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Il post post-EuroPride

postato il 14 giugno 2011

[UPDATE: galleria fotografica in fondo all'articolo]
Se un milione di persone ti dice che sei brutto, la tua autostima probabilmente inizia a vacillare. Se un milione di persone dice che l’Italia dei diritti negati è brutta, cara Italia, dagli ascolto, hai 150 anni ed è ora di rifarsi un po’ il look (magari seguendo i consigli della splendida, quasi tua coetanea Cher). Ma no, in fin dei conti non c’è bisogno di una plastica allo Stivale, è ancora davvero bello, basta solo che si rifacesse il Governo.
Se un milione di persone dice a Giovanardi, Buttiglione e Binetti di andarsene (dove, poi, lo sceglieranno loro, non voglio essere volgare), probabilmente ci dovrebbero andare. Se un milione di persone è smagliante, orgoglioso, innamorato, variegato, festoso e incazzato, probabilmente è un milione di persone gay o gay friendly all’EuroPride di Roma.

Il nostro striscione all'EuroPride 2011. Foto di Fab&Luc

C’è chi dice che eravamo proprio un milione, chi dice cinquecentomila, la sostanza non cambia: l’EuroPride 2011 è stato un successo strepitoso. Grazie a tutti voi, a tutti noi che eravamo presenti, e grazie anche a chi ci ha sostenuto a distanza. Eravamo tantissimi come non succedeva dal WorldPride del 2000. Siamo partiti da piazza dei Cinquecento, proprio davanti la tondeggiante e scavata statua di papa Wojtyla. Il tempo diceva pioggia, invece neanche una goccia, anzi un bel sole, siamo stati “graziati”, con buona pace di Pontifex che, nonostante si professi un sito cattolico, stava facendo pagane danze della pioggia. Graziati proprio come era successo ai fedeli poco tempo fa, il giorno della controversa beatificazione. Uguale. Non è che questo significa che, se Dio esiste, quantomeno ama allo stesso modo tutte le sue creature (perché, per dirla alla Germanotta, “God makes no mistakes”)? Non sia mai.

C’erano 40 carri coloratissimi e tanta umanità, che ho osservato da dietro il nostro striscione…

Muccassassinari, Mieli, Arcigay, Arcietero, orsoni, esseri mitologici con tartarughe al posto dell’addome, orgogliosi genitori di omosessuali (Agedo), orgogliosi genitori omosessuali (famiglie arcobaleno e rete genitori rainbow), gay credenti e atei gay friendly (UAAR), politici lo stretto indispensabile, gente travestita e gente spogliata, ragazze con un banale vestititino e ragazzi con jeans e maglietta, e tanti, tanti altri, tutti insieme a urlare a quest’Italia sorda: “Vogliamo pari diritti”. Soli, in coppia, o in gruppo, a marciare uniti per vedere riconosciuti i nostri affetti e i nostri progetti. A darci una mano c’è stata tutta l’Europa e anche gli Stati Uniti, con  l’impegno dell’Ambasciata americana a Roma e un bel messaggio del Segretario di Stato Hillary Clinton, che vale come risposta elegante e inappuntabile per ogni offesa omofoba abbaiata dai politici italiani in questo lungo anno: “I diritti umani sono diritti dei gay e i diritti dei gay sono diritti umani”.

Mi ha fatto ridere un tg Rai che la mattina del Pride annunciava qualcosa del tipo: «Gli organizzatori hanno detto che non ci saranno vetrine rotte». Come se il Gay Pride fosse stato mai violento. Come se alcuni uomini si truccassero e indossassero strass, parrucche e abiti da grand soirée allo scopo di non essere riconosciuti mentre fanno atti vandalici alla black block. Ve la immaginate una trans che mentre scaglia una pietra contro un negozio sorride divina al fotografo rivolgendogli il suo lato migliore?

Noi abbiamo sfilato con il nostro grande striscione con su scritto Voglio Sposare Tiziano Ferro in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo. Ecco cos’ha detto Il manifesto di noi (cliccate qui per leggere l’articolo) ed ecco cos’ho detto io a La Repubblica (e a Tiziano Ferro) in questa videointervista (dove tra l’altro potete vedere lo striscione in tutto il suo splendore):

Chi non ci conosceva leggeva ad alta voce la scritta Voglio sposare Tiziano Ferro, sorrideva, poi puntava la macchina fotografica e scattava. Altri dicevano: «No, proprio Tiziano Ferro? Puoi trovare di meglio!». Alcuni intendevano se stessi. Altri mi dicevano: «Anch’io lo voglio sposare!». In quel caso rispondevo di mettersi in fila, ma dietro. Ho incontrato molti lettori del blog, che sono venuti a stringermi la mano e a ringraziarmi. Ho ringraziato a mia volta e sorriso tranquillamente, ma lo ammetto, mi sono emozionato tanto e sono stato felice di vedere apprezzato il nostro lavoro, e di aver dato un volto a quelli che per mesi sono stati solo nomi o nick su internet.

