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Breve e confusionaria storia della canzone gay italiana (gran finale)

postato il 29 maggio 2011

Ho il grande piacere di iniziare l’ultima parte della breve e confusionaria storia della canzone gay italiana con l’anteprima web esclusiva del nuovo video degli Egokid.
Come un eroe della Marvel, tratta dal nuovo album Ecce Homo, è una canzone d’amore da pelle d’oca. Punto.
A un primo ascolto è difficile capire che si rivolga a un uomo, o meglio è facilissimo (il testo dice: “E se vuoi stare solo…”) ma non ci si fa per niente caso, non ha importanza – come dovrebbe essere. Un effetto miracoloso.
Impossibile invece non farci caso nel bellissimo video diretto da Valeria Sanna. Un bacio lungo quattro minuti, durante il quale un uomo per conquistarne un altro immagina di trasformarsi in tutti gli eroi della Marvel.

 


Chapeau. Ah, questa canzone è la prova che si può essere romanticissimi senza rinunciare all’originalità e all’ironia (“Come un eroe della Marvel, per te mi allungherò”… maliziosi…).
Degli Egokid e delle loro canzoni parlerò ancora a fine post, nel capitolo intitolato Il futuro. Vi anticipo solo che appare roseo. Ma prima c’è un’ultima tappa: diamo un’occhiata insieme a quei cantanti che prima di Tiziano Ferro hanno fatto coming out (o non c’era bisogno lo facessero)…

 

Quei cantanti che prima di Tiziano Ferro hanno fatto coming out (o non c’era bisogno lo facessero)
Vorrei cominciare con Ivan Cattaneo, che ha avuto momenti di grande notorietà in Italia, anche se la sua carriera è fatta di continui alti e bassi. È sempre stato un performer dedito alle sperimentazioni, anche estreme, dal poetico al demenziale,  in campo sia vocale sia visivo. Nel 1978 è l’ideatore del look punk di una giovanissima Anna Oxa che debutta a Sanremo con Un’emozione da poco. Nel 1980 abbandona per un periodo le case discografiche più alternative e incide per la CGD l’album Urlo. Il brano principe è Polisex che diventa una specie di inno nella Milano alternativa degli anni ’80. Polisex è un piccolo saggio sul superamento delle limitazioni sessuali, uno scalino oltre la bisessualità. Il brano viene anche rivisitato nell’album Luna presente del 2005.

 

 

Ivan Cattaneo - Polisex (1980)

Il corpo-macchina
si muove e tu sei
fatto di carne
per i desideri miei
lascia ch’io morda
là dove non vuoi
e luna acerba
fra le mie lenzuola sarai
E sarai uomo
e poi comunque sarai
quell’uomo che
fa sempre
ciò che non vuoi…ciò che non vuoi

O puoi giocare solo
per il sesso che ho
E sarai donna
e poi comunque sarai
la donna che
fa sempre ciò che non vuoi…ciò che non vuoi

 

E sarai uomo di carne e d’amore
uomo sarai di lingua e di labbra
Di mano e di cuore
Ma il cuore, ‘sto cuore
Lasciamolo stare


 

Ivan Cattaneo - Luna presente (2005)

I più grandi successi di pubblico di Ivan Cattaneo restano comunque le cover riarrangiate e rivisitate con la sua voce originale e provocatoria. La scelta dei brani è sempre attenta e alcuni pezzi femminili cantati da un uomo, da lui, assumono nuovi significati. Ad esempio Nessuno mi può giudicare (1981) o Sono bugiardo (1983). Per quest’ultima canzone, nel corso di una performance dell’epoca trasmessa da Rai Uno, danza con una donna androgina vestita come lui, in giacca e cravatta, e a un certo punto le/gli mette pure una mano sul “pacco”. Davvero avanti. Negli anni ‘90 viene inghiottito da un buco nero e riappare al grande pubblico solo nel 2004, quando partecipa a Music Farm, un reality dove un gruppo di cantanti un po’ fuori moda viene rinchiuso in una beauty farm, costretto a fare trattamenti e a cantare (non vedo dov’è la tortura, sembra decisamente il paradiso dei cantanti senza più contratto!); comunque la trasmissione era carina. Ivan Cattaneo ottiene degli ottimi risultati e si piazza secondo. Canta con Iva Zanicchi al suo fianco e le dice in diretta: “Prendi questo in mano, zingara” (lo potete apprezzare qui, a un minuto e 20 secondi). Durante una puntata, spunta sul palco “a sorpresa” il suo fidanzato americano. Il conduttore generalista Amadeus lo introduce con naturalezza come “il suo amore” (non me l’aspettavo) e i due si abbracciano e si baciano. Splendido esempio del fatto che Ivan Cattaneo non ha mai avuto problemi con la sua sessualità e ha sempre mantenuto per tutta la carriera un atteggiamento intelligente e soprattutto coerente. Del resto scrive (bellissimo verso) in In/con/Per amore del 2005:

