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Charlie Brown e la maledizione del trenino di Capodanno

aggiornato il 29 dicembre 2012

Ecco che si avvicina il 2013. Con il Natale siamo ingrassati 3 chili in tre giorni e abbiamo davvero pochissimo tempo per perderli e apparire splendidi alla festa danzante che ci aspetta l’ultimo dell’anno. Le tentazioni sono ancora tante, quel panettone rimasto aperto, quel torrone nocciolato appena iniziato… che fai lo sprechi?
Poi alcuni a capodanno non ballano e preferiscono organizzare una cena tra amici. Ancora cibo? Allora siete recidivi.
Ma veniamo a noi. Usando la frase che la televisione tiene nel cassetto per trecentosessantaquattro giorni l’anno, per tirarla fuori solo ora e ripeterla in continuazione fino a farle perdere qualsiasi senso: “È tempo di bilanci”.
Qual è stato il film più bello del 2012? Il tormentone musicale più di successo? Il personaggio rivelazione dell’anno?… Chi se ne frega. Io dico: quel che è stato è stato, viviamo il momento. Per citare un po’ di filosofia orientale come si deve, direi di vivere il “Qui e Ora”. Mi è venuta così, non è che sia un esperto di filosofia orientale, figuratevi che fino a pochi anni fa ero convinto, visto il nome, che il Dalai Lama quando si sente in pericolo sputi.
Comunque, come dicevo, non è bene recriminare troppo sul passato né proiettarsi troppo nel futuro. Lo dico con cognizione di causa, dato che ho grandi aspettative per il nuovo anno, ma anche alcune paure. I primissimi lettori del blog sanno già di cosa sto parlando, ma per tutti quelli che non lo sanno forse è giusto ribadire. Forse si riesce a salvare qualche innocente…
Il principale fantasma, la paura più grande, si affaccerà anche quest’anno nuovo già pochi minuti dopo aver fatto il conto alla rovescia e aver bevuto solo un sorso di Berlucchi tiepido. È proprio lui, non riesco a dirlo, tremo: è il trenino di Capodanno. Parte la musica latinoamericana (A E I O U IPSILON, A E I O U IPSILON), spontaneamente quanto innaturalmente qualcuno si elegge a locomotiva e altri lo seguono vagoni. (Scatta l’“eeeehhhhh meu amigo Charlie Brown, Charlie Brown…” mio acerrimo nemico). Ancheggiano, sculettano, serpeggiano in spazi angusti e chiaramente si spezzano. Ma non soddisfatti corrono e si ricompongono. Sorridono fieri come se stessero per vincere un saggio di salsa e merengue figurato, e soprattutto, qui arriva il brutto, allungano le braccia (come zombie affamati… ma allegri) tentando di strattonare a sé tutti quelli che non desiderano partecipare alla simpatica iniziativa.
Non mi dite che non avete mai vissuto questa cosa, non ci credo. Portate la vostra mente indietro, magari verso esperienze rimosse!

Comunque ci sono state anche feste di fine anno grandiose in cui Charlie Brown  e la maledizione del trenino non hanno colpito. L’anno più folle l’ho passato con amici a una festa organizzata in una stalla abbandonata nella campagna abruzzese. Nella stalla non c’era la televisione e quindi non c’è stato neanche il solito accenderla per vedere il conto alla rovescia, zapping tra Canale 5 e Rai Uno per sentire urlare il conduttore strapagato di turno 5 4 3 2… con le modelline seminude fatte di coca che ancheggiano, con a fianco comici bruttissimi che non fanno ridere e si agitano lanciando il loro tormentone (Buciodeculo!). E poi ovviamente parte il trenino, da replicare con chi ti è più vicino. Povero Charlie Brown. Passare un fine d’anno e inizio con queste visioni per me è un po’ come farlo buttato a volo d’angelo in mezzo ai rifiuti con un barbone incontinente che ti sceglie come sua preda sessuale perché “chi scopa l’ultimo dell’anno scopa tutto l’anno!”. Perdonatemi il detto popolare. Quest’anno, vi prego, usiamo l’orologio, il cellulare, internet, non accendiamo la televisione. Sospetto infarciscano quel quarto d’ora prima di mezzanotte di messaggi subliminali che hanno come scopo quello di rincoglionire l’Italia!

Ebbene, quell’anno niente tv, niente ipnosi collettiva, quell’anno stavamo in una stalla. Il cibo stava nella mangiatoia, la musica pompava, amici ovunque, un fiume di persone, un freddo della madonna, caos totale. Naturalmente al mattino eravamo troppo ubriachi per guidare, quindi siamo rimasti a dormire in fattoria. C’è stata la corsa per accaparrarsi i pochi letti e ingegno per approntare giacigli di fortuna. Avevo già conquistato il mio pezzo di materasso quando Lorenzo viene a dirmi che Fulvio, con non so quanti rum e pera in corpo, si è chiuso nella sua auto accesa con il riscaldamento a mille e non apre a nessuno. Ha lo stomaco in subbuglio ed è un’arma carica. Non c’è modo di farlo entrare in casa. Vado io (brillo) e con la mia arte persuasiva riesco a salire in macchina. Ma lui non ha nessuna intenzione di scendere. È un’ora che sta lì, ormai è in riserva, e più sente freddo più continua ad accelerare. Gli parlo di un ambiente riscaldato, di letti con candide lenzuola e caldi plaid, ma lo convinco solo quando gli assicuro che avrei dormito accanto a lui tenendogli un secchio vicino per ogni evenienza.
Nel primo pomeriggio, quando ci svegliamo, è una splendida giornata, gli uccellini cantano, il secchio che ho in mano è pulito. Beviamo un caffè. Uno sconosciuto si gira verso mia sorella Claudia e dice: «Mi hanno detto che c’era una poveraccia che ha dormito nella culla». Claudia: «Ero io!». Bei momenti. Non tutti i capodanni sono tristi! Sono sicuro che anche voi avete quello niente male.

