postato il 27 gennaio 2012
Luca Ward, attore e doppiatore, voce tra gli altri di Russell Crowe, Samuel L. Jackson e Robert Downey Jr, negli ultimi giorni si è attirato aspre critiche da parte della comunità lgbt a causa di una sua intervista uscita su Panorama intitolata Luca Ward: fatemi doppiare chiunque, ma non un gay. Perché? “Sono troppo etero, non ce la faccio proprio”. Affermazioni che mi suonavano tanto fastidiose quanto assurde, anche se in Italia siamo abituati a molto peggio. Allora abbiamo chiesto a Luca Ward se voleva fare un’intervista per Voglio Sposare Tiziano ferro .it. Viste le dichiarazioni, ci aspettavamo un muro, e invece ha invitato subito me e Matteo al centro di doppiaggio di Roma dove sta lavorando: “Sono discorsi delicati che non mi piace fare al telefono o via mail” ha spiegato, “ma ho molto da dire”. Quando arriviamo sta dirigendo il doppiaggio di una serie tv americana, ci sono di mezzo degli alieni ma la giovane protagonista dice che ci può pensare tranquillamente lei. Salutiamo a bassa voce per non disturbare l’attrice che sta doppiando e la ragazzina che vuole salvare il mondo. Luca Ward ci accoglie con un sorriso ed estrema gentilezza, ci chiede di dargli del tu. È alto, disponibile e desideroso di poter chiarire le sue affermazioni… Ecco il nostro botta e risposta, e alla fine un VIDEO davvero inaspettato…
Quando su Panorama sono apparse le tue dichiarazioni, è come se al tuo segnale si fosse scatenato l’inferno. Citazione dovuta.
(Ride)
Com’è andata?
“Fatemi doppiare chiunque, ma non un gay” è un titolo che ha ghiacciato tutti, ma ha ghiacciato me per primo. Quando ho aperto il giornale ho detto (affranto): ma cosa hanno fatto? Non è questo quello che io intendevo. Io ho raccontato del lavoro su Amici complici amanti, un film dell’88, mi pare. Al doppiaggio eravamo attori sia etero sia gay, e ci siamo divertiti tutti quanti insieme. Io facevo Ed, quello che sembrava un po’ un cowboy, bello biondo fico. All’inizio non accetta la sua omosessualità, si sposa con una donna, ma alla fine torna dal suo amato. E dissi: “Quando il mio personaggio parla lo faccio io, però quando c’è una scena di sesso la fa il direttore di doppiaggio, perché lui è il responsabile”. Ma era un gioco, in un contesto scherzoso. Scherzi da leggio, li chiamiamo. Da lì a dire “Sono troppo etero per doppiare un gay” ce ne passa!
Quel film lo abbiamo fatto fra l’altro in un clima, mi ricordo, molto bello. Alcuni colleghi di quel periodo non ci sono più, ed erano gay, come Roberto Del Giudice [storico doppiatore di Lupin III, n.d.A.] Sergio Di Stefano [che è stato la voce tra l’altro del Dr. House, n.d.A.]… Si respirava un’aria di contentezza, perché il cinema finalmente affrontava questo tema in un bel film, molto delicato, fatto a regola d’arte per quanto mi riguarda, ma anche secondo i miei colleghi omosessuali.
Sì, è un cult. Quindi come te lo sei spiegato il titolo di Panorama?
Se sfoglio e vedo: “Luca Ward, la voce di Sherlock Holmes”, ‘sti cavoli, non lo leggo. Ma se c’è scritto “Obama è frocio”, dico per dire, lo leggono tutti. Cos’è che ha detto Luca Ward?! Credo che da parte del giornale ci sia stato…
…un doppiaggio malriuscito.
(Ride) Mi auguro, come già mi hanno promesso, che verrà pubblicata su Panorama una rettifica, ma si sa che in questi casi i tempi sono molto lunghi.
