post e interessante segnalazione del libro, me lo andrò a cercare… io ho due figli piccoli, Giacomo che compirà 4 anni a gennaio e Gabriele che ne ha fatti due la settimana scorsa. Un pomeriggio mentre dormivano mi sono messa a stirare guardando “i ragazzi stanno bene” bellissimo film, qui il link di wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/I_ragazzi_stanno_bene che parla di una coppia lesbica che ha due figli i quali una volta adolescenti decidono di andare alla ricerca del padre biologico. Giacomo si è alzato che stava finendo il film e, come al solito quando si sveglia, si è piazzato sul divano e abbiamo finito di vederlo insieme. A un certo punto mi ha chiesto “ma perchè loro hanno due mamme?”. io sarei ipocrita se dicessi che non ho avuto un attimo di panico del tipo ommioddioeadessocosaglirispondopotreitraumatizzarlo ma poi ho pensato a ciò che cerco di ripetermi sempre, che i bimbi han bisogno di risposte semplici e vere e gli ho detto: “perchè ci sono alcuni bimbi che hanno la mamma e il papà come te e alcuni bimbi che hanno due mamme e altri bimbi che hanno due papà”. lui mi ha risposto “ok”. non so se ho fatto bene, spero di avergli dato una buona risposta, poi non son più venuti fuori altri discorsi ma credo che se mi chiedesse “perchè quegli uomini si baciano?” o “perchè quelle donne si baciano?” gli direi “perchè si amano.” e spero di riuscire sempre a essere così chiara e semplice con loro e a trasmettergli il rispetto per la diversità che sia essa di razza, etnia, nazionalità o sessualità :)

  5. Costanza says:

    Il gelato al cioccolato mi fa venire in mente un film cubano di rara bellezza, che si chiamava proprio “fragola e cioccolato”. E sono proprio i gusti di gelato ad essere metafora della sessualità…è bello pensare che anche qualcun altro abbia pensato ad una cosa così semplice. (e buona!)

    Quando ero piccola, leggevo tanto e ovunque, e avevo letto su una rivista, di coppie gay (saranno stati appena gli anni 90, se ne parlava ancora poco). Il giorno dopo dissi alla mia amichetta: “ma lo sai che ci sono donne che amano donne e uomini che amano uomini?” E per me era una cosa normale, come sapere che ci sono le mucche e i cielo azzurro. Lei mi gelò, rispose:”eh ma ti insultano, ti urlano dietro froci”. Io ci rimasi male, perché non capivo nè la parola che aveva detto nè perché insultassero queste persone…avevamo appena iniziato le elementari…
    Oggi, che di anni ne ho di più, da etero, non ho mai capito cosa ci sia di “male” “sbagliato” o semplicemente “diverso” nell’amare una persona dello stesso sesso.

  6. Daniela F. says:

    Ho due figli piccoli – il primogenito, che a febbraio fa quattro anni, e la piccola, che a ottobre ha fatto due anni…

    Io, la mamma, sono un’artista, quindi ti assicuro che nonostante le superficiali apparenze, questo non fa di noi, mio marito, i miei figli ed io, una famiglia “tradizionale”, né tantomeno “normale”. Ma passiamo ad altro…

    Mi consola constatare che il semplice buonsenso mi avrebbe probabilmente portata a rispondere ad eventuali, future domande dei miei figli come consigliano gli psicologi da te riportati in questo post. Sarà anche che fra le mie amiche più apprezzate conto un’inglese di Manchester, bisessuale, che assieme alla sua compagna degli ultimi 20 anni ha due bimbi nati attraverso l’inseminazione artificiale. E che quindi, quando finalmente riusciremo a visitarle oltremanica come famiglia al completo, i miei figli avranno modo di conoscere in prima persona una famiglia composta da due genitori dello stesso sesso senza tante spiegazioni… come una cosa normale, insomma. Questo certamente mi faciliterà le cose direi, no?

  7. Riccardo says:

    Lo mando anche a Scilipoti, così risolve i suoi dubbi al riguardo.

  8. Paolo D. says:

    Ciao a tutti, vorrei esprimermi su tutto ciò che si è detto , io sono un ragazzo di 26 anni e vivo con i miei io penso che sanno della mia tendenza ma hanno paura di dirmelo quello che pensano di me, e io ancora non gli ho detto niente essendo che amo il mio ragazzo più essendo anche più grande di me e non so come uscire da questo tunnel che è profondo, se qualcuno mi darebbe qualche risposta sarei ben felice …….

