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Beppe Severgnini e le vittime dei gay cattivi cattivi

postato il 26 settembre 2012

Severgnini torna a parlare di matrimoni gay sul suo Italians. È sempre un brutto momento. Qualcuno di voi ricorderà che in passato le sue affermazioni mi hanno già rovinato un San Valentino: il 14 febbraio 2011, invece di scrivere una lettera d’amore a Tiziano Ferro, l’ho passato a scrivere una lettera aperta a lui. Si intitolava Per amore, giusto per far capire subito cosa c’era in gioco. E confidavo nel suo approfondimento.

Ma l’altro giorno Severgnini ci rifà, rispondendo sul suo blog ad una lettera argomentata di un suo lettore pro matrimonio gay. Perché puoi fare tutti i ragionamenti che vuoi, come provai a fare io: a lui le cose non lo convincono a pelle!
Ecco la sua risposta:

Apprezzo la chiarezza del punto di vista e il brio con cui è stato espresso. Confesso di non essere  convinto, tuttavia. Il matrimonio continua a sembrarmi, per definizione, l’unione di persone di sesso diverso. Ho spiegato perché, in un paio di occasioni, aggiungendo: per le persone dello stesso sesso ci sono altre forme di unione da accogliere a proteggere legalmente. E sono stato coperto di contumelie.

Confesso, mi è dispiaciuto. Non capisco perché chi ha sofferto a lungo l’intolleranza debba rispondere con l’intolleranza davanti a un’opinione poco gradita.

Povero! L’ennesima vittima dei gay cattivi cattivi. Non capisce perché molti rispondono animatamente? Proverei a spiegarglielo io:  perché l’intolleranza non solo l’abbiamo sofferta a lungo, ma la stiamo subendo ancora oggi; perché stiamo parlando delle nostre vite, dei nostri sentimenti, della nostra dignità, non stiamo facendo una discussione di etimologia; perché le opinioni che si basano sull’ignoranza – nel senso etimologico di ignorare gli argomenti di cui si vuole trattare – si chiamano per definizione pregiudizi; perché i diritti umani e civili non sono opinabili (ossia discutibili, controversi), anche se qualcuno vorrebbe farci credere il contrario; perché dire che due persone non si possono sposare per una loro caratteristica come l’orientamento sessuale è come dire che i neri non possono salire sul tuo stesso autobus perché sono negri; perché “Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti” come diceva Karl Popper.

Ma c’è un’ulteriore considerazione da fare…

Se in passato Severgnini argomentava la sua omonegatività con i luoghi comuni più triti e ritriti sull’argomento, facili da sfatare (e che un giornalista avrebbe dovuto saper sfatare da solo con una semplice ricerca di fonti, ma vabbè), dopo le risposte ragionate – e non stento a credere anche risentite – della comunità lgbt, ha deciso di cambiare strategia. Quando la dialettica è indifendibile, la soluzione è fare la vittima.

La stessa strategia che le gerarchie cattoliche e i cattolici integralisti usano da anni quando vengono contestati.

Recentemente alcuni politici, tra cui Bersani, hanno tentato di far credere all’opinione pubblica che i matrimoni gay comportino una modifica costituzionale (falso) e Rosy Bindi è andata sventolando una sentenza della Corte Costituzionale che vieterebbe i matrimoni gay. Risultato? Contestazioni su contestazioni, giuristi, docenti e  costituzionalisti sono intervenuti a chiarire che queste interpretazioni sono infondate: né la Costituzione né le sentenze dell’Alta Corte contengono limitazioni al pieno accesso all’istituto del matrimonio civile da parte delle coppie formate da persone dello stesso sesso; al contrario la sentenza n. 183 del 2010 è molto esplicita nel sollecitare il Parlamento italiano a legiferare sulla materia…

Conseguenza? Neanche una parola da parte loro sulla figura meschina che hanno fatto. Neanche un accenno di scuse o un’ammissione di dover fare qualche approfondimento. Nessun ripensamento. Però meglio non continuare ad argomentare, visto che la logica e le premesse usate sono spuntate. Meglio fare le vittime.

Così Bersani scrive a Rosy Bindi:

Quello che è avvenuto nelle ultime settimane nei Tuoi confronti non può ripetersi. Si è oltrepassato il segno di un dissenso legittimo per arrivare a forme inaccettabili di contestazione.