Poi siamo arrivati al traguardo e lì ci aspettava Lady Gaga. Tra l’altro era la prima volta che la vedevo con un vestito vero (un modello vintage di Gianni Versace) invece di un sacco di poliestere fatto a casa sua, cucito con una spillatrice e scotch da pacchi, e naturalmente della spazzatura riciclata tra i capelli. Ma, a parte la facile ironia, anche quando è vestita di bolle, neanche fosse appena uscita dalla sua vasca da bagno, anche quando è vestita di fettine di manzo, neanche fosse stata appena contestata durante una braciolata del 4 luglio, lei è sempre in qualche modo originale ed efficace.
La sua presenza è stata un catalizzatore per l’attenzione dei media, che altrimenti si distraggono facilmente dalle cause importanti. A loro interessano più gli scandaletti, tanto che alcuni giornali, per bilanciare un paio di foto dell’EuroPride, hanno riservato uno spazio anche a una bella fotografia della contromanifestazione di Militia Christi, vale a dire una decina di fanatici, come si evince dall’immagine (quindi circa quattrocentonovantanovemilanovecentonovanta persone meno di noi, stando alla stima per difetto, non voglio infierire). Velo pietoso. L’intervento di Lady Gaga ha sicuramente aumentato il chiacchiericcio sul Pride, ma i principali tg, come da tradizione, sono rimasti comunque stitici sull’argomento.
Il discorso di Lady Gaga è stato politicamente impeccabile, commovente e arrabbiato, la sua voce al piano emozionante, soprattutto quando ha cantato Born This Way, che è già di per sé un manifesto per il mondo lgbt.

Che dire, una battaglia è stata vinta, ma la pace per noi arriverà solo il giorno in cui io sarò libero di sposare Tiziano Ferro, ovvero il giorno in cui ognuno di noi potrà sposare chi vuole.

Da sinistra: Matteo Marino, Stefano Ventura e Andrea Bordoni all'EuroPride 2011 (Foto di Fab&Luc)

Ecco la nostra galleria fotografica dell’EuroPride 2011!
Foto di Cla&Ser, Fab&Luc, Danieleclassic, Fabio Tiracchia, Elia Ceretta, e tanti altri amici.
La foto dello striscione è ovviamente del nostro Alessandro Mazziotti
Grazie a tutti




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24 commenti

  1. da Aido a Zapatero il mio blog ispanosocialista says:

    è in partenza quello Madrileno

    1. Steve says:

      Eh! a Spagna …!

    2. Andrea Bordoni says:

      Bello, mi piacerebbe proprio.

  2. Francesca says:

    Lady Gaga, stitichezza dei media e festa a parte.. non credete che i discorsi dei rappresentanti delle varie organizzazioni gay siano stati.. come dire … patetici???

    Per favore.. qualcuno mi dica che alla frase:
    “Berlusconi è stato capace di portare in Italia Gheddafi e noi invece abbiamo portato lady Gaga”, non ha applaudito….

    1. Steve says:

      non ho applaudito.

  3. Danilo Ruocco says:

    Bel post, complimenti!
    Io ero a Roma e ho partecipato sia alla Big Parade (magnifica), sia al discorso-miniconcerto di Lady Gaga. Lei è una vera papessa: sembrava proprio una celebrante con la sua gestualità controllata e ieratica.

  4. Moreno says:

    Complimenti ragazzi, non ho potuto esserci ma… i miei genitori erano in piazza in quel milione di persone in rappresentanza del mio compagno e mia!

    Piu’ di 10 anni fa ero su uno dei carri vestito dal Leone di Oz (quello del mago, non la serie piu’ sexy sul carcere): da allora di passi veramente importanti non se ne sono fatti purtroppo ma… dalla Svizzera si annusa aria di rinnovamento per l’Italia, speriamo di annusare bene.

    Che bello comunque vedere i colori di Roma e cosi’ tante persone che, nonostante tutto, vanno avanti e sorridono: non e’ facile rimanere colorati quando attorno si ha cosi’ tanto grigio.

    Keep on!

    1. Matteo Marino says:

      Eh eh, ciao carissimo Moreno!
      Ricordo bene il costume da Leone :-)
      Hai ragione, in 10 anni le cose non si sono mosse di un passo. Ma tra la gente qualcosa è cambiato. Sarà per questo, per questa aria di rinnovamento sempre più forte, che il governo italiano e la Chiesa diventano sempre più sistematicamente aggressivi nei nostri confronti? Chiamami ottimista o sognatore!

      Un grosso abbraccio!