    P.S. non mi sto dimenticando dell’ articolo che si e scritto ancora oggi mi viene da dire un cosa! siamo umani anche noi Gay amiamo, rispettiamo le scelte di tutti perchè non dovrebbero prenderci in considerazione anche a noi? io penso che tutto ciò che la società di oggi si vergogna a dimostrare tutti gli attributi che ha e poi, penso che in ogni persona di noi ci sia sempre qualcosa da nascondere dobbiamo vivere per quello che Dio ci a donato cioè L’ AMORE pure che noi amiamo i nostri rispettivi fidanzati, compagni ,mariti e tutto ciò deve essere sereno e tranquilli e non avere problemi di nasconderlo a nessuno …….

    1. Andrea Bordoni says:

      Ciao Paolo, grazie per questo messaggio.
      Ti consiglio di leggere l’altro post: “E tu come l’hai detto ai tuoi?” http://www.vogliosposaretizianoferro.it/e-tu-come-l%E2%80%99hai-detto-ai-tuoi/
      sono sicuro che il post e soprattutto le tante emozionanti testimonianze che i lettori hanno messo nei commenti ti saranno di grande ispirazione e sostegno.
      Un bacio grande.

  9. Serena says:

    - Mamma, perché quei due uomini si baciano?
    - Perché si amano.

    :)

    1. Settorefinanza says:

      WIN! la risposta più facile e vera. Brava serena!
      ciao
      settorefinanza

  10. manuel says:

    Mi sono commosso leggendo questo post. In pochi possono capire le sofferenze che deve sopportare una persona omosessuale in Italia.

  11. paolo says:

    Ci sono tante cose da dire riguardo a noi gay ma a volte è difficile trovare le parole giuste..Ci sono molte persone che ancora vivono nell’ignoranza e ci discrimninano ma io penso che queste persone abbiano problemi ben più grandi dei nostri..Io concordo al motrimonio gay purchè queste persone possano vivere la loro felcità…In quanto a me ho avuto un compagno per ben 30′anni e poi il Signore me lo ha portato via,ma posso dire:che in questi miei anni vissuuti con il mio lui sono stati belli,adesso che sono solo da ben 16 anni non ho più incontrato quella persona che mi abbia fatto battere ancora una volta il mio cuore..quelle che incontri cercano solo una cosa sola(SESSO)ma ci sono ben altri valori che la vita può dare..Non sò se potrà essere sufficente questo mio commento ma non reisco a trovare altre parole…Buona Gornata..Paolo..

    1. Andrea Bordoni says:

      Grazie Paolo, bellissime parole.

  12. Alex says:

    Che articolo delizioso.
    Mi rendo sempre piu’ conto che la difficolta’ maggiore per superare gli ostacoli riguardo la nostra integrazione di Gay (ma non solo noi , qualsiasi minoranza) e’ illuminare l’ignoranza. Questa ignoranza che fa nascere mostri come l’imbarazzo di non sapersi confrontare con lo sconosicuto (o il poco noto) o come il reagire con violenza a quello stesso sconosciuto. Molto spesso mi sono accorto che smontando il catafalco del “Frocio” (figlio dei luogi comuni) con la semplice realta’ che viviamo, molte persone hanno iniziato ad accettare quel qualcosa che (per loro ammissione) prima non conoscevano.
    Grazie per la segnalazione del libro e per la tua fiducia che le cose possano cambiare in meglio.
    Un abbraccio
    Alex

  13. Valeria says:

    quando ho girato il video degli egokid ho avuto la gioia di spiegare la stessa cosa a mia figlia di 5 anni, a parte che lo sapeva già, non ha avuto alcun problema con il constatare che anche in amore ognuno ha i suoi gusti, e fra nero e bia…nco la natura ha fatto tutte le sfumature, in tutti i sensi. mi ha chiesto se lei da grande sposerà un maschio o una femmina, le ho detto sposerai la persona che ti piacerà di più, mi ha risposto “mi sembra giusto”. tutto è semplice se hai un cuore puro.

  14. Paolo says:

    se le cose si dicono con naturalezza e senza morbosità non creano nessun problema ai ragazzi… (ehm dico ragazzi perchè mia figlia ha oramai 15 anni e potrebbe torturarmi se la chiamo bambina) quindi meglio spiegare semplicemente e chiaramente le cose come stanno.. :d poi aiuta avere una moglie con un collega gay :D (tra le altre cose un fantastico performer che canta e balla (be se vi va seguite https://www.facebook.com/andreavernucci ed il suo gruppo i “Cialis Angel” :D )

  15. Milady says:

    Grazie per la segnalazione del libro =D
    Io comunque ho deciso che userò Card Captor Sakura quando sarà il momento: è perfetto <3

    1. Matteo Marino says:

      Parlaci di più di questo Card Captor Sakura, Milady.