L’amore come la tosse non si può nascondere

Mario Venuti

Un altro coerente, anche se un po’ bersagliato perché alcune sue affermazioni in un’intervista di qualche anno fa sono state considerate dalla comunità lgbt  sconvenienti, è Mario Venuti. Non ha mai negato di essere omosessuale, ma in quell’intervista diceva di non essere fatto per la monogamia, che l’amore è una malattia della psiche e che lui può benissimo vivere senza, e altre affermazioni che inneggiavano al fatto che di sesso se ne dovesse fare tanto e con tanti. Vabbè, alla fine tanto clamore mi sembra esagerato. Forse non sarà l’esempio da sventolare di omosessuale modello, ma nemmeno si propone come tale. Del resto non ha offeso nessuno (“Ognuno deve essere libero di gestire la propria sessualità come meglio crede, che sia monogama, poligama, bizzara… basta che sia fra adulti consenzienti”) e un artista la può pensare come crede, dico io, non gli si possono tarpare le ali. Il problema è semmai che in Italia, non essendoci alcun riconoscimento delle coppie gay e aleggiando molta omofobia, ogni dichiarazione fatta da personaggi notoriamente omosessuali assume più peso. Se si è lasciato sfuggire lo sgradevole luogo comune per cui voler parlare di coppia è “scimmiottare gli etero”, è però vero che ci ha messo la faccia quando si è trattato di lottare per i diritti. Mario Venuti è stato infatti, insieme a Franco Battiato, Andrea Camilleri e altri esponenti della cultura siciliani, tra i firmatari dell’appello per l’approvazione di un disegno di legge sulle coppie di fatto presentato all’assemblea regionale siciliana. Insomma, lui può scegliere se volersi sposare o no, la può ritenere una resa alla convenzionalità… ma almeno vorrebbe poterla fare, questa scelta, e vorrebbe che fosse consentito agli altri di farla. Non fa una piega. Tornando alla musica, ha anche ammesso di lottare per creare la canzone pop perfetta che secondo lui dovrebbe avere “un’armonia smagliante, un testo mai banale e un’avvolgente, pensosa leggerezza”. C’è già riuscito? Non lo so, ma Crudele, portata a Sanremo nel 2004, è molto bella, con la sua vena sadomaso metaforico/reale.

 

Io sono la classica persona
che ama solo quando soffre
o quando sente più vicino l’abbandono.

Solo mi farai felice
se sarai crudele con me
e se sono prigioniero
io mi sento libero.
Legami le mani legami
con doppi nodi all’anima.


Nell’ultimo cd, la canzone che dà il titolo all’album, Recidivo (2009), è la storia di un uomo in una coppia tradizionale che però sente la cosa andargli un po’ stretta, e si chiede perché non si possa andare fuori dai binari, cioè trovarsi anche qualcun altro e non propriamente un’altra lei.

 

Con lui non mi pento
di tornare sul luogo del reato


 

 

Insomma al protagonista piace una bella storia a tre con un po’ tutte le possibilità. Capisce che la situazione non è proprio tradizionale, ma gliene frega davvero poco.

Però che fatica, questo amore che non è
benedetto dalla pubblica morale.
Che vi piaccia o no,
sensi di colpa non ne ho
nella mia galera si sta bene


Concludiamo questo percorso con lo sfacciato degli sfacciati, Immanuel Casto. Vi propongo quello che è secondo me il suo capolavoro, Anal Beat – Battito Anale. Premetto che si tratta di un folle con pochi peli sulla lingua e poco dedito alla metafora, e le sue canzoni sono tutte su questo tono.


Immanuel Casto - Anal Beat/Battito Anale (2008)

Esci dal motel con il tuo fare spavaldo
mi lasci qui con il culo ancora caldo
mi sodomizzi brutale ma attento
poi fuggi via come un’upupa nel vento;
entra e mi fa male è uno shock intestinale,
mi abbandono ad un ritmo ancestrale,
sotto un cielo australe entri in me per via rettale
It’s a beat beat … anal beat… è un battito anale
Non ti negherò il mio deretano, te lo consegnerò chiavi in mano
Mi hai rovinato, spero almeno che ti piaccia,
io mi sento un capodoglio arenato sulla spiaggia;
entra e mi fa male… è uno shock… mi abbandono ad un ritmo ancestrale


 

 

Questa è la canzone più riuscita di questa “web celebrity”, in nessun altro pezzo raggiunge la stessa ironica volgare eleganza. Poi il sound dance anni Ottanta e un finale gioca jouer alla Cecchetto, ma pervertito, fanno il resto.

