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Lettera aperta a due preti poco gay friendly

postato il 6/10/2011

Gentili Signori Cesare Contarini e Franco Costa,
sembra dai lanci di agenzia di oggi che vi siate presi la briga di contestare un’iniziativa del consorzio di promozione turistica di Padova, il noto bollino “gay friendly” che gli esercenti che vorranno potranno esporre nei loro negozi.
Lei, Don Cesare Contarini, rettore del Collegio Barbarigo, sostiene che si tratta di “un’iniziativa propagandistica, utile solo a far arrabbiare chi la pensa diversamente”. “Se poi un negozio non espone il bollino?” si chiede, “sarà additato come omofobo?”. Invece lei, Mons. Franco Costa, direttore dell’Ufficio scuola della Curia di Padova, dice che rispettare tutte le persone “al di là del loro orientamento, è un conto” ma questa iniziativa “rema contro una reale integrazione dei gay”. “Perché scriverlo fuori dai negozi?” si chiede, aggiungendo: “Allora voglio che venga precisato che anche i preti sono i benvenuti”.
Anch’io avrei qualcosa da dire…

Don Cesare Contarini

Lei, Sig. Contarini, parla di un’iniziativa propagandistica che mirerebbe a far arrabbiare chi la pensa diversamente. Sta forse ammettendo di considerare l’odio verso i gay e la mancanza di accoglienza nei loro confronti legittimi, atteggiamenti da tutelare anziché biasimare? Sembra infatti meno incline a perdonare l’omosessualità dei probabili avventori, che vedrebbero nel bollino la semplice garanzia di essere accolti amichevolmente e senza pregiudizi. Sa cosa vuol dire sentirsi dire di uscire da una pizzeria o da un bar se si accarezza o si bacia il proprio compagno o la propria compagna? E per cortesia non offenda l’intelligenza di nessuno dicendo che neppure gli eterosessuali dovrebbero scambiarsi gesti di affetto in pubblico: so che la sua morale impone rigide repressioni della natura umana. Sta di fatto che nessuna coppia eterosessuale è mai stata invitata a uscire da un qualsiasi locale se ci scappa un bacetto. Mentre io, che sto aspettando tanto per il mio grande amore, quando finalmente starò con Tiziano Ferro crede che potrò andare a prendere un caffè con lui senza fargli almeno una carezza?
Anche se le sue parole dicono che è contrario ai bollini, è chiaro che è contrario all’omosessualità (del resto lo è l’istituzione di cui fa parte, platealmente e senza tanti giri di parole, insistentemente e senza vergogna)… Almeno tra noi non prendiamoci in giro…

È quindi naturale che ci si attacchi a peli nell’uovo per non far fare un passo avanti a chi di diritti non ne ha. Ma si sa che è poco saggio aggrapparsi a qualcosa di così poco saldo come i peli in qualcosa di così delicato come un uovo.
Se a lei non va a genio l’omosessualità, beh, io personalmente sono in disaccordo con i terremoti, gli tsunami, i tramonti troppo sul viola e neanche la gravità mi sta sempre simpatica, quando cado col culo per terra. Si rassegni, è la natura! Oppure non si rassegni e preghi che venga cambiata da chi lei afferma l’abbia progettata e la diriga attualmente. Aggiunge infine quello che credo sia un tentativo di battuta: “Se poi un negozio non espone il bollino? Sarà additato come omofobo?”. No, uno nel suo negozio fa quello che vuole. Ma se non hai nulla contro, perché non lanciare un messaggio positivo? In fondo tutti noi dovremmo essere amichevoli a priori con chi è diverso, per un qualsiasi motivo, da noi: solo dopo averlo conosciuto, e caso per caso, potremmo decidere se è amico o no (e le sto spiegando l’acqua calda perché vedo che ce n’è bisogno). Quindi esporre un bollino “Io sono gay friendly” equivale esattamente ad esprimere il concetto “siamo persone educate” in un mondo in cui c’è purtroppo bisogno di specificarlo, per non passare da maleducati e ottusi: a volte, e spero di essere smentito, sembra che questi ultimi siano la maggioranza.
Comunque non sto qui a piangermi addosso e ad attaccarmi a un bollino che è chiaramente solo un modo per girare attorno a questioni su cui dovrebbe legiferare il nostro Parlamento. Avrebbe dovuto farlo già ieri. La cultura e l’inclusione, il rispetto e i diritti vanno sì propagandati con forza. Poi ogni singolo italiano si conceda il tempo a lui necessario per mettersi al passo.

