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Il problema più grande per gli omosessuali in Italia oggi: il traffico

ri-postato il 23 settembre 2013
postato il 20 settembre 2011

Oggi gli omosessuali più che mai combattono per i loro diritti, ci mettono la faccia, scendono in piazza, smuovono facebook, creano rivoluzioni mediatiche, tutto per ottenere ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento. Voi sapete a cosa mi riferisco: avere più concerti di Madonna e Lady Gaga in Italia. Noi però siamo intelligenti e capiamo anche che le due artiste hanno molti impegni internazionali, non si può chiedere troppo. C’è addirittura tra noi chi preferisce altri generi musicali, perciò questo non può essere il primo obiettivo da perseguire.
Ma c’è un’altra cosa per cui l’Italia è conosciuta in tutto il mondo, e questa è veramente una piaga grave per gli omosessuali, che non si riesce a risolvere, mi avete già capito… è il calcio. Troppo calcio in questa società. Troppo. Ma alla fine anche questo riusciamo a superarlo, e anche se non tutti lo sanno c’è chi tra noi lo ama e addirittura lo pratica: non tutti i gay sono uguali.
Il fatto è che c’è una terza e più grave di queste piaghe, questa sì che ci accomuna tutti e fa sembrare l’Italia la ruota di scorta dell’Europa. Sto parlando di qualcosa che ci impedisce di vivere in pace. Potremmo risolverla con un parlamento migliore, questa situazione che tutti conosciamo, che ci rende inutili, ci blocca. Avete capito, mi vergogno a dirlo: è il traffico!

È finito agosto, con le sue strade roventi e deserte, quando puoi sfrecciare a tutta velocità su vie che di solito percorri talmente piano da poter contare le cicche delle sigarette vicino al marciapiede. Ed è già inoltrato settembre, il mese in cui tutti torniamo dalle ferie, le scuole ricominciano, le strade si rifanno caotiche. Sei isterico perché qualche giorno prima stavi sdraiato in spiaggia su un lettino carissimo, beatamente rilassato, e ora sei in ritardo, non ti spieghi perché non sei uscito qualche minuto prima. Sono tante le cose di cui non ti rendi conto. Per esempio…
Perché quella vecchietta davanti a te, che non ti fa passare, pur avendo centododici anni e una cecità del 90 per cento ha ancora la patente e guida sorridendo? Perché quella mamma accompagna il figlio a scuola (e sono i primi giorni) stressata come lo facesse dalla sua vita precedente, con la sigaretta in bocca come una moderna Clint Eastwood, alla guida di un grosso SUV? Il bambino è piccolissimo, e la mamma con quell’auto potrebbe accompagnare all’asilo un rinoceronte. Parcheggia in doppia fila bloccando il traffico e se la costringono a fare retromarcia è finita… lei sa andare solo in avanti!
Viva le mamme con la Panda. Sono certo che loro volendo sanno guidare come Vin Diesel in Fast & Furious.

Una cosa invece che mi piace sono i nonni volontari che aiutano ad attraversare la strada di fronte alle scuole. Ti fermano con le loro palette e un’espressione minacciosa come a dire: “Non ucciderai i miei nipotini!”. E anche se i ragazzini non sono riconoscenti, veramente gli salvano la vita, dato che attraversano per lo più alla cieca giocando con la loro Psp. Poveri nonni, non se lo spiegano, chiedono ai bambini di mettere via quel misterioso oggetto. I piccoli si arrabbiano e tentano di fargli capire che sono in un momento in cui non possono abbandonare, anche a costo della vita, perché stanno per superare il livello o non hanno raggiunto il checkpoint. Gli agitano la Psp davanti e i nonni spaventati la scambiano per un’arma, tipo un phaser di Star Trek, e sanno, dato che conoscono la cattiveria dei bambini delle elementari, che non è detto sia caricato solo su stordimento.

