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Lo stendino dentro

ri-postato il 10 febbraio 2014
postato il 29 novembre 2010
Quando starò finalmente con Tiziano Ferro so che andremo molto d’accordo. Anche se c’è una cosa che mi spaventa. C’è un unico argomento, oltre alla politica, di cui si può parlare ore e ore senza che nessuno cambi idea. Ognuno resta sempre e solo della propria opinione, inamovibile, senza spostarsi di una spanna, quando si parla di come caricare la lavatrice.
Lo sapevo già, ma l’angoscia di questa inesorabile verità m’è salita l’altra sera, con un gruppo di persone, a cena da Nora. Eravamo tutti amici di vecchia data, quindi nessuno si formalizzava se, per colpa della pioggia incessante, lo stendino carico di panni faceva da protagonista in camera da pranzo, non lontano dal tavolo. Stendere in casa è obbligatorio in inverno o quando diluvia e lo stendino crea più di un problema. Il mio è che ovunque lo nascondo, quando sono in chat, mi finisce sempre nell’inquadratura della webcam, non so come fa! Comunque l’altra sera, in un momento in cui la padrona di casa era in un’altra stanza, abbiamo cominciato a chiederci cosa fossero quei numerosi sacchetti bianchi forati stesi tutti in fila davanti al resto del bucato. Ognuno aveva la propria ipotesi… Chi diceva che erano per tenere separati i tipi di indumento l’uno dall’altro (tutti i calzini insieme così non si perdono, ecc.), chi diceva che fossero per non farli stropicciare troppo, chi sosteneva servissero per pescare girini nel laghetto di villa Pamphili (quello ero io naturalmente). Il mistero viene svelato poi da Nora al suo ritorno: se dividi il bucato in quei sacchetti di nylon bucherellati si salvano i colori… Quella sera c’erano almeno due ingegneri, con diversa specializzazione, e un laureato in filosofia comparata, ma nessuno capiva come fosse possibile. Avrei accettato senza discutere la spiegazione se poi Nora non avesse rincarato la dose dicendo: «Poi ci devi mettere anche le salviettine acchiappa colore, nonché un bel tappone di Calgon gel per salvaguardare la salute della lavatrice». Mi sembra eccessivo ma non mi lamento finché non aggiunge che per sicurezza ci mette anche dentro Ökomag, ce lo mostra (una specie di cubo magico di plastica, tedesco, comprato in Ungheria): «Si mangia il calcare se non funziona il Calgon» (?). C’è tutto un vociare tra di noi. È il caos quando Nora recita i nomi dei suoi detersivi. Per i bianchi Vanish Crystal Bianco, per i colorati Oxi Action Intelligence Plus. Mi raccomando il “Plus” perché l’Oxi Action Intelligence da solo è una pippa! Naturalmente ognuno aveva da dire la sua. Lorenzo, ingegnere informatico, single, che fino a ieri viveva con una madre che faceva tutto lei, sostiene di fare un’unica lavatrice: asciugamani, biancheria, maglioni, magliette, bianchi o colorati, tutto insieme appassionatamente a quaranta gradi. Ma sottolinea candidamente: «Escluso il tappeto della cucina». Nora lo guarda inorridita e quasi con le lacrime agli occhi, e lui: «Non mi si scolorisce niente, non so perché». Credo che la lavatrice in qualche modo grazi i più deboli e ingenui e punisca i più smaliziati!
Per gli altri è il momento delle imbarazzanti confessioni: facendo i dovuti calcoli ci rendiamo conto che tutti quelli che usano solitamente la lavatrice in casa fanno, precisamente una volta ogni cinque anni, un bucato (in origine bianco) completamente rosa. Come leggo dal primo libro di Tiziano Ferro, lui ha vissuto tra Messico e Londra molti anni solo e le sue faccende se le sbrigava da sé. Devo dedurre che almeno un bucato rosa l’abbia fatto. Ora mi chiedo: avrà buttato tutto, o avrà provato, come sono tutti tentati di fare, di convincersi che di quel colore gli indumenti non sono poi male? Ecco, ora sono sicuro e lo visualizzo. In una qualche data dei suoi tour mondiali, fasciato fuori dalla solita camicia nera ben stirata e pantaloni scuri, indossava sotto mutande rosa shocking.
Ma la serata non era finita e stavo per scoprire che anche in fatto di temperature le discrepanze sono molte. Naturalmente Nora raggiunge le temperature più elevate. «Gli asciugamani che puzzano vanno a 90 gradi.» Quando proviamo ad accennare al problema della salvaguardia dell’ecosistema, Nora sostiene che quando si tratta di asciugamani da palestra dimenticati umidi nella borsa è contraria all’ecosistema!
Fulvio prova ad accennare alla pallina che si riempie di detersivo da mettere nel cestello insieme ai panni. Viene guardato come se fosse un Commodore 64. La palla è assolutamente fuori moda! Oggi devi scegliere da che parte stare: bustine di sapone liquido ultima generazione che si sciolgono nell’acqua o le sue antagoniste, le sfere ecologiche! Sfere contenenti ceramica che ti lavano i panni secondo i principi di due indiane d’America al fiume Sand Creek.
A questo punto mia sorella Claudia scoppia in lacrime, riesce a tirare fuori il suo segreto più nascosto. Lei non sa lavare a mano. Si fa male, le sue mani sbattono tra di loro e alla fine l’indumento è sporco come prima, solo più stropicciato. Cambiamo discorso per uscire dall’imbarazzo. Io propongo l’argomento smacchiare e inevitabilmente si finisce col parlare del difficile rapporto che ognuno sembra avere con il Viavà spray. Chi lo usa ottiene diversi risultati. Quando Fulvio lo spruzza sulla macchia d’olio, aspetta qualche minuto, spazzola e l’olio è sparito. O meglio è sostituito da un indelebile alone bianco. Succede anche a me, ma io continuo a grattare finché soddisfatto non ottengo uno scolorimento della zona. Matteo vive spesso lo stesso dramma e nel panico continua a spazzolare finché non ottiene un buco e butta via tutto.
Lorenzo tira fuori un suo trucchetto, stile rimedio della nonna, per togliere le macchie di grasso dai jeans: «Bisogna agire con il latte». «Ma il latte macchia e puzza di dolciastro», dico io. Lorenzo: «Allora sul latte ci metti del borotalco o della farina». Io: «Ma così sui pantaloni ti ci viene una piadina romagnola!».
Sergio interviene e ci confessa che la sua ex ragazza aveva un cestello diviso in tanti scompartimenti dove teneva le mollette di vari colori. E quando stendeva doveva mettere mollette blu per un paio di calzini blu, mollette rosse per una maglietta rossa e via dicendo, tutto abbinato. Ho subito voluto chiamarla a casa per saperne di più. Ebbene, la signora sostiene che neanche ci pensa, le viene naturale l’abbinamento. L’unico grosso problema è che ha difficoltà a trovare mollette nere. Così per i capi neri al momento usa quelle blu scuro. Ma spesso, per questo motivo, non dorme bene la notte o si sveglia di soprassalto. Che paura!
Guarda intorno a te. Le persone sembrano tutte normali. E se desideri che questo velo di normalità non cada mai, se non vuoi che ognuno si riveli per il folle bisognoso di terapia che è, quando sei ospite anche dagli amici più cari non fissare per più di pochi secondi lo stendino dentro.