Un’ultima cosa, prima di chiudere l’anno e augurarvi un buon 2013! Un’altra “maledizione” da 31 dicembre è quella che riguarda la lista di buoni propositi. Cose rimandate da fare, sogni da realizzare, ponti da tagliare, opportunità da cogliere, caratteri da smussare o rafforzare. Beh, credo che non sia sbagliato porsi delle mete. L’errore è piuttosto quello di porsene troppe. Bisogna concentrarsi su una cosa e fare di tutto perché si realizzi. Qual è il vostro buon proposito? La cosa che, se si realizza, farà sì che il 2013 non sia un anno qualsiasi, ma una data da ricordare? Ecco, focalizzatevi su quello. Io il mio buon proposito l’ho scelto.
2013, non so se sei là fuori, ma io te lo dico lo stesso: voglio sposare Tiziano Ferro!

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8 commenti

  1. Camilla says:

    Allora: ti auguro con tutto il cuore di sposare questo benedett’uomo, e anche se puoi, di offrirci immagini meno brutte di quelle di quei bambini falsi come una patacca che ci propini da Natale in qua a effige dei post! ;- )

    1. Matteo Marino says:

      Ahahhaa
      L’immagine che correda questo post non è quella di un bimbo… ma è proprio la Sorella dell’Autore immortalata in quel glorioso Capodanno proprio come raccontato nel post… :-D Lo so, perché c’ero. È tutto vero…

      1. Andrea Bordoni says:

        Povera sorella, ancora insulti per quella nottata, a distanza di anni.
        Comunque, Camilla, grazie per l’augurio per il matrimonio. Sarai invitata, spiriti critici servono sempre.

  2. Millyray says:

    Io i trenini li adoro ^^ anche se poi rischio sempre di inciampare nei piedi di quello davanti o di quello dietro XD
    Coooomunque, i buoni propositi per l’anno nuovo non li ho mai fatti e mai li farò. Portano sfiga… ti imponi di fare delle cose e alla fine non ci riesci mai. Così ci rimani di merda…
    Per quest’anno farò come dici tu: non accenderò la televisione!!! (oltretutto non la guardo quasi mai)
    E non penso che sarà difficile visto che lo passerò a casa di amici.
    Be’, buon anno anche a tutti voi e che almeno inizi bene, così da dare qualche speranza in più : )

  3. Claudia says:

    Una volta a Capodanno ho dormito in una culla…. questo capodanno mi sono voluta superare ed ho abbracciato una tazza… e non era quella del latte!
    Il 2012 mi ha portato un nuovo episodio da raccontare a mia figlia solo quando sarà maggiorenne, ma sopratutto mi ha portato una FIGLIA!!

  4. Mariasole says:

    Come sempre, i tuoi post non deludono mai..e mi fanno sempre fare un sacco di risate! :)
    Io non credo troppo nell’ultimo dell’anno..anzi, forse lo odio proprio..perchè? Perchè ho smesso di credere alla cavolata dell’ “Anno nuovo, vita nuova”. NON è stato mai vero e da qualche anno a questa parte anche io ho adottato la filosofia del Vivere Quì e Ora. Perciò..non mi aspetto assolutamente niente da questo 2o12 che sta per arrivare (almeno non mi deluderà). Ho però una certezza: Rivedrò più e più volte Tiziano e questo mi rincuora. Forse non sarà un anno tanto triste e stavolta sono un minimo positiva.
    Colgo l’occasione per augurare a tutti voi un 2o12 scoppiettante e pieno di soddisfazioni..mentre io me ne sto seduta ad aspettare che qualcosa di positivo arrivi anche per me!

    1. Andrea Bordoni says:

      Tanti tanti auguri Mariasole. E un 2012 che spacchi il sedere al 2011 per tutti i lettori di Voglio Sposare Tiziano Ferro. Un bacio grande.

  5. valentina says:

    Che meraviglia!!!
    Bellissimo post e dato che sono la prima ad intervenire, sarò anche la prima e l’ultima a confessare che io, di trenini con quelle musiche carnevalesche e orride, non ne ho mai fatti!
    Perchè sono sempre scappata da queste cose, e quasi sempre ce l’ho fatta!
    Il capodanno più bello non lo ricordo, ma ricordo sicuramente quello più brutto!
    E’ sempre così!

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