Per questi e altri motivi non uso mai l’auto a Roma. È da quando avevo quattordici anni che vado in scooter. Adesso ho uno splendido Sh dell’Honda, ok costoso, ma non ti lascia mai per strada. Prima avevo una copia dell’Sh, il Kimco People 200 (un mio amico lo aveva ribattezzato il motorino della Chicco), una fregatura madornale, chiedi a chiunque ne possiede o ne ha posseduto uno. Quando piove ti si accendono gli abbaglianti e non li puoi più spegnere, il contachilometri si rompe una volta al mese, eccetera eccetera. Io non sono un grande intenditore di motori, ma una cara amica lesbica mi ha detto che l’unica cosa che ha il Kimco più dell’Sh sono i freni migliori, non sto a discutere. Comunque il Kimco è solo uno dei tanti motorini scopiazzati dall’Honda Sh che vanno in giro, al punto che ormai con gli amici non ne impariamo più i nomi, li chiamiamo tutti i “Truffhonda”. Gli italiani comprano tutti scooter simili, gli unici a comprare motorini dai culoni enormi e design discutibili sono gli orientali, i filippini in particolare alimentano questo mercato. Li vedi su modelli spaventosi che non si sa dove li prendono. Ma viva la diversità!

Il mio scooter si chiama SettediNove, è una lunga storia. Ok, ve la racconto. Qualche tempo fa ho avuto un incidente stradale. Ve ne parlo perché poi alla fine è andato tutto bene. Una piccola Smart tenta, senza freccia su linea continua, un’inversione a U. Non mi vede e mi spazza via. Il manubrio del mio Sh mi si conficca nell’inguine, faccio un paio di classici rotoloni sull’asfalto da stuntman hollywoodiano (addio magliettina della Lacoste) e rimango steso a terra dolorante. Accorrono le persone che mi chiedono se sto bene. Una dottoressa che passa di là mi assiste. Io sono sdraiato supino e non riesco a muovermi. Poi di colpo mi si affaccia sulla testa Tiziano Ferro. No, magari, scherzo. Mi si affaccia un ragazzinetto, il guidatore della Smart, e mi dice, testuali parole: “Scusa non t’ho visto, stavo ar cellulare e m’hanno fatto incazza’”. Vi giuro non invento, la frase è nero su bianco sul verbale di polizia steso in seguito, sul quale scopro anche che il ragazzo era un diciassettenne senza patente figlio di un facoltoso notaio romano. Arriva l’ambulanza, mi porta via. Durante il viaggio a sirene spiegate voglio chiamare i miei genitori, ma non mi tolgono il casco. Ci faccio parlare la paramedica straniera che mi sta vicino. È restia, non parla bene italiano. Poi chiama. Mia madre risponde e le dice solo: “Siamo su un’ambulanza, abbiamo suo figlio!”. Mia madre scoppia in lacrime e rischia l’infarto. Io sbarro gli occhi, con tutto il dolore prendo il telefono e me lo infilo nel casco, tirando fuori la mia voce più tranquilla: “Sto bene, non è successo nulla, un graffietto…”. Poi tutto si è sistemato! Comunque questo per dire che durante l’incidente ho avuto un’illuminazione: non sarei morto e nella mia vita avrei avuto in totale nove motorini. Quindi, visto che questo era il settimo (quattro me li hanno rubati), è diventato SettediNove.

Nonostante quello che può sembrare a prima vista, il problema del traffico non riguarda solo gli omosessuali, ma tutti i cittadini. Ci saranno sempre quelli che se ne infischiano perché non sono problemi loro: “Io lavoro a casa”, “Io prendo la metro”. Ma a prendere la macchina o il motorino potrebbero essere i nostri amici, i nostri figli. Una società che tollera il traffico è una società che fa male a tutti, ispira incidenti e litigi sulle strade. La cosa più grave riguarda tutte quelle persone che vivono il problema del traffico in prima persona ma poi non fanno nulla per far finire questo schifo, anzi: le compagnie petrolifere che si vogliono arricchire (il gioco di prima-seconda-prima consuma non poco), i pubblicitari che vedono nel viaggiare spediti un ostacolo alla lettura dei cartelloni per le strade, le amministrazioni comunali che aizzano i vigili a riempirci di multe… Poi però si ritrovano nel traffico anche loro e soffrono. Poveri ipocriti. Vivono alle spalle di tutti noi che contrastiamo il traffico apertamente, giudicandolo per quello che è. E il traffico ci fa sembrare malati (con tutto il carico di stress, inquinamento, cattivo umore), quando è lui la vera malattia, tutti gli studi scientifici ufficiali dicono che il traffico è sbagliato. Beh, noi gay continueremo a combattere contro l’omofob… ehm… contro il traffico. Tutti meritiamo di sfrecciare liberi, è un nostro diritto.