Mons. Franco Costa

A queste sue considerazioni, Mr. Contarini, nate dall’usuale humour che contraddistingue le gerarchie ecclesiastiche, si sono aggiunte quelle del suo correligionario, il Signor Costa, che arriva a dire “Voglio che venga precisato che anche i preti sono i benvenuti”. Caspita, ha ragione, non ci avevo pensato: dopo le sempre più frequenti aggressioni a sacerdoti in questo Paese, il crescente clima di rifiuto per l’esercizio delle funzioni religiose, la pretenziosa laicità delle istituzioni che hanno eliminato i crocifissi da ogni ufficio pubblico e punito chi li espone, i reiterati attacchi ai meeting di Comunione e Liberazione con diversi partecipanti insultati dai passanti, la completa eliminazione di ogni contributo pubblico alla Chiesa Cattolica, ebbene sì, dovremmo proprio fare qualcosa perché i preti siano più accettati in società.

Signor Costa e signor Contarini, suvvia, sarà capitato anche a voi, come capitò a me accompagnando un mio ex, prete (perché io non ho pregiudizi e sono stato anche con un prete), di andare a prendere il cappuccino al mattino e di vederselo offrire dal barista con un bel sorriso e la foto di Padre Pio attaccata in bella mostra (come un bollino?) dietro: “Offre la casa, ci mancherebbe!”. Alla faccia della discriminazione!
Ecco io non pretendo un cappuccino e un cornetto gratis per ogni gay, lesbica e trans d’Italia, ma che almeno non si venga puntati con sguardi sbiechi e scocciati. Ed è una pretesa, come per tutti gli altri, che qualcuno ci dica, dopo aver pagato, “Grazie e arrivederci”.

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12 commenti

  1. Elisa says:

    Mah, il bollino “Gay friendly” a me non sembra una buona idea: se da una parte offre una sicurezza alle coppie omosessuali, dall’altra sottointende implicitamente che tale locale è uno “strappo alla regola”.
    È un “non ci interessa del tuo problema”, quando il problema non sta nell’essere omosessuali, perché il problema (e quelli che hanno problemi di integrazione) sono gli omofobi.

    Io preferirei un bollino con scritto chiaro e tondo che in quel locale non vengono accettati gli intolleranti: stesse certezze per gli omosessuali, ma il messaggio anti-omofobia (e non solo!) sarebbe ben più forte.

  2. Vincenzo says:

    Io credo che i bollini servono solo a spingere le persone a chiudersi in un recinto, una specie di ghetto o “riserva indiana”.
    L’Omofobia si combatte con la cultura e con la solidarietà.
    La religione contribuisce al clima persecutorio con i suoi anatemi che tacciano le persone omosessuali dell’epiteto di “pubblici peccatori”.
    A ciò si unisce una visione della famiglia dove non c’è spazio per i diversi e per i loro amori diversi.
    I bollini sono la risposta sbagliata ad un problema reale.
    Enzo

  3. Valentina says:

    Ho letto articolo e risposte…..
    ma non trovate più discriminante un “bollino” esposto fuori dagli esercizi come quello che dice se possiamo entrare a baciarci o meno???
    Forse è necessario in questa società, in quest’epoca….(mi sono risposta da sola) pero’ per me è scandaloso già il fatto che bisogna ricorrere ad un adesivo per giustificare un amore. Io non sono mai stata esagerata e per ora a parte “occhiatacce” non mi è mai capitato di essere stata sbattuta fuori da qualche negozio ma scusate…se dovesse accadare e io chiamassi le forze dell’ordine cosa ci direbbero? Perdonate la mia ignoranza….

