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Il Sanremo più gay friendly della storia. Vincitori e vinti

postato il 17 febbraio 2013

Marco Mengoni, con 'L'essenziale', è il vincitore di Sanremo 2013

Non esagero, questo è stato il Sanremo più gay friendly della storia. Non è ovviamente la prima volta che si parla di tematiche lgbt all’Ariston, ma quest’anno Fabio Fazio e Luciana Littizzetto hanno abbracciato la linea massima delle nostre rivendicazioni in materia di convivenza: matrimonio, chiaro e tondo, non certo “presidi giuridici” o altre pervertite definizioni per mantenere diverso ciò che in teoria dovrebbe assicurare uguaglianza. I due conduttori hanno detto, o permesso di dire, tutte le parole giuste, senza costruire ad arte nessuna polemica, senza contraddittorio. Non finiremo mai di ricordare che i diritti umani non sono controversi, non hanno bisogno di un’altra campana. Non c’è niente da discutere. Non c’è stata la furbizia di Paolo Bonolis che accolse la sensazionalistica Luca era gay per poi invitare per par condicio Roberto Benigni a leggere (magnificamente) la lettera di Oscar Wilde al suo amato, dando un colpo al cerchio e uno alla botte. Venne incontro agli omofobi da una parte e ai gay & friendly dall’altra, congelando qualsiasi evoluzione e confermando Sanremo un tempio del conservatorismo sociale e dello “scandalismo”, naturalmente.

Quest’anno non ci sono stati questi mezzucci, ma un messaggio univoco e forte

Semplicemente, sul palco ci sono stati due ragazzi che hanno clamorosamente dichiarato di amarsi da undici anni e sono riusciti a far capire, senza parlare, che il vero scandalo sta nel fatto che in Italia il loro matrimonio non è permesso.
C’è stata una canzone d’amore gay, Il postino (amami uomo), in cui finalmente nessuno si sente sbagliato, si punisce, si lascia accarezzare come un gatto, si strappalacrima, ma anzi ama con fierezza, sensualità e un pizzico di giocosità.
C’è stata la Littizzetto che, vestita da Caterina Caselli, sgancia la battuta:  “Mi sento a mio agio come Giovanardi sul carro del gay Pride“. Rivoluzione dell’ironia, a essere sbeffeggiato non è più il gay ma l’omofobo. Qui è proprio la condanna all’omofobia il perno del meccanismo comico che fa scattare la civile presa di distanza – una delle più antiche funzioni della risata che, secondo chi prende di mira, include o esclude, condanna e abbraccia.

Certo, nella serata finale, quando Fabio Fazio abbraccia il campione di rugby Castrogiovanni, Luciana Littizzetto apostrofa Fazio con un maldestro “Finocchio” di gelosia, rovesciando un po’ del brodo di giuggiole che ci avevano servito. Nessuno è perfetto.

Nessuno, nonostante le buone intenzioni, è immune da cadute di stile, a volte anche inconsapevoli. Un esempio. Troppe volte sentiamo gli stessi gay riferirsi a un altro gay al femminile con intento a volte  camp per fare ironia sugli stereotipi sessisti che opprimono tutti, ma il più delle volte con intento dispregiativo, probabile indice di una più o meno forte omonegatività interiorizzata, che vuole sminuire un uomo dandogli della donna, sottintendendo quindi che la donna è meno di un uomo. Ma se è difficile depurarsi completamente da tutti questi automatismi dovuti a mio avviso ad anni di pregiudizi inculcati e digeriti, basta sedersi a parlare e a riflettere per farli fuori, come la Littizzetto fa nel suo monologo contro la violenza sulle donne e contro la violenza sull’amore:

San Valentino è la festa dell’amore, declinato in tutte le sue forme. L’amore delle persone che si amano, anche delle donne che amano le donne e degli uomini che amano gli uomini. Ma che ci interessa quello che fanno a letto? L’importante è che le persone si vogliano bene, è quello che conta, no? Pensate che bello sarebbe vivere in un Paese dove tutti i diritti fossero riconosciuti, ma non solo i diritti dei soldi, anche quelli dell’anima, quelli che mi dicono che posso vegliare la persona che ho amato per anni in un letto d’ospedale senza nessuno che mi cacci via perché non siamo parenti. (applauso) [Dal minuto 5:50].