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18 commenti

  1. Gustavo Ulivi says:

    Sciltian Gastaldi ( Anellidifum0’s blog) lo scrittore di fama internazionale, il giornalista e il blogger bisessuale che era fuggito in Canada per colpa di Berlusconi e che dal Canada aspettava la “latitanza di Berlusconi” per tornare in un’Italia finalmente liberata dal “fascio-berlusconismo” si e’ stufato di aspettare e contrariato dal fatto che a Silvio il Berluscone e’ succeduto il suo figlioccio, Matteo il Berluschino, che insieme allo zio Silvio governa l’Italia facendo terribilmente incazzare i post-Katto/Komunisti, tra cui l’”intelligentissima” Bindi…….Sciltian Gastaldi – dicevo – si e’ convinto, dopo aver letto “Ho dormito con te tutta la notte” (il bellissimo romanzo di Cristiana Alicata che lo ha profondamente commosso e turbato) che era arrivato il momento “di compiere delle scelte”.

    Tutti si aspettavano che la storica “scelta” consistesse nel tornare in Italia con la sua bella mogliettina caraibica onde poter dare il suo essenziale contributo al ritorno della democrazia nel paese che lo aveva costretto all’esilio: solo Sciltian Gastaldi, infatti, grazie alla forza assai persuasiva delle sue filippiche contro il totalitarismo, avrebbe potuto materializzare il sogno di “tutti” gli Italiani di vedere finalmente latitante il Grande Satanasso e riuscire dove perfino l’assatanata Boccassini aveva fallito.

    E invece no: Sciltian Gastaldi si trasferisce dal Canada al Regno dis-Unito per informarci di cosa succede nel Regno di Sua Maesta’. E ci ha anche anticipato che benche’ non conosca per niente la Grandissima Bretagna, in un paio di giorni, dopo aver letto i giornali locali, ci fara’ un riassuntino di come il paese attraversa questo momento “storico” all’indomani del Si o del No alla secessione scozzese dal Regno Unito che avverra’ per Referendum fra circa una settimana.

