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La pubblicità che (anche quest’anno) non vedremo in Italia

postato il 27 luglio 2012

Anche quest’anno voglio proporvi una divertente antologia di pubblicità a tematica gay (dalla Pepsi alla Twingo) che non interromperanno le nostre trasmissioni… e non interromperanno neanche l’omologazione e l’omofobia imperanti sui nostri teleschermi.

Provengono dagli Usa, dal Belgio, dalla Francia, da Israele, dalla Finlandia, ma non dall’Italia. Il perché lo analizzavo qui, e quelle considerazioni sono perfettamente valide ancora oggi. Aggiungo solo che non tutto il male viene per nuocere: vorrà dire che anche quest’anno vedremo meno televisione e staremo di più davanti al nostro computer, a scegliere cosa vederci (e cosa leggerci).

Ecco 10 video che, come ogni spot che si rispetti, vogliono venderti qualcosa e conquistarti in pochi secondi. In questi casi stuzzicando la mente e senza paura di giocare con l’omosessualità…

Sembra proprio che una bella Pepsi fresca possa farti superare le tue inibizioni.

Probabilmente non avevano bevuto Pepsi i dirigenti che decisero per la cancellazione di questo simpatico spot stile “Red Bull”. Anche all’estero succede: qualcosa ti mette le ali, ma qualcuno è pronto a tarpartele. Questa pubblicità assolve comunque al suo scopo, girando viralmente on line.

La linea di abbigliamento di Björn Borg veste un matrimonio con qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato e qualcosa di blu, e nessuno stereotipo.

In Belgio, una delle radio più amate, Radio Donna, ci mostra quanto sarebbe più facile la vita se fosse un musical.

Uno spot israeliano per la marca d’abbigliamento Matimli si trasforma in un modo divertente di fare statistica.

Per Twingo i tempi cambiano, le emozioni sono le stesse.

Per il franchising di ottica francese Krys l’amore non è cieco: con gli occhiali giusti… vi innamorerete.

Spot finlandese tutto incentrato sul concetto “Chi vuole il gelato di chi”… (Per chi non parla il finlandese, suurella sydämellä significa “Un grande cuore”).

La pubblicità della Guinness: ci hanno provato ma, a parte la metafora un po’ cervellotica, credo che nessuno sopporterebbe un marito così, neanche da ubriaco.

Non potevano mancare i preservativi che sulle televisioni italiane mancano programmaticamente. Gli spot della Durex sono sempre maliziosi in maniera molto divertente.

Quest’ultima pubblicità non sono sicuro di averla capita bene, ma l’ho inserita in questa antologia per tre motivi: perché i protagonisti destano decisamente la mia attenzione; perché so che Tiziano Ferro ama molto il rugby; e perché sono curioso di conoscere la vostra interpretazione. Che ne pensate?


 

Per vedere tanti altri spot e leggere il motivo per cui, secondo me, i gay italiani sono invisibili nelle pubblicità, clicca qui:

La pubblicità che non vedremo mai in Italia

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11 commenti

1 ping

  1. Amadan says:

    secondo me l’ultima semplicemente vuol dire… hai l’auricolare su, alle tue spalle succede l’inferno e tu nemmeno te ne accorgi….
    secondo me non è che tutti diventano mansueti e si zittiscono è che hai la percezione dei suoni che ha lei e basta… dietro succede di tutto ma lei non fa una piega!

  2. Milady says:

    Lo spot della Pepsi è molto carina, ma continuerò a non berla perché mi ricordo di quella dello “stupro intelligenteH”.

    Quella della Bjorn Borg comunque era molto toccante, mi ha fatto genuinamente sorridere. Gli altri un po’ meno. Noto la carenza di matrimoni tra donne =_=

    1. Andrea Bordoni says:

      Sì effettivamente di pubblicità gay al femminile non ne ho trovate. L’unica che ho potuto inserire è quella del franchising di ottica francese Krys, che mette tra i suoi amori una coppia lesbica ma nessuna coppia di uomini.
      Se trovate qualcos’altro segnalate!! :-)

  3. Andrea Bordoni says:

    Su facebook in un sondaggio che chiede quale di queste pubblicità è la vostra preferita sta vincendo quella dei rugbisti. Siete d’accordo? Io non tanto. Votate :-)
    http://www.facebook.com/vogliosposaretizianoferro.it

    1. Milady says:

      Quella del rugby mi sa troppo di “Guarda quante cose brutte e fastidiose, mettete su l’auricolare e fingete che il mondo non esista!”