Un’ultima cosa e poi parliamo delle canzoni e di ciò che ci ha fatto ridere fino a sentire dolore agli zigomi. Non cerco polemiche e non lancio accuse, vorrei solo invitare a una pacata e costruttiva riflessione. Da parte di alcune testate, blogger o semplici utenti dei social network l’apparizione sul palco dell’Ariston di Stefano e Federico è stata commentata con titoli come “Rai1 censura bacio gay”, “Eliminati i riferimenti al sesso” o reazioni simili, come se quella fosse la notizia e non “Rai1 sposa i diritti gay davanti a milioni di spettatori”. Anch’io avevo notato la differenza rispetto al video in rete, ma in questo caso c’era molto, molto più da prendere e portare a casa. In questo blog non sono mai stato tenero con nessuno. Quando c’è stato da criticare, l’ho fatto duramente. Posto che ognuno commenta e dà le notizie come vuole e nel modo che ritiene più efficace, la mia opinione è questa: abbiamo in parte perso un’occasione. Qui c’era da celebrare una vittoria compatti, ottenendo una moltiplicazione del messaggio, e non da sottolineare supposte macanze. In questo particolare caso, vedere questi due ragazzi baciarsi sarebbe stato certo bello, ma questo, o sapere che hanno fatto sesso (dopo 11 anni insieme dovrebbe essere scontato!) non mi sembra il fulcro della questione, mentre parlare di matrimonio per tutti, quello sì, lo è, e per molti italiani e politici purtroppo non è affatto scontato.

Forse a volte, bombardati da tanto schifo, ci è difficile sapere quali sono gli amici e come si coltivano: mentre osanniamo la stracattolica Cuccarini e smolliamo pegasi d’oro alla Zanicchi che si rivela contraria ai nostri diritti, a Fazio è arrivato un grazie ufficiale da parte di qualche associazione? Può darsi di sì, ma non ne ho letto, rettificatemi se sbaglio. Forse non ci è chiaro come si costruisce il consenso e un’immagine vincente.

Ok, sono quasi le tre, perciò come quando ho iniziato 5 giorni fa questa pazzia invoco il dio della sintesi e la vergine piangente della battuta sferzante per raccontarvi tutto quello che è successo nelle ultime tre serate del festival…

Ha vinto Renzo Rubino

Marco Mengoni vince Sanremo con L’essenziale, scritta da Mengoni e Roberto Casalino, guarda caso la preferita dal nostro gruppo d’ascolto (qui potete vedere il video ufficiale). Fin qui tutto bene. Nota dolente gli altri classificati classificati. Quando ho saputo che Se si potesse non morire dei Modà era uno dei tre pezzi finalisti, quasi non mi importava più chi avrebbe vinto: per me la musica italiana era morta. Per fortuna, almeno, gli Elio e le storie tese a sorpresa si aggiudicano il secondo posto per una non-canzone geniale, un bel pezzo di cabaret, anche se la sua voluta monotonia so già che al decimo ascolto me la farà cancellare dal mio Ipod.

Un breve cenno alla questione della presunta omosessualità di Mengoni, che com’era scontato è uscita anche in alcuni commenti. Premetto che per me Mengoni ha diritto di vivere la sua vita come crede, se sia gay, etero o bisessuale, non ne ho idea, può dirlo o non dirlo, può eventualmente se vuole dare il suo corpo e prestazioni sessuali per migliorare la sua carriera o non farlo, non siamo noi a decidere per lui. Ognuno ha i suoi tempi. Noi stessi non l’abbiamo detto ai nostri genitori, amici, datori di lavoro ecc., finché non l’abbiamo capito, maturato, finché non siamo stati pronti. A volte smentivamo di fronte alle evidenze. Ma io amavo Tiziano Ferro anche prima che facesse coming out, sia chiaro. È vero però che dopo ho deciso di sposarlo. Me l’ha insegnato proprio questo blog: ogni coming out in più è anche un passo in avanti per tutti. Se sei una persona pubblica, poi, a volte può essere un balzo. Come sempre, non esistono scelte completamente individuali. Quello che facciamo riguarda sia noi sia gli altri.