Una manciata di riso con glitter è inaccettabile? E io che pensavo fosse  inaccettabile il fatto che il segretario e il presidente del Partito Democratico citino a sproposito Costituzione e sentenze prendendoci tutti per ignoranti e scemi; e io che pensavo fosse inaccettabile che ragazzi e ragazze vengano picchiati in quanto gay o arrivino a togliersi la vita; e io che pensavo fosse inaccettabile il fatto che, dopo una vita insieme, il vedovo o la vedova di una coppia gay rischi di non avere più il tetto della sua casa sulla testa; e io che pensavo fosse inaccettabile che una bambina, che ha perso la mamma biologica, sia considerata dalla legge italiana adottabile anche in presenza dell’altra sua mamma; e io che pensavo fosse inaccettabile che due persone che si amano non possano sposarsi in Italia. No, per loro è inaccettabile che alcuni contestatori abbiano attentato all’acconciatura di Rosy Bindi con dei violenti coriandolini.

Il fatto è questo: anche i vari Giovanardi e Maurizio Lupi hanno capito che non è possibile rimandare all’infinito il riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso in Italia, e allora tentano almeno di darcene uno di serie B, o Z, e ci stanno pure facendo un favore. Il PD, per rabbonire l’elettorato cattolico, vuole darci un “presidio giuridico”, un recinto in cui sia chiaro, nero su bianco, che una coppia etero e una coppia gay sono differenti davanti alla legge. E quando qualcuno alza la voce per far notare errori e contraddizioni, sono loro le vittime.
E se questo non basta, è sufficiente crearle. Come ha fatto Matteo Renzi, che partecipa alle primarie del PD, che ha dichiarato che il vero problema dei matrimoni gay sono le adozioni. Questo è il babau più usato per spaventare anche coloro che sono favorevoli ai matrimoni per tutti. Additare i bambini come vittime dei gay cattivi cattivi è un gioco davvero triste, per fortuna smentito da tutti gli organismi e le associazioni di psicologici e pedagogisti che si occupano, guarda caso, del bene del bambino. Anzi, atteggiamenti come quello di Renzi non fanno che aumentare il pregiudizio e lo stigma sociale verso i bambini di genitori gay e le loro famiglie.

Leggi giuste renderebbero la società più laica, libera e dignitosa per tutti, e ridurrebbero lo stigma sociale e l’omofobia. Il problema non sarebbe del tutto risolto, certo, perché molti continuerebbero a vivere con estrema naturalezza la loro omofobia, omonegativà o come la si vuole chiamare, perché purtroppo (fatemelo aggiungere) secoli di ingiustizie, di tradizione e di definizioni glielo permettono. E se non bastano le definizioni vecchie, ne possono inventare di nuove. Come il termine “eterofobia”, che è una stupidaggine colossale. I gay non sono “contro” l’eterosessualità o i diritti degli etero. Sono gli omofobi (alcuni dei quali sono anche gay) che sono contro i diritti gay e in molti casi contro i gay stessi.

E pensare che la soluzione sarebbe così semplice: “Sei contro i matrimoni gay? Non sposare un gay. Problema risolto”.

Leggi anche Per amore (Lettera aperta a Severgnini e a quanti sono contrari alle adozioni e ai matrimoni gay)

 

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8 commenti

1 ping

  1. primariegaye says:

    Bravissimo, come sempre. Lo slogan finale, poi, sarà il mio mantra.

    Severgnini mi sembra per definizione un utile idiota.

    Bindi, invece, è una inutile idiota: un giorno ci spiegherà per quale perverso motivo una arcinota arcilesbica come lei ha accettato di occuparsi di gay e lesbiche. Caccia e pesca non era meglio?

  2. Angelo ventura says:

    Severgnini è limitato, un piccolo borghese cattolico soddisfatto di sè. Lasciamolo perdere.

  3. eli says:

    “Matteo Renzi, che partecipa alle primarie del PD, che ha dichiarato che il vero problema dei matrimoni gay sono le adozioni. Questo è il babau più usato per spaventare anche coloro che sono favorevoli ai matrimoni per tutti. Additare i bambini come vittime dei gay cattivi cattivi è un gioco davvero triste, per fortuna smentito da tutti gli organismi e le associazioni di psicologici e pedagogisti che si occupano, guarda caso, del bene del bambino. Anzi, atteggiamenti come quello di Renzi non fanno che aumentare il pregiudizio e lo stigma sociale verso i bambini di genitori gay e le loro famiglie.”