  5. saroarci says:

    purtroppo nn sn potuto venire perchè avevo esami il giorno dopo e sono di catania..qndi un po’ difficile..ma una mia amica è venuta..e ovviamente le ho detto di salutarvi da parte mia se vi avesse incontrato.. ;D
    cmq..discorso di lady gaga stupendo..
    da etero posso dire che ha spiegato pienamente qll che penso..
    anche il fatto che mi si chiede sempre: ma se sei etero perchè ti batti così per i diritti gay?? ecco lei ha risposto nel migliore dei modi..
    grazie per continuare a portare avanti qst lotta..
    ancora complimenti..

    1. Steve says:

      Grazie a te e a tutte quelle e quelli che come te sanno cosa vuol dire un diritto negato, e che se nego un diritto a qualcuno lo sto negando a tutti.

  6. OneBACo says:

    Grandi!
    Ahimè non sono potuto essere lì, anche se Andrea mi aveva invitato ad venire, ma mi è toccato un appuntamento classico della tradizione etero: un addio al celibato.
    Ma dato che siamo un branco di Nerd, non siamo manco andati a vedere le donnine nude. No, vabbè.
    Ma ho seguito la cosa sui giornali online…

    Orgoglioso di voi, ragazzi e ragazze!

    1. Steve says:

      … a breve ci saranno anche gli “adii al celibato gay” … come saranno che dovremo fare? … e se invitassimo anche noi “donnine” semi-vestite per fare a gara di karaoke e lap-dance? …c’è tutta una tradizione da inventare :D

      Però ora sono curioso dell’addio al celibato nerd :)

  7. orkide says:

    bravissimi ragazzi

    1. Andrea Bordoni says:

      Un bacio, Orkide,
      grazie per il sostegno durante tutta la manifestazione. Sei stata grande anche tu. :-)

      1. Matteo Marino says:

        Orkide, sei stata fantastica! E’ stato bello sfilare con te accanto. Un bacione!

    2. Steve says:

      Sei stata una bellissima sorpresa!!!
      Grazie ancora!

      1. orkide says:

        siete gentili, grazie a voi che mi avete permesso accompagnarvi. tanti baci a miei amici

  8. Carlo Fabrini says:

    Vi ho pensato intensamente dalla lontana Germania ed é stato come se fossi li con voi.
    Andrea, se vuoi venire a partecipare al Gay Pride di Colonia fammi un fischio – tanto lo striscione in varie lingue é giá pronto :)
    ABBRACCIONE

  9. Andrea says:

    Bellissimo post… E che emozione il Pride! Anch’io vi ho perso nella folla e non sono riuscito a venirvi a salutare… Sarà per la prossima volta! Keep up the good work!

  10. valentina says:

    Questo post è meraviglios! Scritto benissimo.
    Per il resto non ci sono parole, sapete che io personalmente ero lì con voi col cuore e con la mente! Le foto sono bellissime, la seconda ancora di più.
    Se volete ve lo ripeto e sempre se volete verrò qui a dirvelo ogni giorno.

    SIETE MERAVIGLIOSIIIIIIII!!!!

  11. FrancescaZ. says:

    Ero con voi… anche se solo con il cuore!
    Gay, Lesbiche, Etero, Gay Friendly e chi più ne ha più ne metta sono solo etichette… ma sotto queste etichette ci sono persone con passioni, gusti e desideri!
    Non dobbiamo mai smettere di crederci, di sperare, di desiderare… e soprattutto di lottare! Lottare anche per le future generazioni…

    … e lottare perché la Concia la smetta di usare quegli orribili rossetti… -.-”

    Grandiosi!

  12. Mauro'N'B' says:

    ecco come ognuno vive il suo pride.
    eppure malgrado la conferma che sia qualcosa di irripetibile, viscerale e onestamente indescrivibile, il pride si stiracchia anch’esso stanco, affaticato quest’anno da un’organizzazione salvata (ma davvero) solo dall’intervento della gaga.
    forse abbiamo smesso di crederci? e perchè la presenza giovane per me rasenta il minimo?? chi porta avanti la sua battaglia, lo fa con costanza e autentico coraggio, ogni giorno, riservando al pride, la sua presenza allegra e discreta. eppure conosco tanti, che un pride lo fanno quotidianamente, più dei lustrini e dei cotonati capelli.
    forse, è stato un bel pride, ma non indimenticabile. ed è quello che abbiamo bisogno invece: che certe richieste, che certe speranze, che certi diritti (legittimi) non vadano dimenticati. molto colore, ma poco calore e il pride è (o dovrebbe o potrebbe essere…) un pò un giorno nella scuola di vita gay e una lezione importante su quello che siamo e su dove stiamo andando.

  13. Fabio says:

    Caro Andrea, mi spiace non essere stato tra quelli che sono riusciti a stringerti la mano…. quindi ti mando una stretta di mano “virtuale”… bellissimo post, come di consueto :-) ))

  14. Anellidifum0 says:

    Ciao caro, c’era talmente tanta gente, che non vi ho proprio visto, sennò sarei venuto a stringervi la mano anch’io. Ma tutto sommato meglio così, no? :-) Al prossimo pride!

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