Per quanto riguarda i giovani, ai più attenti tra voi non sarà sfuggito che facevamo velatamente il tifo per Renzo Rubino. Che non ha vinto Sanremo. Ma ha vinto Sanremo. No, non nel senso scontato e consolatorio che è il vincitore morale, o la vera scoperta di quest’edizione. Intendo proprio letteralmente, numeri alla mano.

Analizziamo infatti nel dettaglio come sono andate le votazioni nella categoria dei Giovani. Ecco le percentuali del pubblico: 30,19% Rubino con Il postino (amami uomo), 30,18% Porceddu con In equilibrio e 28,11% Maggio con Mi servirebbe sapere. Poi arriva la giuria di qualità e il risultato viene capovolto dando a Maggio 43% e a Rubino (vincitore del premio della critica “Mia Martini”) un misero 8%. Certo, forse la canzone di Rubino la giuria di qualità l’ha ritenuta di qualità inferiore a quella di Maggio, ma visto che Mi servirebbe sapere è praticamente una canzone mononota, ma anche monotesto, che ripete masochisticamente fino allo strazio la frase “Farmi male” seguita dal significativo Porompompomporo pompomporo pompopo’, un dubbio mi viene. Forse invece gli italiani votanti sono pronti alla vittoria di una canzone gay a Sanremo, gli italiani votanti sono pronti ai matrimoni per tutti, ma i giudicanti no.

Qui il video della sua canzone nella serata del 13/2. È sotto gli occhi di tutti che la performance di Rubino è stata quella accolta con più calore dal pubblico sanremese. Il fatto che anch’io lo abbia molto apprezzato, abbia apprezzato la qualità della sua interpretazione e il valore aggiunto della tematica, mi han fatto guardare con simpatia questo video in cui gioca ad imitare il mio futuro marito.


L’altro Sanremo, quello tutto divertente: gruppi d’ascolto e le migliori battute su fb

Eravamo tantissimi a commentare la diretta sulla pagina facebook di VSTF, vecchi e nuovi lettori del blog, fan di cantanti, schiavi della battuta. Tutti cattivi al punto giusto ma con la classe che ci contraddistingue, un po’ romantici per tradizione, sarcastici per filosofia di vita. Di seguito il resoconto delle ultime tre puntate del Festival attraverso questo particolare ed esilarante punto di vista. Parafrasando Hitchcock, è un po’ come vedersi Sanremo, ma senza le parti noiose. E se a volte siamo stati troppo cattivi rispondo con le parole di Andrea S. C.: non siamo iene, siamo dei cultori della musica che seguono Sanremo per la stessa ragione per la quale un coltivatore di canne da zucchero seguirebbe una conferenza sull’aspartame.

N.B. Gli autori delle battute sono riportati con il nome e solo l’iniziale del cognome per privacy, ma chiunque volesse apparire per esteso, basta chiedere e avrà il suo nome scolpito eternamente nei pixel del blog. [Presto un altro aggiornamento con ulteriori battute prese dalla visione della Finale]

Io: “La Littizzetto che canta è delicata come quando parla di walter e iolanda.”

Io: “Oddio la Molinari con Cincotti, signore mio, ora ricominciano a saltare come due indemoniati…

Qualcuno ha coraggio di dire che questa canzone è bella? Fatti avanti…”

Martina U.: “Ma perché non sapevo della loro esistenza prima di due giorni fa? Ma chi sono?”

Marina M. T.: “Non importa, domani li avremo dimenticati.”

Stefano T.: “Molinari – Cincotti… L’incubo di molti.”

Io: “Stanotte ho sognato che Cincotti mi usava come pianoforte e la Molinari mi jazzava in faccia.”

 

Io: “Vai Mengoni, almeno lui canta!!”

Claudia B.: “Mengoni. Un tripudio di sudore e sputi ma la canzone mi piaciucchia.”

Io: “Non è il mondo a cadere a pezzi, sono i suoi capelli.”

 

Vaiiii. Elio, hanno aggiunto centimetri alla testa?

Andrea S. C.: “Sento che la canzone mononota sarà la nuova Cara ti amo, nel senso che la potrebbero far durare anni ai concerti.”

Io: “Sì ma dopo 30 35 minuti credo che potrebbe risultare ridondante.”

Andrea S. C.: “Dipende da ciò che ti fumi ai concerti di Elio… io a volte sto così bene che li scambio per  Cranberries.”