D’accordo ragazzi siete pronti per il gioco dell’estate? Mimate dopo di me:
Pecorina
Ammucchiata
Pompino
Stupro
Necrofilo
Prete pedofilo
Pissing
Forza ragazzi, giocare è facile, Lo strupro è sempre due volte e si finisce ogni volta con il pissing

 

 

Il futuro

Siamo giunti alla fine del nostro viaggio. Ho iniziato questa breve e confusionaria storia della canzone gay italiana pensando al futuro, al prossimo album di Tiziano Ferro, e domandandomi se ci saranno canzoni esplicite sull’argomento “amore uomo-uomo”. Sarebbe bello avere finalmente una bella colonna sonora delle nostre storie d’amore ai primi posti in classifica.
A questo punto, nonostante la mia storia abbia sicuramente molte lacune (che vi invito a colmare nei commenti), siamo di nuovo di fronte al futuro. Come mi piacerebbe che fosse? Beh, mi piacerebbe avere canzoni che non parlino più di omosessualità.
No, non sono diventato Giovanardi all’improvviso! Quello che voglio dire è che mi piacerebbe ascoltare canzoni in cui l’orientamento sessuale non sia il tema, il motivo del loro interesse. Che semplicemente parlino di relazioni, dell’affettività o dell’anaffettività, con naturalezza. Canzoni di uomini che si rivolgono ad altri uomini, senza paura di un aggettivo al maschile, di un “lo amavo” anziché “la amavo” o “l’amavo” (stesso discorso per le donne). Se saranno belle canzoni parleranno a tutti. Saranno canzoni d’amore e basta.
Questo a volte succede già nelle cover. Capita, anche se raramente, di sentire pezzi nati per voce maschile ricantati da donne che non cambiano una virgola del testo, e la canzone si trasforma senza scandalo in una canzone lesbica. Più spesso però il pezzo viene riadattato, uccidendo una strofa pur di non dare adito a dubbi:

Anche se incontrassi un angelo direi
non mi fai volare in alto quanto lui


Egokid- Minima storia curativa (2008)

Storpiature di questo tipo mi fanno scoppiare un embolo.

Di sicuro ce n’è di strada da fare.
La buona notizia, però, è che il futuro è già iniziato.

Nel 2008 usciva “Minima storia curativa” degli Egokid, band milanese a due voci (Diego Palazzo e Piergiorgio Pardo).
La scena è quella dell’indie rock che si apre al pop.

Ascoltandoli appare chiaro come si possa parlare d’amore tra due uomini senza fare una canzone “gay”.

Prendiamo, per esempio, il singolo Anaffettivo:

La verità è che non credo di essere così appetibile
per un uomo migliore.
A volte sono anaffettivo…


La bella ed elegante Milioni:

Sì sei solo uno dei tanti
perché ho milioni di amanti
milioni e diamanti
per guardare solo avanti


E (è proprio il titolo, E):

Amore mio,
mi manca l’aria
E mi manchi tu,
le domeniche
e l’inquietudine
I bar e i motel,
il sesso fra noi,
l’oro e le briciole
Ma se canto non piango
mai


 

 

Questa potrebbe essere una canzone “con l’apostrofo”, senza pronomi, unisex, una di quelle che non sai se quell’E del titolo è un uomo o una donna. Finché…

A modo tuo mi hai amato
so che potrei avere molto di più
Emanuele,
mi manca l’anima
E mi manchi tu…


E anche quando si accenna alla tematica, gli Egokid riescono a dare un loro tocco. Le unioni gay sono come quelle di tutti: se è importante che le coppie siano riconosciute, anche legalmente, che possano mettere su casa insieme, è altrettanto possibile che si sfaldino e che la presa di coscienza della crisi sia struggente, rimpiangendo un’estate a Capri “rinchiusi in una camera con vista su di noi” e immaginando di invecchiare senza il compagno (“E scenderò le scale senza il tuo braccio amore”). Sto parlando di La nostra via:

La nostra via è importante che ci sia
Ma dal momento che non stai attento
Sogno la libertà

E poi Arbasino, L’orso, tutti riferimenti al mondo gay molto espliciti ma senza farne un “dramma” o trarne canzoni educational. E senza parlare solo di quello.