  4. Daniela F. says:

    Il Perculatore, mi permetto di dissentire: a mio avviso il bollino “gay friendly” discrimina gli eterosessuale che vogliono sentirsi discriminati, o che ancora conservano in se qualche residuo di insicurezza nei confronti degli omosessuali. Io sono eterosessuale e non mi sono mai sentita discriminata da alcun bollino del genere, da locali che (almeno fuori dai confini italiani) esponessero la bandiera arcobaleno, simbolo omosessuale, e via discorrendo. A volte bollino e bandiere di questo genere servono ancora, visto che obiettivamente (nonostante i tanti progressi, per carità) il mondo è tutt’altro che universalmente tollerante dell’omosessualità. E visto anche che i gay continuano ad essere ancora una categoria discriminata (è un segno di questo anche solo il fatto che per descrivere uno si dica qualcosa come: “Alto, biondo e gay”, mentre di un altro, magari anche lui alto, biondo, ma etero, non si direbbe mai, per descriverlo, che è “Alto, biondo ed etero”). Ripeto, i progressi ci sono, ma non siamo ancora arrivati alla “normalizzazione” completa. Per lo stesso motivo per cui la parità fra i sessi ancora non è stata raggiunta (in Italia, poi……….), e quindi, ahimé, servono ancora gli 8 marzo e le quote rosa.

  5. velies thyrrens says:

    e’ inutile, ragazzi: contro questo argomento schifoso della “discriminazione al contrario” non c’è speranza. Per quante se ne possano dire, per quante osservazioni contrarie si possano portare, all’uomo della strada appare TROPPO RAGIONEVOLE per sembrare quello che in realtà è, e cioè una mistificazione schifosa. Il problema è a monte, e cioè che dovrebbe cambiare la TESTA dell’uomo della strada (non che noi si sia meglio, intendiamoci, eh?!) e questo finchè i nostri punti di riferimento culturali saranno i preti e i carabinieri non andremo mai da nessuna parte. Con tutto il rispetto per entrambi, ma comincio ad averne abbastanza di vederli in tv (infatti guardo dexter!)

  6. ilperculatore says:

    Io credo che esporre il bollino “Gay Friendly” sia invece una discriminazione verso gli etero.
    Visto che un commerciante deve essere friendly con tutti e non solo con i gay.
    Ridimensionatevi un po, perche’ mi pare vogliate essere a forza al centro dell’universo quando invece lo condividete anche con altri.

    1. david says:

      Non può essere discriminatorio qualcosa che include anziché escludere. E il bollino include non solo i gay, ma anche tutti gli etero che hanno un atteggiamento amichevole verso i gay (dovrebbero essere tutti, quindi ecco qua che il bollino non avrebbe più senso! Purtroppo no è così…).
      Il bollino non è “Io qui non posso entrare”, ma “io qui sono il benvenuto”. Come scrive bene Andrea, l’accoglienza verso tutti (compresi i gay) dovrebbe essere data per scontata in una società civile. Visto che la realtà, e le tue parole, dimostrano che non è così, c’è bisogno di iniziative simpatiche come questa del bollino.

      I gay non sono al centro dell’universo, ma in Italia sono ai margini e discriminati. Questo va combattuto anche con cose propositive come i bollini. Quello che vogliamo fare è proprio condividere (gli stessi diritti, la quotidianità dei nostri affetti sul luogo del lavoro senza essere discriminati, ecc.).

      E sì, i nostri diritti e il rispetto li vogliamo per forza, per stare accanto agli altri sulla stessa linea di partenza a testa alta, e non tre blocchi più indietro.