Matteo Marino: “Ma i centimetri di testa sono cresciuti puntata dopo puntata in vista dell’apparizione di Rocco Siffredi?”

 

Io: “Malika Ayane… Ieri siamo stati cattivi. Oggi?”

Rolando R. A.: “A parte che sembra le Nielsen in Conan.”

Andrea S. C.: “Oggi è ancora di più pornodiva moldava che gesticola cose a caso causa sifilide incipiente… però… però, come fa lei le canzoni per l’Orogel, nessuna mai.”

Domenico L.: “Oggi è più aliena di ieri, dobbiamo riconoscerglielo.”

Andrea S. C.: “Sabato canterà in diretta dall’area 51.”

Io: “Non lo so, risentendola, quasi mi piace. Quasi!”

Andrea S. C.: “Matteo, ti sei perso: Simona Molinari vestita come una battona sul Titanic, Malika Ayane strafatta di botox che vortica le mani a Sanremo e produce uragani in Islanda.”

 

Io: “Marta sui tubi o tubi dentro Marta, questo è il problema.”

Andrea S. C.: “Loro mi piacciono, ma il cantante ha un viso che mi ricorda il pube di Hitler.”

Luca C.: “Marta intubata!”

Io: “Le vacanze romane di Marta sui tubi.”

 

Io: “Chiara. Iva Zanicchi la morte ti fa bella…”

Matteo Marino: “Oddio, mi sono appisolato per la noia della canzone di Chiara e ho avuto l’incubo che Simona Molinari aveva vinto Sanremo.”

Fabio M.: “Se vince la Molinari mi spoglio nudo e corro in tangenziale.”

 

Io: “Ospite Baggio. Che succede? Sto guardando il calcio? Non m’era mai successo, fatela breve o do di matto…”

Io: “Ma non potevamo aspettare che morisse per fare tutto questo?”

Rolando R. A.: “Lo sbadiglio è d’obbligo.”

Matteo Marino: “Basta parlare e cantaci Holly e Benji!”

Io: “Non ho capito, ma Baggio ha vinto un Nobel per la pace per aver fatto del turismo sessuale?”

Io: “Chi è andato al bagno durante Baggio e poi s’è dovuto vedere tutta la pubblicità alzi la mano. Io sto alzando la mano.

 

Io: “Gazzè va, me piaci…”

Andrea S. C.: “Io so solo che c’è un’intera generazione di cantanti che ha un forte bisogno di logopedisti bravi.”

Io: “Gazzè. Un cantante con smalto.”

Claudia B.: “Lo smalto è quello di Nada originale.”

Beatrice B.: “Ma che giacca c’ha?????”

Claudia B.: “Lo smalto è quello di Nada originale.”

Io: “Gazzè in camerino s’è sdraiato su un pappagallo.”

Valeria Tzn L.: Ma che ha? Un pavone spiaccicato sul vestito?”

Claudia B.: “É la canzone con più esse zeppate che abbia mai sentito, neanche Jovanotti avrebbe osato tanto.”

 

Io: “Annalisa. Maria De Filippi sta urlando contro i lavoratori del call center di cui è proprietaria”

Claudia B.: “Le wiiinnks.”

Rolando R. A.: “Dai non è male nell’insieme. Almeno canticchia

Daniela M. “Vi prego, fermate il suo costumistaaaaaaaaaaaaa!!!”

Io: “Emma canta per Annalisa che canta Per Elisa.”

 

Io: “Maria Nazionale o Marijuana Italia…”

Domenico L.: “Sì, vabbé ma quest’anno non c’è Gigi D’Alessio ma deve esserci sempre quel marchio Terronico (IO SONO UN FIERO TERRONE precisiamo).”

Rolando R. A: “Ecco una cantante vera. Alla faccia di tutti quegli altri bimbiminkia di varie età che credono di saperlo fare. E anche l’arrangiamento, semplicissimo, ha un suo spessore.”

Claudia B.: “Ma sì, un po’ di tette, e che solo orsi e Mengoni.”

Andrea S. C.: “Ma sbaglio o c’è qualcosa di My way e tutto il resto è la colonna sonora di Mercatone uno di Casoria nord?”

Io: “Maria Nazionale, che fumava le nazionali al tempo in cui vinse Perdere l’amore.”