      1. Milady says:

        Card Captor Sakura è un’anime – un cartone animato giapponese – per bambini, uscito in Italia qualche anno fa, trasmesso per la prima volta in Giappone nel 1998.

        La protagonista è una bambina di dieci anni, Sakura, che va alla caccia di carte magiche per evitare “la fine del mondo” – storia ben curata e molto gradevole, ma la cosa fondamentale è che è le sue creatrici hanno deciso di usare questo cartone per trasmettere l’importanza dell’amicizia e dell’amore, e sopratutto dell’amore in ogni sua forma. In ogni sua forma scritto a caratteri cubitali, sottolineato e in grassetto. Uno degli aspetti fondamentali sono proprio l’attenzione posta sul lato sentimentale – la stessa “fine del mondo” non prevede nessun “BUUM!” ma qualcosa di peggio – e sull’amore: quello per gli amici, per la famiglia, e quello romantico – per cui non esiste una “persona che ami” : esiste la “persona che ami di più.
        Nel caso particolare, tre sono i tipi di amore romantico presenti nell’opera, tutti trattati con la massima naturalezza, senza enfasi su nessun concetto che non sia l’esistenza stessa dell’amore in sè:

        *** SPOILER ***

        1) amore tra persone di nazionalità ed etnia diversa: per chi non lo sapesse, tra giapponesi e cinesi non corre buon sangue, anzi. In Giappone non sono visti di buon occhio i non-giapponesi in generale, e i cinesi ancor meno, come riscontrabile nella Storia.
        Ma sia Shaoran, cinese, che Eriol, inglese, troveranno l’amore in Giappone, e Shaoran in particolare si rivelerà il vero amore della protagonista; e a nessuno di loro non verrà mai rivolta parola d’odio.
        Questo è il tipo di amore che risalta meno ai nostri occhi, ma in Giappone fece scalpore: una bambina giapponese con un bambino cinese? Meglio con un’altra bambina!

        2) amore tra persone di età diverse: nel caso particolare, l’amore tra una bambina e il suo insegnante – o quello della stessa madre di Sakura, che si sposò a sedici anni con un uomo più grande di lei. E’ tutto estremamente platonico – l’intero cartone è concentrato solo ed esclusivamente sui sentimenti. Fu il tipo di amore che fece meno scalpore in Giappone, se non erro.

        3)amore tra persone dello stesso sesso: e qui comincia la parte che attualmente ci interessa. Ci sono quattro casi:
        1) Shaoran: appena arrivato in Giappone, il bambino si innamora di Yukito, migliore amico del fratello di Sakura, Touya, di cui la stessa Sakura è innamorata. Per quanto alla fine si rivelerà solo una cotta legata a fattori magici – e il grande amore di Shaoran sarà Sakura – finchè Shaoran si crederà innamorato di Yukito agirà di conseguenza – cioccolatini, gelosia e rossore continuo inclusi. Sakura ne è a conoscienza, e così trovare in Shaoran un rivale anche in amore.
        2) Tomoyo: è la migliore amica di Sakura ed è innamorata di lei. Ella rappresenta anche la capacità di amare senza avere bisogno di essere ricambiata, perchè per lei la sua felicità è la felicità della persona che ama. Aiuterà Sakura per tutto la serie senza mai rivelarle i suoi sentimenti.
        3) Sonomi: è la madre di Tomoyo e cugina della madre di Sakura, Nadeshiko: l’ha sempre amata, e per questo motivo ha sempre portato rancore al padre di Sakura, che gliel’ha portata via.
        4)Touya e Yukito: rispettivamente, il fratello di Sakura e il suo migliore amico, di cui Sakura è innamorata. Gli si dichiarerà, e in quel momento scoprirà dei sentimenti di Yukito per suo fratello, che in seguito si riveleranno ricambiati – i due si metteranno insieme verso la fine della serie.

        Insomma, l’anime funziona come esempio positivo: d’altronde è un mondo dove le cose vanno bene, la scuola è importante, i prati in fiore e bambini e bambine fanno i compiti e preparano torte – e chi ci riesce meglio è lodato, sia bambino, bambina, uomo, donna o pupazzo di peluche. E poi la storia è bella, il che direi che è la cosa essenziale.