Come hai reagito alle critiche? Ci sono stati commenti anche violenti da parte della comunità lgbt. Ti hanno ferito?
Sono andato a leggere molti blog, articoli, commenti su facebook. No, non mi hanno ferito. Perché ho capito. Ci sta. Ho capito il punto di vista. Ci sta tutto. I miei colleghi omosessuali, che sanno come la penso in realtà, si sono fatti una risata, e mi hanno detto: “Mi sa che ti stanno massacrando per quel titolo!”. Chi invece non mi conosce o mi conosce solo come la voce di, o come attore, giustamente si è sentito colpito. Quando ho visto l’articolo di Panorama, è allora che mi sono dispiaciuto tantissimo.
C’è la prova del nove. Per toglierci ogni dubbio, te lo chiedo chiaramente. Sai che Russell Crowe, forse l’attore con cui più viene identificata la tua voce grazie a Il Gladiatore, ha interpretato nel 1994 un bel personaggio gay in The Sum of Us? Film australiano in cui, lo dico a beneficio dei miei lettori e anche delle mie lettrici che lo vogliono recuperare, per un momento si vede il sedere dell’attore. E in più di un’occasione bacia un uomo. È uscito in Italia solo in versione sottotitolata. Se ti proponessero di doppiarlo, cosa risponderesti?
Immediatamente! Subito!
Anche perché di personaggi gay ne hai doppiati e molti…
Esatto! Basta guardare la mia filmografia, ci sono un’infinità di personaggi gay. Primo fra tutti… voglio ricordare il personaggio di un cult che secondo me ha centrato più di ogni altro film certe problematiche: Angels in America. Doppiando quel film mi sono reso conto di cose che sì avevo visto da vicino, ma non abbastanza per capirle fino in fondo.
In Angels in America, tratto da una pièce premio Pulitzer, non doppi un personaggio qualunque, ma proprio il protagonista che, malato di AIDS, è abbandonato dal suo compagno e cominciano ad apparirgli angeli e fantasmi.
Il protagonista è un attore straordinario, un personaggio meraviglioso. Doppiarlo mi ha toccato profondamente. È ambientato negli anni Ottanta, il periodo del terribile, del punto interrogativo. Mi ricordo che ero seduto in uno stabilimento di doppiaggio, apro il giornale che parlava di questa nuova malattia e ho pensato: ce l’ho, per forza. Perché all’epoca non si usava nessuna protezione, eravamo i figli dei fiori. Poi per fortuna non era così. In quei primi anni, quando l’AIDS uccideva, abbiamo perso dei colleghi, purtroppo. Non si conosceva molto della malattia. Angels in America mi ha ricordato alcune cose vissute fianco a fianco con queste persone, la nostra impotenza. Però peccato che è andato in onda su La7 quando La7 era ancora una micro televisione. Perché quello era uno sceneggiato che doveva andare in prima serata su Rai Uno.
Magari!
Sai quante persone avrebbero cambiato il loro punto di vista? Angels in America ce l’ho sul mio curriculum e molte volte mi chiedono: che cos’è? Quando l’ho doppiato il mio pensiero è andato a tutti quei giovani che avevano vissuto la scoperta di se stessi in maniera drammatica in un momento drammatico. Spesso il proprio rapporto con l’orientamento sessuale dipende dalle famiglie, parte tutto da lì. È il primo scoglio da superare. Per molti ancora oggi l’omosessualità è un ostacolo insormontabile, un tabù. In alcune famiglie non se ne può parlare.
E qual è la tua opinione? L’omosessualità è mai stata un tabù per te?
La mia opinione è che bisogna parlarne, aprirsi al mondo… La famiglia dovrebbe aiutare in questo.
Io ho tre figli. Se un domani uno di loro viene a fare da me coming out, l’importante per me è che è felice, che sta bene, che non ha malattie. Ma a me che me frega? Stai bene tesoro mio, sei contento? Goditi la vita, c’è il mondo davanti a te.