Stefano T: “È brava, anche se quando dice “voia” al posto di “voglia” mi viene la pelle d’oca.”

 

Io: “Cristicchi, qui le battute sui capelli sono vietate, impegnatevi…”

Matteo Marino: “Ma è uguale a Le cose che abbiamo in comune sono tremilaseicentocinquanta….”

Angelo R.: “Neanche in campagna la domenica si vestivano cosi.”

Io: “Una pelle come quella di Cristicchi mi viene solo se mi faccio lo scrub con le pasticche Finish per la lavastoviglie.”

Ginevra C.: “Non è l’unico con questa storia della morte, pure i Modà hanno una canzone che parla di lui che sta più di qua che di là.”

Marianna D’A.: “Lui mi piace, riesce sempre ad emozionarmi, anche se gli raserei i capelli mentre dorme.”

Io: “A me piace tanto Cristicchi, però un po’ deve cantare, così non vale”

Matteo Marino: “Correggo l’impressione dell’altra volta, Cristicchi è un incrocio tra Marzullo e Quentin Tarantino in Django.”

Io: “Cristicchi. Un altro allegrone. Ma che è stasera Zelig”

 

Io: “Modà con Se si potesse non morire. No no, segui la luce in fondo al tunnel…”

Andrea S. C.: “Lui è l’urlo di Munch.”

Andrea S. C.: “Ma il testo è di Moccia?”

Domenico L: “I Modà. Ho paura… sono solo ed è colpa di Claudia se ora ho questa fobia.”

“Questo testo è pietoso, più scontato di così non si può”

Matteo Marino: “Per usare una metafora, una vera merda.”

Andrea S. C.: “Ho sentito ieri una cosa in un laboratorio che mi ha ricordato la canzone dei Modà: un campionamento random del suono di una ameba che divora un paramecio su base di Wagner al contrario.”

Fabio M.: “Se si potesse non sentire (‘sta canzone).”

Io: “Modà, io che non vivo, se potessi non morire…azz”

Andrea S. C.: “Ma perché i matti sparano a gente come Lennon e nessuno neppure investe con il motorino uno così?”

 

Io: “Daniele Silvestri, oh oh mi è sembrato di vedere un gatto. Madonna che stronzata!”

Andrea S. C.: “È talmente inascoltabile che, prevedendo che la gente avrebbe tolto l’audio… vabbè, continuate voi la frase che è facile.”

Sergio M. “Esteticamente però si è fatto più caruccio.”

Andrea S. C.: “Ragazzi, non è lui che migliora, è la nostra vista che invecchia.”

Io: “Daniele Silvestri è sempre grande, ma perché quest’anno è così triste?”

Andrea S. C.: “Fievel sbarca a Sanremo.”

 

Io: “Almamegretta, non dico di cambiare vestiti ogni pubblicità come si usa a Sanremo, ma almeno da una puntata all’altra!”

Rolando R. A. “C’è la crisi. Ma fare l’attore porno invece, che sono sicuro avrebbe più successo?”

Andrea S. C.: “Vorrei dire ai non napoletani che io, in quanto napoletano, non capisco una beneamata mazza di quello che rutta Raiz.”

Andrea S. C.: “Comunque quello del linguaggio dei segni stava meglio sugli Almamegretta.”

 

Io: “Raphael Gualazzi, nooooooo politica, viaaaa.”

Rolando Rollo A.: “Ma è il sosia di Renzi? Che a sua volta è il sosia di Mr. Bean?”

Io: “Raphael Gualazzi. Vediamo se canta con gli occhi chiusi anche Luce.”

Andrea S. C.: “Anni fa c’era un bambino davanti casa mia che la cantava a squarciagola dal balcone e diceva “fuoco e fiamme dagli occhiiii”…. adorabile.”

Andrea S. C.: “A giudicare dalle espressioni che fa, fare sesso con lui deve essere un’esperienza traumatica… umida, rumorosa e traumatica.”

Tony M.: “Sta stuprando la canzone.”

Varie

Io: “Porceddu. Bella la nuova canzone di Pierangelo Bertoli e i Tazenda.”

Io: “No ragazzi, mentre c’è Al Bano io tolgo il volume e mi faccio una partita a Ruzzle.”

Andrea S. C.: “Pare che canterà con Ilenia.”