      Cioè, no.

  4. Alessandro Paesano says:

    Certo per Paola

    i gay non si girano a guardare le belel ragazze è un modo per non far diffondere i pregiudizi…

  5. teogarno says:

    Secondo me è molto più semplice: quando si mette l’auricolare, fuori succede il pandemonio e lei non si accorge di niente. L’auricolare elimina tutti i rumori! In ogni caso, sarò un ingenuo, ma quella della Durex non l’ho capita…

    1. Andrea Bordoni says:

      Ma è strano perché il bacio degli uomini crea altrettanto silenzio degli auricolari, visto che se ne vanno tutti in silenzio e imbarazzati.

      Riguardo a quella della Durex, sì sei un ingenuo :-)

  6. Paola says:

    Allora, io studio pubblicità e ti dico che l’ultima non è molto profonda, diciamo che è un’esagerazione di quello che può fare quell’auricolare (l’oggetto pubblicizzato). Insomma lo slogan dice che quell’affare elimina i disturbi sonori, quindi quella ragazza riceve una telefonata e quegli adorabili mastini si zittiscono diventano dei placidi(?) amanti ^_^

    Mi piacerebbe dare qualche commento su queste pubblicità ^^
    La prima tende voler dare allo spettatore uno shock e la trovo molto irriverente, ma senza prese in giro ^^

    La seconda mi ha fatto commuovere e il tuo commento è perfetto.

    La terza sembra carica di autoironia, mi fa impazzire.

    La quarta è divertente ma non ci vedo altro se non la voglia di farti imprimere la marca dei vestiti, e l’idea che vuole trasmettere (cioè se non ti giri a guardare questi vestiti sopra una bella donna è solo perchè sei gay) non la trovo molto intelligente, insomma se i vestiti sono belli si dovrebbero girare tutti…avrebbero dovuto far girare anche lui, poi facendo vedere che lui è gay, far capire che le “girate di capo” non sono dovute alla bellezza della ragazza ma dei vestiti. Comunque un bell’impiego nel togliere i pregiudizi :)

    La quinta è molto carina e fine, semplice e senza fronzoli. E’ bello che in un’evento come un matrimonio gay si veda la semplicità dell’atto d’amore e basta :)

    La sesta è semplicemente giusta. Nessuna discriminazione nell’amore :)

    La settima è sempre incentrata sugli sconvolgimenti di scena, diciamo che ti fa vedere ciò che non ti aspetti per catturare l’attenzione, come praticamente tutte le altre :)

    L’ottava ha dei tempi lunghi, il che la rende un po’ pesantuccia… e l’idea del “serve un uomo per sopportare un uomo così” non la trovo troppo giusta, è un po’ degradante per le casalinghe e poi…hai ragione tu, nessuno in ogni caso sopporterebbe a lungo una persona così ^^”

    La nona è molto divertente e maliziosa, cosa giusta per un prodotto simile ^_^

    Ti ringrazio per condividere con noi di “W l’amore in tutte le sue forme” i tuoi articoli, è sempre un piacere leggerli :)

  7. Luca Dofus says:

    Credo che il senso dell’ultima (l’auricolare elimina il rumore) è che nel momento in cui le risponde i due si baciano e gli altri si azzittano = rumore eliminato = conseguenza dell’uso dell’auricolare.
    Niente di che comunque, e non so se intende che è dovuto all’auricolare o è quello che la ragazza vorebbe succedesse x farli azzittire XD

  1. “Call me maybe”, il tormentone gayo « primariegaye says:

    [...] Bello. E’ molto bello che questo video – il video di una canzone etero o presunta tale – ricalchi perfettamente lo spirito e la trama delle decine di spot o pubblicità progresso che da anni spiegano come è, cosa è l’omosessualità in tutte le sue declinazioni. Qui una selezione di alcune pubblicità. [...]

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