Egokid - Ecce Homo (2011)

Il loro nuovo album, uscito a gennaio 2011,  dal ricco immaginario, fatto di riferimenti colti e altri decisamente pop, si intitola Ecce Homo.

Ancora una volta i loro testi sono pieni di poesia (Non mi hai fatto male), citazioni, giochi di parole, ironia, ma anche attenti all’attualità (Una vita) e non privi di riferimenti politici. Non vi spaventate, non cambierò il nome del sito in “Voglio sposare gli Egokid”, ma non voglio negare una certa affinità elettiva che comincia a legarci a questo gruppo. Alcune loro canzoni mi sembrano molto vicine alle tematiche del blog.

L’uomo qualunque sarebbe la colonna sonora perfetta del post “Sarah S(ti)cazzi (Contro i Tg)”.
Così come Credo suona benissimo insieme a “Qualcosa di dolce”.

Ho avuto il piacere di incontrarli a Roma in occasione del loro concerto al Circolo degli Artisti, ed è nata l’idea di far debuttare il loro nuovo video sul web proprio qui. Perché a tutti noi, che lottiamo per migliorare una società che spesso ci addita, visti ora con interesse ora con paura, ora insultati ora acclamati, a tutti noi che combattiamo per i diritti dei gay e in generale per un’Italia più dignitosa, è capitato e capiterà di sentirci come un eroe della Marvel.

Gli altri capitoli:

Breve e confusionaria storia della canzone italiana (parte I)
Breve e confusionaria storia della canzone italiana (parte II)
Breve e confusionaria storia della canzone italiana (parte III)
Breve e confusionaria storia della canzone gay italiana – Bonus track A 

Per leggere la mia analisi delle canzoni di Tiziano Ferro clicca qui

Per leggere la mia recensione particolare di “L’amore è una cosa semplice”, il primo album di Tiziano Ferro dopo il coming out, clicca qui

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24 commenti

1 ping

  1. carlo says:

    avete dimenticato la canzone degli africa unite – cosi sia http://www.youtube.com/watch?v=dCMYYgYu4VY

    ciao ;)

  2. Giovanni Dall'Orto says:

    Peccato che sia finita qui.
    Perché se vuoi divertirti e divertirci con altre 18 puntate, io avrei messo online una discografia di canzoni a tematica lgbt dal 1920 in poi…
    http://www.giovannidallorto.com/canzoni/index.html
    Saccheggiala se vuoi, che mi piacerebbe vedere cosa ne cavi fuori tu. Ciao.
    G. Dall’Orto

    1. Andrea Bordoni says:

      Grazie della segnalazione! C’è davvero molto materiale… e forse mi verrà in mente qualcosa ;-)
      Sono davvero lieto di averti tra i miei lettori.
      A rileggerti presto!

  3. Daniele Barcaroli says:

    Ciao Andrea complimenti per il blog e per l’excursus sulle canzoni gay italiane, davvero interessante e divertente!
    Mi permetto di aggiungere alla tua lista una bellissima canzone di Roberto Vecchioni, “Millenovantanove”, tratta dall’album “Bei Tempi”, in cui si parla dell’amore tra due soldati ai tempi delle crociate. Ascoltala e poi mi dici. :)

    1. Andrea Bordoni says:

      Grazie per i complimenti, Daniele.
      Riguardo a questa canzone di Vecchioni: effettivamente sì :-)

  4. yasar says:

    lovely

  5. Ottavio says:

    Io sono distratto, e non sapevo che Mario Venuti è gay. Io sono distratto, e non conoscevo gli Egokid. Io sono distratto, e mi ero perso Ivan Cattaneo a Music Farm col fidanzato e la Zanicchi. Io sono distratto, ma per fortuna ci siete voi.

    P.S.Ora ufficialmente adoro “Non mi hai fatto male” degli egokid.

  6. Carlo81 says:

    Ma… il video di Polisex di Ivan Cattaneo è FAVOLOSO! :-)

    Grazie per questo bel finale della storia del pop gay italiano. Ma spero già nel sequel!

    1. pisellino says:

      Sì quel video di Cattaneo è cult. L’inizio con i suo occhiali che fanno la stella di luce è da applauso. Ma la cosa che non mi fa staccare gli occhi dallo schermo è la coatta anni ’80 sulla destra che finge di suonare il sassofono. La amo!

      N.B. la canzone Come un eroe della Marvel degli Egokid è bellissima, non smetto di ascoltarla. Grazie di avermela fatta scoprire.