Io sono di una generazione diversa dalla vostra, ho 52 anni a luglio prossimo. Ma vengo da una famiglia di viaggiatori, mio padre era un attore, mia madre anche, spesso eravamo all’estero, e all’estero certi temi già erano stati, non dico risolti, ma comunque affrontati, da noi no. E quindi per me non c’è mai stato alcun pregiudizio. Io non vedevo la differenza tra me e l’ipotetico Fabrizio, mio compagno di giochi al mare a Ostia. Se lui era omosessuale, per me non c’era differenza. Noi nuotavamo, eravamo cacciatori subacquei, andavamo in apnea, facevamo tutti e due le stesse cose, insieme.
Come sai il mio blog si chiama “Voglio Sposare Tiziano Ferro”, e una regola non scritta è che qualunque argomento affronti, in ogni articolo devo nominare una volta il mio futuro sposo. Sai che anche Tiziano Ferro ha fatto il doppiatore? Sua è la voce del protagonista del film d’animazione Shark Tale. Un tuo giudizio professionale?
Il buon Tiziano Ferro lo stimo tantissimo… Poi io sono la voce di Radio Italia e ho modo di conoscere molti cantanti. Lui suona tutto, canta in qualsiasi modo, l’ho sentito fare in radio delle cose fantastiche. È un talento vero. Per quanto riguarda il doppiaggio non lo so (ride). Mi sarebbe piaciuto ma non l’ho sentito. Però credo che, visto che i cantanti hanno orecchio e il nostro mestiere è fatto di orecchio, Tiziano, che è intelligente, avrà fatto un lavoro splendido, ne sono sicuro. Mi viene in mente quando ho doppiato con Pupo il cartone animato La gang del bosco. Fu talmente bravo e spiritoso che non potevo ascoltarlo in cuffia, perché mi veniva da ridere.
Avevo preparato una domanda provocatoria, me l’hai bruciata. Volevo chiederti se sei troppo umano per doppiare un cartone animato.
Ahahaha. Non si può più, no.
Allora ti faccio questa: matrimoni gay. Nella stragrande maggioranza dell’Europa esistono, o esistono le unioni civili. L’Italia è fanalino di coda. Cosa ne pensi?
Penso che c’è il Vaticano. Ragazzi, purtroppo lo scoglio è quello lì. Non vedo altro motivo. Se in Italia non ci fosse la Chiesa che continua a osteggiare il matrimonio gay, già esisterebbe. Io sono favorevole al matrimonio gay, assolutamente.
Allora forse puoi mettere una buona parola tu, visto che hai doppiato anche il Papa.
Non solo ho fatto il Papa, ma ho interpretato dei film anche importanti che riguardano il mondo cattolico, come 7 km da Gerusalemme. Il problema è che questa stasi non dipende da noi, da noi popolazione, dipende dalle istituzioni che, con tutto il rispetto, a volte sono dei blocchi monolitici che impediscono lo sviluppo. Prendiamo ad esempio le staminali. Siamo costretti a mandarle a Londra! Ma come! Abbiamo fatto questa scoperta straordinaria e le mandiamo a Londra? Io ho dato l’autorizzazione a usare le staminali dei miei figli, anche per altre persone, com’è giusto che sia. Invece in Italia abbiamo da una parte il Vaticano, e dall’altra la politica, altro blocco monolitico. I nostri politici mi sembrano persone senza cultura, che non hanno visto il mondo. È una classe politica inadatta. Sia a destra sia a sinistra. Vanno mandati a casa tutti quanti. Noi abbiamo dei politici a vita! È come con Gheddafi, è come con Mubarak. D’Alema e Gheddafi, Fini e Mubarak, cos’hanno in comune? Ti obbligano alla loro presenza tutta la vita. E poi cos’è successo in Libia? Speriamo che succeda anche qua. Ora, per carità, non gli auguro la morte, intendiamoci, però che se ne andassero a casa e si instauri il turn over, otto o dieci anni. È così che gli altri paesi sono riusciti ad evolversi.