    Ecco: se c’e’ una cosa di cui l’Italia non ha certo bisogno e’ un altro “corrispondente da Londra” che per riempirsi lo “stomaco in fuga” ci raccontera’ quanto civili sono gli Inglesi, come viaggiano in orario i loro treni, come sono omofili, democratici e tolleranti i sudditi di Sua Maesta’, com’e’ avanzato il loro Stato Sociale e Assistenziale, di quanto sarebbero “euro-entusiasti” se non ci fossero quei fascistelli degli Indipendendisti che votano in massa per Nigel Farage…..insomma, in poche parole, di quanto bella, serena e felice e’ la vita nel Regno Unito soprattutto se paragonata alla miserabile condizione in cui si trova l’Italia, paese di m. , dove i turisti Tedeschi, per un disguido ad una stazione delle Ferrovie Italiane, “ridacchiano e scuotono la testa” pensando a com’erano efficienti i loro trenini quando trasportavano sei milioni di individui nelle camere a gas.

    Cara Cristiana Alicata, non faccia come il suo collega Sciltian Gastaldi che per 10 lunghissim anni ci ha tediato con le sue lodi sperticate per la civilta’ canadese e che adesso si accinge a continuare con la sua appassionata estero-filia dal Regno di Sua Maesta’.
    All’estero, mi creda, succede di tutto e di peggio e anche “lassu’” hanno bisogno di spirito di sopportazione.

  2. MAX says:

    http://WWW.BEARWWW.COM/OOPS – IO FACCIO PRIMA: PORTO TUTTO IN LAVANDERA A GETTONI E MENTRE ASPETTO IL LAVAGGIO E L’ASCIUGATURA CHATTO CON L’IPHONE. A VOLTE DORMO ANCHE, SOPRATTUTTO SE IL LAVAGGIO AVVIENE NELLA PAUSA PRANZO, OPPURE VADO A PRENDERE I LCAFFE AL BAR VICINO CHE E’ GESTITO DA UN ORSETTO NIENTE MALE. UN CONSIGLIO ALLE MASSAIE: NON CARICATE MAI LA LAVATRICE OLTRE L’UMANO POSSIBILE. I PANNI PER LAVARSI DEVONO SBATTERE SU SE STESSI. SE MI METTETE IN LAVATRICE UN MATRIMONIALE UN ACCAPPATOIO DUE ASCIUGAMANI QUALCHE CALZINO, DEGLI SLIP E CANOVACCI VARI AVRETE UN RISULTATO PESSIMO DI PANNI SPORCHI PERCHE’ IN LAVATRICE GIRANO E NON SBATTONO….. LA LAVATRICE SIMOLA IL LAVAGGIO A MANO DELLE LAVANDAIE DI UNA VOLTA. SMACK

  3. Mindi says:

    Dilemma terribile….
    Il mio compagno non sopporta lo stendino in casa e quindi io uso la ringhiera in accaio per i panni (tanto l’acciaio mica arrugginisce) e, dopo averle sistemate sulla gruccia, attacco le camicie ai tiranti del tetto. Divieto rispettato e panni asciutti!
    PS: dite alla ex-fidanzata di Sergio che all’Ikea ci sono le mollette nere.

  4. kikinuccia says:

    ahahahaha verissimo, la lavatrice è un mistero cosmico…e una sorta di triangolo delle bermuda! E come dice mommy, non so mai come mai la lavatrice della mamma è sempre con panni immacolati, e pure se vengono lavati a mano!!!!!! ogni volta guardo estasiata con occhi stellati il suo bucato steso al sole (anche se ultimamente sta su “chi l’ha visto” cade acqua a catinelle) quando vado a trovarla…
    Quando sono tornata a casa dopo settimane che stavo a torino, giunta innanzi la mia camera mi sono ritrovata davanti ad una scena da film dell’orrore…Mio fratello, che ne frattempo si era impossessato completamente di casa, ha disposto le cose a suo piacimento, trasformando la mia camera in uno stenditoio!!!! …ben due stendini, e ripeto DUE stendini carichi delle sue cose al centro della MIA camera, che prendevano tutto lo spazio! ero indecisa se chiamare i ghostbusters o i fantastici 4…Per entrare ho dovuto fare la funambola… Non dimenticherò mai più quella scena!

  5. RR says:

    bello!!!!

    ma vogliamo parlare dei buchi neri che si trovano quasi sicuramente nella lavatrice e che ingoiano i calzini????

    Me ne trovo sempre uno in piu’ (o uno in meno dipende dai punti di vista)!!

  6. Steve says:

    Un post perfetto.
    BRAVI!

  7. David says:

    Questa conversazione sullo stendino non sfigurerebbe, fatta da gangster, in un film di tarantino!