    Ricordiamoci di lui nel seggio elettorale.
    Ecco perchè il nuovo non avanza. Avanza, punto.

  4. Simone says:

    http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2011/6/28/NEW-YORK-Matrimonio-a-ogni-costo-la-pretesa-dei-falsi-diritti/2/190094/

    Siccome pare che ormai tutto il discorso sia ridotto alla costituzione e all’opinione dei costituzionalisti vediamo se i costituzionalisti sono cosi granitici come apparre dal tuo post. L’articolo linkato me ne fa dubitare. Potrebbe essere un caso isolato ma l’autrice e’ stata nominata dal caro Napolitano giudice alla Corte Costituzionale. La lista di potrebbe di molto allungare comprendendo anche costituzionalisti che dopo la sentenza 138/2010 hanno cambiato opinione in materia.

    Per dimostrare quanto il ragionamento sulla Costituzione (sia quello dI Bersani e della Bindi) sia fuori luogo riporto sempre le parole del Presidente della Repubblica di ieri:
    “Restano – ha concluso il Presidente Napolitano – nello stesso tempo aperte all’attenzione del Parlamento – in questa legislatura ormai vicina al suo termine e in quella che presto inizierà – sia le questioni di un possibile, speciale ricorso a misure di clemenza, sia della necessaria riflessione sull’attuale formulazione dell’art. 79 della Costituzione che a ciò oppone così rilevanti ostacoli”.

    Ecco quando si tratta di trovare il modo di far finta di far funzionare il sistema carcerario allora la costituzione e´un ostacolo, quando si tratta, in caso, di garantire l’uguaglianza (e io sono convinto di questo) allora diventa, per alcuni insuperabile.

    Per smaschera l´omofobia di Bindi e Co non serve avere una qualche nozione di diritto costituzionale basta sentirli parlare di genitori gay e magicamente tutto il discorso giuridico implode!

  5. Mau says:

    Tu hai tutte le ragioni, ma Severgnini no… Non ne possiamo più di questo che scrive solo di cazzate spiritose o di luoghi comuni triti e ritriti. Dovremmo semplicemente ignorare questo mezzo busto…

  6. pyperita says:

    Il diritto, secondo Severgnini, andrebbe costruito su sensazioni? Ho la sensazione che rubare milioni di euro sia reato (ma potrei anche sbagliarmi….).

    Ma che noia questa storia dell’impossibilità del matrimonio gay: il matrimonio è un contratto che produce effetti (diritti, doveri) con efficacia verso terzi, e basta.

    Trovo patetico, oltreché antistorico, questo andare contro a tutti i costi: possono opporsi all’atto giuridico ma non certo ai sentimenti, all’amore che lega due persone, al loro essere coppia e famiglia, quindi non è comunque una lotta vana?

    Basta con tutte queste storie, uniformiamoci al resto del mondo, e quando lo faremo sarà comunque con imperdonabile ritardo.

    P.S.: sai che ti dico? Il vostro desiderio mi ha contagiato, va a finire che lo (ri)faccio anche io! :)

  7. Enea says:

    Bell’articolo, condivido.

    E bellissima la foto dei coriandoli. Il soggetto poi non so perché mi ricorda vagamente Rosy Bindi

  8. Valerio says:

    Il discorso di Severgnini è che il matrimonio continua a “sembrargli” per “definizione” l’unione di due persone di sesso opposto. È un argomento che non tenta nemmeno di avvalersi di basi logiche. Dobbiamo affidarci alla sua “definizione” e al fatto che non è, ma gli “sembra” essere qualcosa. Severgnini sostiene che lo status quo sia corretto in base alla sua virtù di essere status quo. Nessuna altra delucidazione è necessaria.
    Io gli chiederei: se non esistesse riconoscimento di alcuna coppia qualunque sia il sesso, e se ne dovesse creare uno. Quale sarebbe la tesi per creare due istituzioni separate. La risposta a questa domanda è forse l’unica che costringerebbe quelli come lui a fare fronte ai propri pregiudizi.

  1. Franco Buffoni: venti secoli di storia e cultura omosessuale - Sciltian Gastaldi - Il Fatto Quotidiano says:

    [...] Beppe Severgnini che continua a scrivere in modo molto elegante concetti separazionisti e discriminatori che nulla hanno di elegante[...]

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