E in molti di questi paesi è possibile per le coppie gay e per i single adottare bambini...
Io penso che ogni bambino dovrebbe avere una casa e qualcuno che lo ami. Può essere un single o una single. Spesso i genitori sono separati e a crescere il bambino è una persona sola, questo si può fare, l’importante è l’amore. Gli orfanotrofi sono pieni e noi dobbiamo andare ad adottare i bambini all’estero e alle coppie gay non è consentito. È assurdo. Lo amano? Possono provvedere a lui al meglio? Punto. Basta. Quest’estate in vacanza io e la mia famiglia ci siamo scoperti vicini di Gianna Nannini. Ho visto questa madre straordinaria e mi sembrava di vedere Giada, non cambiava nulla. Lei ha fatto la fecondazione assistita, se non sbaglio, non stiamo parlando di adozione, ma ancora una volta, non vedo il problema. Io mi auguro che il nostro paese si svegli, sotto questo punto di vista, ma in maniera forte, con delle leggi forti.
L’intervista è finita. È il momento di qualche foto nella cabina di doppiaggio. E poi, complice l’ambientazione, ci viene un’idea…










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28 commenti
2 pings
Fè says:
29 marzo 2012 a 19:37 (UTC 2 )
Complimenti, brillante e adorabile come sempre!
Daniela Filippin says:
27 febbraio 2012 a 10:45 (UTC 2 )
A proposito, sono Daniela F. che ha postato anche come Xanthe39… ma per qualche strano motivo non riesco a fare log in!
Daniela Filippin says:
27 febbraio 2012 a 10:43 (UTC 2 )
Ragazzi, Panorama… ma vi rendete conto? L’equivalente patinato di quelle carte da culo che sono Il Giornale e Libero. Non si può nemmeno iniziare a definire la viltà di quel genere di “giornalismo” lì, al servizio del potere oscurantista che impedisce al nostro paese, da almeno un ventennio, di evolvere culturalmente e mettersi al passo col resto d’Europa.
Comunque, Andrea, complimenti per l’intervista; felicissima tu sia riuscito a chiarire il malinteso con Luca Ward. E’ sempre bello sapere che là fuori ci sia un omofobo in meno e/o un sostenitore dei diritti lgbt in più.
Stefania says:
31 gennaio 2012 a 16:53 (UTC 2 )
Non potevo non citarvi!
Continuate così!
http://lapalombellarossa.blogspot.com/2012/01/chi-ha-detto-queste-cazzate.html
Danilo says:
30 gennaio 2012 a 17:35 (UTC 2 )
Troppo poco! Quel “fraintendimento” è costato ancora scherni e prese in giro per tutta la malandata comunità LGBT italiana. Se Ward non contatta almeno ARCIGAY e ARCIGAY non fa una dichiarazione congiunta a Ward dove non specifica che il titolo di Panorama è stato estrapolato in un contesto di gioco, Ward si mette a posto con la coscienza sul posto di lavoro ma non ci fa cmq una bella figura “civica”.
Troppo denunciare Panorama? Per chi se ne vuole, alla fine, lavare le mani con una bella intervista, sicuramente sincera ma paracula, evidentemente sì
David says:
30 gennaio 2012 a 21:01 (UTC 2 )
Beh, Danilo, Arcigay non è la comunità gay. Se questo BLOG riesce a fare più di ARCIGAY, ben venga. Arcigay non lo so quanto sarebbe autorevole: ma quando ha dato il Pesago d’Oro alla Zanicchi, gliel’hanno fatte le domande che Andrea Bordoni ha fatto papale papale al signor Luca Ward (Cosa pensa dei matrimoni gay? Delle adozioni?) o hanno confuso il personaggio interpretato dalla Zanicchi in una fitcion (la mamma di un gay) con la persona che premiavano?