    2. SailorV says:

      hahahahahaha!
      Per-culetto, carissimo troll! da quanto tempo…
      questa volta mi aspettavo un filino in più di iniziativa. Ma se sono questi i ragionamenti prodotti dallo sfascio dell’educazione in Italia, mi adeguerò al livello. E aggiungerò tanto tanto amore, perché credo che tu non ne abbia ricevuto abbastanza.
      allora … Gioia dolce della mamma, hai notato un qualsiasi diritto “speciale” di cui noi pericolosi invertiti godiamo? Mi posso sposare? Posso adottare? La legge riconosce che c’è chi nutre odio nei nostri confronti in modo speciale, proprio come lo nutre verso le minoranze etniche?
      Dai ti aiuto: noooo. Bravo, pisellotto di casa! quindi, cuore di panna di zia, da dove cazzo ti esce l’idea che noi pretendiamo di essere al centro del mondo?

      Ora, amore di papà, ascolta! hai per caso mai sentito dare del “frocio” o del “culattone” a qualcuno per strada? Magari in macchina dopo una manovra brutta? Si? Bravo luce degli occhi della nonna! E dimmi quel signore o quella signora lo dicevano arrabbiati vero? Erano tutti tutti rossi, e avevano la voce alta. Bene: quello si chiama “insulto”, una parola nuova da aggiungere sul tuo quadernino delle parole nuove.
      Ecco, amore di zio, in questo paese sembra che alcune persone, addirittura commercianti, o anche qualche prete (così amabili tutti di solito, alcuni molto attaccati all’infanzia… anche troppo) si offendono senza motivo se io e il mio compagno osiamo baciarci in pizzeria o mi capita di mettergli un braccio intorno al collo.
      Non credi sia brutto? Scommetto che ti farebbe male, forse piangeresti anche, se ti guardassero storto, o ti invitassero a uscire quando tu e la tua ragazza vi abbracciate, o vi date un bacetto.
      Ecco, in questo paese, per ora, c’è bisogno di diffondere il RISPETTO perché ci sono tante persone maleducate.
      Ora è più chiaro?

      Ah, ometto di nonno, spiegami di grazia come cazzo fa un bollino che dice “non ho niente contro i gay ” a discriminare gli etero…

    3. Mary says:

      Io credo che la risposta a questa osservazione sia già contenuta nella lettera aperta di VSTF. Cito: “Sa cosa vuol dire sentirsi dire di uscire da una pizzeria o da un bar se si accarezza o si bacia il proprio compagno o la propria compagna?” Ma anche se non si viene invitati ad uscire, pensiamo a certe occhiate di disapprovazione, a certi commenti duri o insulti veri e propri espressi a voce un po’ troppo alta appositamente per farsi sentire.
      E comunque, perculatore, trovo il tuo argomento un (bel) po’ datato: da piccola sentivo spesso la stessa osservazione a proposito dell’istituzione della Festa della Donna. Eppure ancora oggi, dopo 40 anni, c’è tanta strada da fare anche per noi femminucce….
      Quando la società non farà più discriminazioni, allora sì che non ci sarà più bisogno di feste della donna… né di bollini “GAY FRIENDLY”. Sarà un bel giorno. Perché sono convinta che arriverà.

  7. Matteo Marino says:

    È odioso come gli esponenti della Chiesa Cattolica tentino di far passare gli omofobi per le vittime, confermandosi tristemente mandanti morali di tanti atti di violenza (verbale, fisica, psicologica) nei confronti degli omosessuali (il mio pensiero va soprattutto ai giovanissimi).

    Anche frasi ingenue(e qui magnificamente smontate) come quelle di questi due sacerdoti fanno il loro danno. E più si va su nelle gerarchie più l’omofobia si fa sistematica e aspra, anche se gli argomenti possono essere sempre, puntualmente smontati anche lì con facilità, logica, civiltà.

    E dire che i cristiani sono stati storicamente discriminati e perseguitati, quindi dovrebbero sapere cosa significa.
    …Ma se sanno quanto fa male e proprio per questo lo fanno… allora sono diabolici! :-)

  8. Federico says:

    Complimenti, bravo come sempre! ;)

  9. Vanni says:

    :-)

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