        Sigla originale con sottotitoli in inglese

        Ovviamente, la versione italiana trasmessa è stata totalmente stravolta per quanto riguarda la cotta di Shaoran, Tomoyo non ha mai amato Sakura… e Yukito e Touya sono stati tagliati il più possibile, oltre al tradizionale cambio dei dialoghi, ora sono solo una profonda amicizia. E insomma, almeno non sono fratelli. Per motivi ignoti – penso per diminuire la differenza d’età tra Sakura e Yukito, rispettivamente di dieci e diciassette anni – Sakura e coetanei sono indicati come quattordicenni – con incongruenze di trama a non finire, di conseguenza.
        Per chi fosse interessato, la ristampa del fumetto da cui è tratto è prevista dal prossimo settembre – mentre per quanto riguarda la serie animata, non c’è altra scelta che trovarla in originale con i sottotitoli.

        1. Matteo Marino says:

          Grazie mille Milady per la tua accurata segnalazione! Molto molto interessante!

          1. Milady says:

            Sempre lieta di poter servire =D

  16. valentina says:

    Bellissimo post! :) ))))

  17. FABIOLA says:

    Ho due bambini uno di pochi mesi e l’altro di due anni, non posso parlare del piccolo, ma per il maggiore la “norma” è che “nonno pino vive con nonna lella, mamma vive con papà e zio matteo vive con stefano”. Così, semplicemente, senza paranoie o dubbi o problemi perché il pregiudizio è una cosa che acquisiamo dagli altri. Io spero di riuscire a mantenere la sua mente così aperta e pura.

  18. mommy says:

    Il gelato al cioccolato non mi piace, preferisco il pistacchio, anche quando ero bambina lo preferivo, ma a quei tempi era diverso, meno informazione, i bambini erano fissati con i loro “perché?” ma erano perché ingenui, “da bambini appunto”. Ora certe domande ti spiazzano, ti chiedono delle cose che tu non ti sei mai chiesta, oppure hai avuto talmente tanto da fare che non hai avuto mai il tempo di chiedertele o non te ne frega niente di quell’argomento e non pensi sia degno di attenzione o ancora ti imbarazza semplicemente affrontarlo! ma i bambini te lo chiedono, perché osservano, perché sono curiosi, perché vivono e allora, caro genitore… parla, spiega, rispiega e soprattutto vivi anche tu!

  19. Marco P says:

    Grande Flavia…grande Vic…(like father, like daughter…)
    If all the kids were raised the same way as Vic&Nora’s, the world would be a much better place.

  20. Pikkola says:

    Magari avessi avuto io due genitori che mi rispondevano così! Invece, alle mie domande, rispondevano subito: “Vuoi un gelato?”

  21. chiacchiere says:

    molto bello questo post

  22. Emi says:

    E poi fategli vedere una puntata di Lady Oscar!

    1. Steve says:

      che è anche la giornata dell’infanzia…

      1. Michele68 says:

        Rispettare l’infanzia significa anche dare risposte chiare ed esatte (perché i bambini non sono stupidi!) che allo stesso tempo non spaventino e non confondano i nostri figli. Gli ottimi suggerimenti qui descritti non sono molto diversi da come ho affrontato io stesso la questione qualche mese fa, avendo due bambini e il mio migliore amico felicemente fidanzato con un uomo. Una volta chiarite le cose, massima naturalezza, non è più un tabù, e non ci si pensa praticamente più, semplicemente è.

  23. Steve says:

    semplicemente commovente.

  1. Guida semi-seria al ciclo mestruale – seconda parte | La cultura pop in salsa lesbica says:

    [...] OKAY > RICONNETTERE CON GLI AMICI Avete energie da vendere, perchè non investirle in ristabilire i contati con qualche amica che non vedete da tempo? Inoltre, se vi sorprendete a cantare o pensare a voce alta, magari condividendo i pensieri con il vostro compagno a quattro zampe (o anche appartenente a specie con radici), sappiate che è normale. DAYDREAMING Perdetevi nei vostri pensieri, pare che nei momenti in cui lasciate vagare la mente tra un pensiero e l’altro, si concentri uno dei picchi di creatività. Per cui se vi trovate ad inserire il “pilota automatico” mentre state uscendo dal lavoro per rientrare a casa, non fate resistenza alla corrente di pensieri. E’ piuttosto probabile che troverete una soluzione a quel problema che vi sta tormentando da un po’. VISITA A CASA  DELLA COPPIA ETERO CON FIGLI Il ciclo vi rende tutte un  picci-cicci-oooh, facendovi sentire carine e coccolose on qualsiasi cosa si muova (animali e bambini compresi). Quindi approfittate per guadagnare punti sui suddetti bambini e potenzialmente contribuire alla causa nel formare la nuova generazione! [...]

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