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12 commenti

  1. cri&cro says:

    il titolo è fantastico!la mia fidanzata si ciba tutti i giorni 2 volte al giorno la tangenziale (romanord-s.giovanni-romanord la mattina e poi la sera il contrario) per stare un po’ insieme.va detto che il traffico ha anche i suoi pro,in macchina ovviamente..ciao!

  2. claudio says:

    ma almeno riesci a rimorchiare con queste formidabili stronzate??:) ti adoro ciao!

  3. Marco P says:

    Ciao Andre’.
    Era un bel po’ di tempo che non mi cimentavo nella lettura del tuo blog…(un po’ per pura pigrizia, un po’ perche’, da quando Buddy, il mio welsh terrier, e’ entrato a far parte della nostra vita, il mio caro Macintosh e’ inevitabilmente passato in secondo piano..) e devo dire che non avrei potuto scegliere un post migliore per interrompere il digiuno…mi hai, infatti, stampato il sorriso in faccia in piu’ di un’occasione.
    Devo dire che, essendomi subito reso conto del simpatico riferimento allo zio cocainomane di Johnny Stecchino, non ho potuto resistere alla tentazione di leggere tutto l’articolo con un improvvisato accento siciliano…Miiiiiiinchia
    Beh, il tema del traffico credo accomuni un po’ tutti, a prescindere da religioni, razze o orientamenti sessuali ed e’ veramente una piaga che difficilmente verra’ sradicata…
    Ed anche io, come te, ho per molto tempo adottato la tattica delle due ruote per cercare di ovviare al problema.
    Ora, e’ vero che qui a Londra abbiamo un sistema metropolitano con i “cosiddetti”, puntuale ed efficace, ma e’ anche vero che anche l’eccezionale Underground si porta appresso un paio di “contro” un po’ antipatici (tra cui lo smog ed il fatto che gli indelebili attacchi terroristici del 2005 ti portano sempre, volente o nolente, a sospettare che il tipo seduto accanto a te, con uno zainetto sulla spalla e lo sguardo perso nel vuoto, possa essere un estremista islamico con biglietto di sola andata…)
    Comunque, per molti anni il sottoscritto si e’ felicemente affidato alla Piaggio, con soddisfacenti risultati dal punto di vista del risparmio di tempo e di denaro, fino a giungere alla decisione, l’altr’anno, che lo scooter, benche’ capace di evitarmi lo stress del traffico e del parcheggio, non sarebbe in effetti stato l’ideale mezzo di trasporto per poter portare in giro insieme mia moglie e Buddy.
    Cosi, a malincuore, ho detto addio al mio CinquediCinque ed anche io ora faccio di nuovo parte del super-affollato club degli “stressati su quattro ruote”…
    Ovviamente ora, quando mi capita di restare intrappolato in un “traffic jam” mentre continuo a contare le cicche sul marciapiedi, le imprecazioni si sprecano, ma e’ anche vero che sotto la neve oppure un diluvio universale il mio pensiero vola diretto verso il mio caro Piaggio ed un sorriso soddisfatto mi si stampa in viso…

    Un caro abbraccio, e mi raccomando…drive safe :)

  4. Perrito says:

    Un caro saluto al tuo fedele SettediNove !

    1. Andrea Bordoni says:

      Ha detto di ringraziarti e di abbracciarti da parte sua, che lui non può!