Infine Ward ha chiesto la rettifica a Panorama, e nell’intervista dice chiaramente che il titolo non è stato estrapolato dal contesto, ma lui quelle parole non le ha proprio dette.
Questo blog sta diventando parte importante e visibile della comunità, perché è nato spontaneamente, sta aggregando intorno a sé persone in maniera indipendente e libera.
Matteo Marino says:
30 gennaio 2012 a 21:26 (UTC 2 )
Arcigay è stata contattata dopo l’intervista da noi del blog, per dare ulteriore visibilità alla dichiarazione. Non ha ancora risposto.
Steve says:
31 gennaio 2012 a 19:35 (UTC 2 )
Danilo,
da quando Arcigay è l’equivalente del PCUS sovietico da cui ogni patente di omofobia viene rilasciata e a cui ogni smentita deve essere inviata?
Cominciamo col dire che Arcigay, come tutte le associazioni, in primo luogo rappresenta i propri iscritti, che infatti versano una quota per i servizi e/o la partecipazione alle sue iniziative.
Peraltro, non mi sembra che da Arcigay e/o da altre associazioni ci sia stata una levata di scudi contro l’articolaccio di Panorama né soddisfazione per l’ottima rettifica di Ward.
Sarò severo (e giusto) notando che quello che manca ad Arci e a molte associazioni (se non a tutte) è una POLITICA DELLA COMUNICAZIONE CULTURALE! Quanti giornalisti si “sporcano” le mani commentando le dichiarazioni del politichetto omofobo di turno? Quanti attori, cantanti, presentatori, parrucchieri delle dive e varia umanità spende una sola parola su temi come omogenitorialità, matrimonio gay, omofobia, transfobia? Altrimenti ci ritroviamo con cantonate epocali come il PEGASO D’ORO ALLA ZANICCHI – che poi ti dice chiaro e tondo che a lei i gay fanno sonoramente schifo…
Ma sai a dirla tutta com’è la questione? Spesso le associazioni sono servite da trampolino di lancio politico (ma non voglio generalizzare, per fortuna ci sono molte persone serissime che ci lavorano e si impegnano) per “personaggi” che farebbero qualsiasi cosa per far parlare di sé, e che hanno spesso modi di fare che dire aggressivi è essere compassionevoli.
Insomma ci vorrebbe più società e media e meno partiti.
E questo post dimostra che ormai le associazioni, i “movimenti” le organizzazioni in genere DEVONO saper comunicare tempestivamente e usare il web al meglio, altrimenti sono inefficaci come un ente inutile.
Che ne pensi?
Simone says:
30 gennaio 2012 a 10:52 (UTC 2 )
Io invece vorrei essere un attimo meno positivo. Prendiamo per vero quello che dice Luca Ward in questa intervista ovvero che il titolista di Panorama abbia di molto calcato la mano e fatto passare l´intervistato per omofobo.
Mi domando, il buon Luca avrebbe tranquillamente fatto passare sotto silenzio la cosa se lo stesso titolista avesse distorto il suo pensiero e lo avesse fatto passare er antisemita o razzista? Siccome dubito di no, posso conclude che a Luca Ward di passare per omofobo interessa relativamente molto poco.
Non sto affermando che Luca Ward sia omofobo (l´intervista mi pare chiara) ma voglio dire che, anche per chi omofobo non e´, l´accusa di esserlo non e´ ritenuta poi cosi grave..
Andrea Bordoni says:
30 gennaio 2012 a 11:29 (UTC 2 )
Il buon Luca, come lo chiami tu, non avrebbe fatto passere sotto silenzio se lo avessero spacciato come antisemita o razzista credo io, come non ha fatto passare sotto silenzio il fatto che lo hanno rappresentato come omofobo quando non lo è. Ha infatti chiesto a Panorama una rettifica come puoi leggere qui sopra e ha fortemente voluto incontrarci e fare questa intervista.