  8. 2 banchi più su says:

    Indipendentemente dalle palline da mettere in lavatrice, anticalcare, plus ,plas, oxygen e sacchetti vari, alla fine mi chiedo chi sta più fuori se tu o lo stendino…. forse meglio mettere lo stendino fuori cosi’ tu sei un po piu’ dentro e magari passare la serata parlando delle fasi dell’accoppiamento del varano o le distanze percorse da uno sterco raro in tutta la sua vita, come del resto, farebbero i comuni mortali; sta di fatto che il vero outing secondo me e’ che stai fori come un geranio sulla ringhiera……. vai a capi…

  9. Fulvio says:

    Mi sento anche io materialmente e moralmente coinvolto nell’annoso problema dello stendino dentro casa. Io, causa gatto furastico in casa, al mattino per evitare di ritrovare gli indumenti di Hulk sullo stendino sono costretto a farlo dormire con me ( lo stendino, non l’uomo verde ) ovvero tra il Pax di Ikea e il matrimoniale di Mondo Convenienza. Gli effetti devastanti più immediati di tale operazione sono facilmente intuibili: umidità ovunque e finestre e specchi appannatti a mò di sesso sfrenato all night long! Alla lunga, invece, il manifestarsi di artrosi e artriti reumatoidi sarebbero solo l’inesorabile conseguenza del protrarsi di codesto mal costume! Indi per cui consiglio a tutti (anche a me stesso) di dotarsi di una buona asciugatrice di cui mi son già fatto pioniere in tempi non sospetti. Oppure, per le braccine più corte, acquistare EOLO l’armadio asciugante http://www.grossilamiere.it/ita/news.php?idnews=208 funzionale ed anche esteticamente guardabile. Buona asciugata a tutti!

    1. lollo says:

      genio!!! lo stendino dentro casa specie se davanti al televisore crea non pochi problemi. è la soluzione ai miei problemi sto eolo. mica tanto per braccine corte però, un armadietto con un ventilatore dentro a 399 euro mica so poche! poi sull’esteticamente guardabile avrei qualcosa da ridire.

      Ma l’oxi action intelligence plus me sembra più il nome di un corpo militare di controspionaggio che un detersivo per l’intransigenza contro le macchie di grasso. Basta un’unica lavatrice fatta bene con un detersivo solo a 40 gradi, tutto dentro e via bianchi e colorati. Sono per la democrazia del bucato.

  10. mommy says:

    Diciamo che non sono esente dai “COLPI” clamorosi inferti a magliette, mutande e calzini bianchi, non più bianchi e non più tornati bianchi… ma devo dire che qui in Italia siamo un po’ più fortunati!
    Pensate che in America ci sono lavatrici che contengono Kg e Kg di panni, tutti buttano tutto dentro (colorati, bianchi, delicati, lana, cotone… insomma alla lorenzo!), bucato di settimane insomma, e per rovinarlo definitivamente lo inseriscono in quelle macchine asciugatrici/assassine. Ti salvano quando fuori piove sempre e nn si asciuga mai nulla, ma “ti fanno fuori” mano a mano tutti gli indumenti a cui tieni di più… se penso a quella maglietta rossa che mi piaceva così tanto!
    Misa che non smetterò mai di fare cazzate con la lavatrice e soprattutto non smetterò mai di chiedermi: “ma perché mia madre riesce sempre a togliere tutte le macchie impossibili?”. MA COME FAAAAAAAAAAAAAA!

  11. La Signora says:

    Sono lusingata di essere stata citata a conclusione di questa lunga dissertazione su uno dei problemi che assilla l’umanità!
    Soprattutto mi fa piacere che Andrea sia così preciso e puntuale nel riportare le confidenze di tutti noi
    Continua così!
    Baci

    1. l'avvocato says:

      Ti ha fatto firmare la liberatoria?
      Giusto, di signore ce ne sono tante non è detto che sia proprio tu anche se è difficile trovarrne un’altra con così tanto senso estetico e precisione nell’abbinare i colori!

    2. Diva&Donna says:

      Grande! Benvenuta Signora!

  12. Emi says:

    l’unico motivo per cui potrei divorziare di nuovo è per come mi stende le mutande mio marito!

  13. diva&donna says:

    questo post mi ha davvero scossa! non dico altro perché nell’immaginario personale di una diva&donna non c’è posto per uno stendino, nemmeno in una settimana di pioggia incessante…
    Però conosco una tipa (riccia e non molto alta) che segue più o meno due tipi di lavaggio e lascia che siano i panni a scegliere dove andare… finora è andata bene, giusto qualche bianco tendente al verde acido ma nella norma, il detersivo lo decide sua suocera, ovvero la sua spacciatrice ufficiale in base ai 3×2 del supermercato e niente stendino, dice di non chiederle perché

  14. matteo says:

    Ecco un utilizzo per cui Ökomag funziona sicuramente.

    http://www.youtube.com/watch?v=9DUXJ6E7PGA

  15. Eszter says:

    Mitico/mitologico Ökomag!

    http://video-it.tomshardware.com/video/iLyROoaft_9E.html

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