  7. Giorgio says:

    Da brividi la canzone e il video. Grazie per questo splendido finale della storia della canzone gay d’Italia. Un happy end. :-)

  8. maurino says:

    i musicisti etero della band si sentiranno assai rappresentati, immagino (però il video con gente che limona è roba stravecchia)

    1. Steve says:

      un po’ come i musicisti gay delle band etero. E poi hai ragione: due uomini che si baciano per 4 minuti è roba che passano anche il sabato mattina a “A Sua Immagine” …

    2. Andrea Bordoni says:

      Non so propriamente come sia andata, ma i membri del gruppo ne avranno parlato. Non credo che nel 2011 ci siano musicisti etero costretti contro la loro volontà a stare in una band gay! E non ho mai sentito parlare di schiavitù indie rock.
      Per quanto riguarda il video del bacio non credo che la sua forza (che c’è, è evidente) sia nel sostenere di aver inventato questa cosa. Sappiamo bene che Andy Warhol, anni fa ci ha fatto un lungometraggio. Proprio quel Warhol che saccheggiava la cultura pop per reinventarla e usarla a suo piacimento. Se è vero che oggi non si inventa più nulla (gente come Tarantino sarà d’accordo con me) l’importante è copiare davvero davvero alla grande.

  9. Art says:

    La canzone (ed il video!) sono da pelle d’oca maaa…tu sapevi che Diego Palazzo insegna in un liceo?
    E che guardacaso quel liceo è lo stesso che frequento io?
    Purtroppo non è professore nella mia sezione, altrimenti avremmo potuto intrattenere lunghe discussioni sia di ambito musicale che a proposito di un certo (e stupendo, ne approfitto per farti finalmente i complimenti!) blog!!!

  10. Pikkola says:

    La tenerezza della canzone, lo sguardo finale dei protagonisti del video… io mi sono commossa! :-)

  11. Carlo says:

    Non é un filmino erotico eppure il video é carico di erotismo, che bello! Oltre ai baci mi piacciono soprattutto gli sguardi … che intensitá.
    Che pelle d’oca. Canzone bellissima. Bravi. Ancora.

  12. Emi says:

    La canzone mi è molto piaciuta e il video l’ho trovato tenero e appassionato…

  13. David says:

    Questo video è stata una bellissima sorpresa, e piacere doppio vedere associati il mio gruppo indie preferito e il mio blog preferito :-)

  14. Steve says:

    ti allontani come un’upupa nel vento?????

    Oddio! io vi confesso che ho avuto un immediata cecità isterica non appena ho letto il nome “Casto”…
    Per me il posto ha una grande macchia bianca inspiegabile all’altezza del nome … oddio quale nome…? :D

    Cmq il video degli Egokid è molto bello, ma la loro canzone lo è di più!

    1. Steve says:

      a causa della cecità isterica scrissi “posto” anziché “post”: abbiate la misericordia di scusarmi – la cecità isterica è una brutta bestia …

  15. valentina says:

    Ivan Cattaneo mi piaceva da morire quando era giovincello ed io solo una bambina.
    Lo stesso Mario Venuti anche se sto sapendo della sua omossessualità solo adesso.
    Crudele è meravigliosa!

    Il video purtroppo non posso vederlo perchè sono con la chiavetta ma appena torno giù a casa lo guardo ben bene! :) )))

    E per finire come sempre, bellissimo post! :)

    Ah, un’ultima cosa.
    Coso, quello lì che parla del battito anale, non l’ho mai sentito nomimare e neanche cantare ma mi fa antipatia solo solo a leggerlo!

  16. Voglio Sposare Ricky Martin says:

    Una canzone bellissima che mi ha parlato al cuore e mi ha fatto tornare in mente quando leggevo i miei fumetti preferiti struggendomi per le mie preferenze sessuali. Video bello e coraggioso. Ma i protagonisti del video stanno insieme davvero, giusto? O si sono messi insieme subito dopo. Altrimenti, complimenti per le interpretazioni! ;-)

  17. chiacchieremusicali says:

    d’accordo su tutto. Mi permetto di postare un bel video di un giovane cantuautore norvegese con un video che credo segua (anzi, preceda) la linea di questo bel video (e canzone). Andate sino in fondo!

    http://www.youtube.com/watch?v=fu32Ay2gZhI

    1. chiacchieremusicali says:

      ma che ho scritto? ho ripetuto video una marea di volte, non è da me! sorry

  1. Egokid: baci gay nel video di "Come un eroe della Marvel" | OKGAY says:

    [...] un ritardo di qualche mese, spulciando nel blog di Andrea Bordoni Voglio sposare Tiziano Ferro, ho trovato questo bel video degli Egokid, per la canzone “Come un eroe della [...]

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