Matteo Marino says:
30 gennaio 2012 a 13:11 (UTC 2 )
Capisco le tue titubanze, Simone, ma le cose stavolta sono davvero positive. Lo posso dire per il mio coinvolgimento diretto in tutta la vicenda (ero lì durante l’intervista, ho fatto le foto e ho girato il video: sì, è mia la voce fuori campo che si taglia dalle risate reggendo la telecamera)
Confermo quanto scrive Andrea. Luca Ward ha subito contattato Panorama per chiedere una rettifica, che gli hanno promesso avverrà, ma non volendo aspettare i tempi e i modi di quella rivista, e temendo non desse abbastanza risalto a una smentita, ha fortemente voluto incontare una realtà lgbt per chiarire al più presto la situazione e parlare direttamente con chi aveva “offeso”, e siamo lieti che abbia scelto questo blog, che ha fama di non essere tenero con gli omofobi
Era affranto per come erano andate le cose ma anche sereno e sicuro della sua posizione.
Inoltre non si è limitato a una smentita, ma si è apertamente schierato per i diritti dei gay a tutto campo (matrimoni, adozioni), ricordato con orgoglio i personaggi gay da lui interpretati, ecc. rivelandosi una piacevole sorpresa. Dichiarazioni di questo genere sono molto rare in Italia.
La notizia è già stata letta da migliaia di lettori e ripresa da più parti, come da g@ynews, e spero continuerà ad avere la visibilità che merita. Perché si sa, le buone notizie (e le rettifiche) sono sempre meno visibili di quelle cattive.
un abbraccio
Marianna says:
30 gennaio 2012 a 13:45 (UTC 2 )
Oggi se non si fanno interviste a destra e a manca, per rettificare o/e denunciare un ingiustizia, si passa per disinteressati, o non so cosa. Io penso che Luca, da uomo serio qual è, abbia deciso di risolvere la cosa senza alzare polveroni assurdi; come invece non ha fatto la tanto cara rivista.
rosito says:
29 gennaio 2012 a 17:59 (UTC 2 )
ma cosa ci si doveva aspettare da un giornale chiaramente omofobo come il suo proprietario?…..eh!……….
Mariasole says:
28 gennaio 2012 a 13:13 (UTC 2 )
Bravo Luca e complimenti, ancora una volta, ad Andrea e Matteo. Questa intervista è qualcosa di meraviglioso e PRETENDO che TUTTA l’Italia abbia questo pensiero. Sì, solo così il nostro paese potrà diventare migliore. Anche io, come Luca, penso che la vicinanza della Chiesa e del Papa sia motivo di tanta omofobia quindi portiamo questo bellissimo pensiero (e questa intervista) OVUNQUE. Andrea..avevi già inviato a Giovanardi un libro sulle famiglie gay..che ne dici di spedire questa intervista a Ratzinger?
Scherzi a parte..Andrè, stai diventando davvero importante..se continui così ti ritroverai davvero ad intervistare Tiziano! E che bella sarebbe quell’intervista, altro che Rai2!
Marianna Frr says:
28 gennaio 2012 a 13:16 (UTC 2 )
Leggere un’intervista di Andrea a Tiziano sarebbe una cosa unica: finalmente gli tirerebbe dalla bocca tante cose interessanti, più della Dandini.
Chiara says:
28 gennaio 2012 a 12:15 (UTC 2 )
Che aggiungere di più… Ora possiamo aprezzare Ward non solo per la sua voce ma anche per la sua persona. Sono quelle cose che ti fanno piacere, quella spinta che ti fa venire ancora più voglia di vedre i film doppiati o interpretati da lui. Quanto a Panorama non mi è mai piaciuto molto come giornale, non mi stupisce che abbia fatto una schifezza del genere.