  5. Bellobello says:

    Renzo Piano a chi gli chiedeva quanti posti auto avesse previsto per il Shard London Bridge (il grattacielo che sarà il più alto d’Europa) rispose: “70 posti auto, per i disabili; gli altri prenderanno i mezzi pubblici altrimenti si creerebbe un traffico eccessivo per raggiungere il grattacielo)”.

    Noi a Roma costruiamo un parcheggio sotto l’ara pacis.

    Culture differenti.

    Quando uso l’auto adotto il principio per cui quelli più grossi di me non la devono avere vinta, mentre a quelli come me o più piccoli destino cortesie (ok, passa, dai, ho la precedenza io ma passa). Il problema è che ho una ka… quindi sono sempre molto aggressivo (sul volante ho i segni della unghie).

    1. Emi says:

      Praticamente fai passare solo i moscerini!

  6. Emi says:

    Ebbene sì … lo confesso! Ho un Kicco People anche io!
    Non lo lego mai nella speranza che se lo freghino ma haime! i ladri hanno buon gusto.
    Ho cambiato ogni suo pezzo e ho sentito l’assurda teoria per cui il carburatore si era fottuto perchè “questi motorini li portano dalla Korea in nave e ci mettono un liquido nel carburatore per non farlo arrugginire”.
    Il contachilometri non funziona così non so mai a quanto vado e se mai trovassi qualcuno che se lo compra potrò dire che ha fatto poca strada solo 2400 Km (da quattro anni!).
    Se tornassi in dietro niente Truffonda ma solo SH tutta la vita.
    Emi
    PS vorrei avere un figlio solo per avere la scusa per comprarmi un SUV e passare sopra a tutte le Smart e le Minicar di Roma

    1. Andrea Bordoni says:

      hahahahahahahaha M’hai fatto ridere, Emi.

  7. OneBACo says:

    LOL!
    Per un attimo me la stavo per prendere (sai, internet aiuta ad inalberarsi per qualsiasi minchiata che potrebbe anche solo di striscio riguardarti)! Io non sono gay (anche se leggo questo blog, sto a dieta e cerco di rimettermi in forma, difendo i diritti di alcuni miei amici per avere le stesse cose che ho io e penso che Glee sia una bella serie Tv!!!), pare che vesto troppo male per esserlo e puzzo di etero lontano un miglio. Però cavolo con il traffico ci litigo pure io!

    Poi dopo poche righe era chiaro il messaggio! :)
    Per altro se posso mi muovo sempre in moto (MOTO, non scouter o maxiscouter o quello che è. Moto, cazzarola.) e detesto ed apprezzo le tue stesse categorie di utenti della strada.

    Btw l’altro giorno un tizio su megasuperSUV/Crossover/whatthefuckitscalled ha provato simpaticamente ha sdraiarmi perchè ho osato NON passare con il giallo.
    Probabilmente aveva ragione. E’ stato più rischioso così, visto che per poco non mi passava sopra. Vedi a rispettare la legge che ti succede?…

  8. Riccardo says:

    Alcuni gay il traffico lo sopportano solamente nei 3 mesi estivi, quando orde di turisti stile invasioni barbariche, scendono dal cosiddetto “continente” e invadono le strade delle vacanze. In questo caso i personaggi che si incontrano sono i più svariati: famigliole con la macchina carica quasi stessero emigrando, gruppi di giovani urlanti e cantanti, persone che partono bianche come il latte e tornano rosse come granchi. Quando poi torna settembre, tutto torna alla normalità e l’unico problema di noi cagliaritani non è il traffico (si magari trovi alcuni tratti dove rimani imbottigliato per massimo 10 minuti) ma IL PARCHEGGIO IN CENTRO !!!

  9. erica says:

    bello ! finalmente un po’ di ironia e non le solite lagne…sono una nonna con Panda 4×4 …pronta a tutto !!!quando vado ad accompagnare o a prendere il mio nipotino lascio la macchina lontana, arrivo nella zona ‘non parcheggio’ occupata tutta da macchinoni e mamme pronte ad andare al bar e mi sento una vecchia proletaria anche se non lo sono! Pensando a quello che hai scritto saprò che c’è chi mi pensa con rispetto ;-) )<3

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