Io: “Ragazzi, ma stanno facendo tutti schifo. Fare battute cattive su di loro è sparare alla croce rossa dopo che avevi riempito di dinamite.”

Andrea S. C.: “Ma infatti non sono neanche battute, sono amare constatazioni.”

Claudia B.: “Per me San Remo lo vince pinguino Elio.”

Rolando R. A.: “Credevo fosse il pavimento che saliva all’improvviso ed invece sono i miei testicoli che sono precipitati in basso. Non ce la posso fare.”

Daniela T.: “Domanda: ma qualcuno che, non dico vi piaccia, ma minimamente sopportiate, esiste?”

Io: “Sì, ma tutti sono criticabili.”

Andrea S. C.: “Il mio psichiatra dice che devo esternare l’odio altrimenti rischio di finire di nuovo ai domiciliari.”

Andrea S. C.: “A breve sul palco: Loredana Bertè che piange la sorella e spiega come i tennisti le abbiano distrutto la vita; poi, Paolo Limiti con Floradora che fa una fellatio a Rocco Siffredi; poi, Sibilla che canta Oppio; poi, i cassaintegrati dell’Alfa Romeo che fanno il coro alle ceneri di Giuni Russo ed infine Lorella Cuccarini che canta la segreteria telefonica di Acea energia.”

Io: “Oddio parla di Modugno, non è che riesce Beppe Fiorello. Basta eh.”

Per leggere il resoconto della prima puntata clicca qui

Per leggere il resoconto della seconda puntata clicca qui

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7 commenti

3 pings

  1. cristiano says:

    non sono riuscito a leggere tutto

  2. giovanna says:

    Non per nulla è il primo sanremo che ho visto dopo 15anni… da “spettatrice fedele” di chetempochefa/vieniviaconme/quellochenonho mi aspettavo qualcosa di buono da Fazio e, nonostante momenti di tragica noia e canzoni da mozzarella alle ginocchia, in fin dei conti non mi ha deluso. Bello che la Littizetto sia stata una persona e non una valletta (anche se ancora non mi spiego il ruolo della Lagerbach a chetempochefa…) e perfetto il ribaltamento di “ecco l’uomo del festivaaaal! come sei beeeeloooo! che spettacoloooo!” in cui meglio di mille parole è stato spiegato cosa vuol dire donna-in-tv.
    L’unico momento di vero orrore è stato Bisio con il suo “masci, femmine… e gli altri, ahah ci siete cascati” -_- terrificantissimo. mi sento il cervello sporco solo a pensarci.
    ma pazienza, tra pro e contro cavolo che sì: assolutamente un festival gay&gino-friendly (perché non solo è stato decente con la questione gay, ma anche con le donne)
    evvai! viva la rivoluzione morbida e perbenino di fazio ;-)

  3. freedog says:

    a propò del Meng(hi)oni..
    http://youtu.be/rxYEHie2p3c

  4. Claudia says:

    Ma Rubino lo fa benissimo Tiziano Ferro!!! e pure Liga ma che si è mangiato Rock Feller

  5. Andrea S. C. says:

    porca puttana, letti tutti insieme… sono una persona detestabile! E sono anche in un periodo buono della mia vita

    1. Andrea Bordoni says:

      Letti tutti insieme si consolida il fatto che sei il mio mito!

      1. Andrea S. C. says:

        troppo onore… troppo… troppi puntini sospensivi… troppi… poche cose da aggiungere…. troppe

  1. Il festival di Sanremo più gay friendly della storia | OKGAY says:

    [...] l’intervento si forumizza e comincia la loro, personale, visione dei cantanti, uno per uno. Non si salva (si fa per dire) [...]

  2. Italia Gay » Il festival di Sanremo più gay friendly della storia says:

    [...] l’intervento si forumizza e comincia la loro, personale, visione dei cantanti, uno per uno. Non si salva (si fa per dire) [...]

  3. Il Sanremo più gay friendly della storia. Vincitori e vinti | Gay Italia | Scoop.it says:

    [...] Il Festival visto con un occhio lgbt e un occhio all’altro Sanremo, quello tutto divertente: grazie ai gruppi d’ascolto e alle vostre battute su fb, questo resoconto è come (ri)vedersi Sanremo, ma senza la noia…  [...]

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