Saro says:
28 gennaio 2012 a 12:05 (UTC 2 )
come fan di Luca mi era dispiaciuto leggere qll’articolo di panorama..anche perchè mi ricordavo del suo doppiaggio di angels in america..e ho pensato..”ma cm? se già ha doppiato un gay..che ca**o sta dicendo??” da noi, in sicilia, si dice “mi cascau du cori” letteralmente “mi è caduto dal cuore”..mi è crollato qst mito..che sentivo alla radio, che vedevo e ascoltavo al cinema e alla tv..fortunatamente ci sei tu andrea..che hai smentito tutto..meno male..stavo per boicottare tttt i film di luca..e ora posso essere di nuovo un fan di luca..qst fatto mi ha fatto rafforzare l’idea che ho di panorama.. e ovviamente della sua proprietà..
bravo andrea e bravo luca..
cm sempre.. ;D
Marianna says:
27 gennaio 2012 a 23:42 (UTC 2 )
Quest’articolo è bellissimo.
Sei arrivato ad incontrare Luca Ward, ora manca solo un’intervista a Tiziano. Dai, che ce la fai!!
Io sono una fan di Luca (ebbè, ha doppiato due dei miei attori preferiti: Russell Crowe e Robert Downey Jr), e quindi ci sono rimasta malissimo nel leggere l’articolo di Panorama: l’ho mandato a qual paese più di una volta (Sorry! Luca!).
Finalmente è arrivata la tanto attesa smentita; la cosa che più mi rattrista è che una rivista della portata di Panorama debba abusare di tali escamotage per vendere di più: ogni giorno mi stupisco sempre di più dell’obbrobrio che mi circonda.
Che amarezza!
Bravi, ragazzi! Grande, Luca.
Meglio un figlio gay, che giornalista. ;D
Emi says:
27 gennaio 2012 a 22:09 (UTC 2 )
Hola!! Me gustò esto articulo… besoso
Luca Ward says:
27 gennaio 2012 a 21:21 (UTC 2 )
Prima di tutto “grazie”. Buonasera a tutti mi presento,sono luca ward.Nella mia vita ho sempre creduto che bisogna capirsi tra persone,il che non e’ sempre facile,specialmente quando per noi parlano terze persone. Vi sara’ capitato di trovarvi in difficolta’ proprio perche’ qualcuno ha detto o riportato cose di voi sbagliate o ingigantite. Detto questo voglio ringraziare Andrea e Matteo che con la loro sensibilita’,cultura ,e rispetto della vita mi hanno dato la possibilita di spiegare il mio modo di vivere e pensare. Mi auguro che anche nel nostro paese si possa presto respirare un clima piu’ libero e sano,qualunque siano le nostre scelte d’amore. Amore si,sopra ogni cosa,la medicina che porta avanti il mondo da millenni!…Grazie. Un abbraccio a tutti. Luca
Andrea Bordoni says:
28 gennaio 2012 a 11:57 (UTC 2 )
E’ stato un incontro piacevole, e ho apprezzato tantissimo il tuo stare al gioco, la tua classe e il commento sul non sentirti offeso dalle tante critiche che ti sono piovute addosso perché le capivi. E non ti sei limitato a quello, ma hai detto delle cose importanti, come quelle sul matrimonio, il coming out, il ruolo della famiglia e l’adozione, che credo sensibilizzeranno lettori etero, tuoi fan e no, che di solito non sono abituati a soffermarsi su questi argomenti. Hai dato un bel contributo, a mio parere. E giocare con noi col video finale è stato un tocco ulteriore di ironia. Ed è proprio divertente!
Grazie
xxxo says:
27 gennaio 2012 a 18:53 (UTC 2 )
Contento per ciò che ha detto in quest’intervista luca ma anche per la disponibilità che ha dimostrato nel voler rettificare sue affermazioni travisate. Bravo Luca!
Angela says:
27 gennaio 2012 a 17:53 (UTC 2 )
Davide (vogliosposaretizianoferro) più affidabile di Golia (Panorama)!
Va beh, non avevo dubbi. Da fan di Luca Ward sono stata davvero sollevata nel leggere questo pezzo. Che poi dico, Andrea, è un’intervista piena di curiosità e umorismo e quelle domande che di solito i giornalisti italiani non fanno, preferendo ambiguità e sensazionalismo. Dovresti scrivere per le maggiori testate! Si leggono cose di una qualità… Ma mi raccomado, non smettere di postare.
Luca, rinnovo stima per il tuo lavoro e per la tua bella testa.
Chapeau
Nino says:
27 gennaio 2012 a 17:26 (UTC 2 )
Cioè, questo!
Nino says:
27 gennaio 2012 a 17:25 (UTC 2 )
Io sono un fan e c’ero rimasto male.
Ma d’altronde, poi è pensato che giusto o sbagliato che sia ognuno deve pensarla come vuole sull’omosessualità. Certo, preferirei che il mondo vedesse tutto come lo vedo io, cioè che l’omosessualità è naturale e non c’è niente su cui discutere (cioè, ce n’è… Ma, insomma, hai capito, no more drama!).
Vabbè, già che ci sono, e visto che l’hai detto e che io sono l’editore… Regaliamo questo (il fumetto della foto) a Tiziano? Dai, così magari ti sposa invece di continuare a fare finta di niente!
JanluAlessio says:
27 gennaio 2012 a 15:34 (UTC 2 )
Meno male và! A dire il vero Panorama non lo leggo mai mai mai perché lo so che l’andazzo è quello: titoli forti da sensazionalismo e un sacco di fregnacce :/
Che meraviglia il video! Doppiato così Tiziano non può più rifiutarsi!!!
Michele Q says:
27 gennaio 2012 a 14:39 (UTC 2 )
A rischio di apparire superficiale, confesso che avevo un’antipatia “a pelle” per Luca Ward. Questo bellissimo articolo mi ha ricordato due cose, scontate, sì, ma che uno tende a dimenticare: le antipatie e le simpatie immediate lasciano sempre il tempo che trovano e non tutto quello che appare virgolettato sui giornali è oro colato.
Lo spirito critico uno crede sempre di tenerlo allenato, e invece anch’io mi ero inica**ato di brutto contro Luca Ward leggendo l’articolo di Panorma, che è girato come una trottola in rete raccogliendo insulti. E io pensavo che erano meritati. Non gli davo il beneficio del dubbio.
Per questo trovo doveroso scrivere qui complimentandomi con Luca Ward, perché in Italia non è assolutamente scontato che un personaggio pubblico torni sulle sue dichiarazioni se riguardano gli omosessuali, o per scusarsi, o per rettificare, o ancora meglio, come in questo caso, per smentire e fare altre dichiarazioni importanti per i diritti di tutti e per una società migliore.
vabbe’, me so dilungato, ma non posso non dire niente sul video, mi sono piegato in due dal ridere! Ehehehe
Tiziano, non puoi rimanere indifferente…
Piso says:
27 gennaio 2012 a 12:53 (UTC 2 )
Bellissima intervista!
Ammetto che avevo messo Luca Ward tra le persone da odiare in quest’Italia omofoba, ma sono felice in questo caso di poter cambiare idea. Tra le persone odiate ci metto quell’idiota di giornalista di panorama!!
P.S. Il video è troppo divertente… Luca Ward che ti doppia è la rettifica perfetta, che folli!
Luca Ward rettifica: "Sono favorevole ai matrimoni gay e alle adozioni Lgbt" | OKGAY says:
1 febbraio 2012 a 13:51 (UTC 2 )
[...] nulla gentile. Ma Luca Ward è tornato sull’argomento in un’intervista nel sito “Voglio sposare Tiziano Ferro“. Ed ecco alcune sue dichiarazioni: “Fatemi doppiare chiunque, ma non un gay” è un [...]
La rettifica di Luca Ward: “Panorama ha stravolto il senso, non sono omofobo” | GAYMAGAZINE LikePAGE says:
31 gennaio 2012 a 18:29 (UTC 2 )
[...] Qui il link all’intervista integrale [...]