I buoni che non stanno zitti. Lista Rainbow 2013

postato il 10 giugno 2013

Nei periodi di cambiamento, la più grande tragedia non è lo stridente clamore delle persone cattive, ma lo spaventoso silenzio dei buoni. Lo ha scritto Martin Luther King nel 1963.

Questo è senz’altro un periodo di forte cambiamento (i matrimoni egualitari e le adozioni in Francia hanno rappresentato una potente cesura per l’Europa e l’Inghilterra sta seguendo a ruota) ma sono davvero lieto di constatare che sono sempre di più i buoni che decidono di schierarsi dalla parte dei diritti gay, sia all’estero che in Italia.

Quest’anno ho letto una valanga di affermazioni pro gay di persone note, notissime o che si son fatte notare. Le loro parole una dietro l’altra emozionano e fanno ben sperare, divertono o commuovono. Sono contento di vedere che sono molte di più dell’altr’anno e molto più numerose delle affermazioni contro i gay dello stesso periodo!

Senza togliere che, oltre ai vip, quest’anno hanno lottato per i diritti egualitari anche marchi come Apple, Bloomberg, Nike, Marvel, DC, Google, riviste (Vanity Fair, Elle, per citarne un paio), associazioni sportive, movimenti religiosi (anche cristiani), ragazzini che hanno scritto a politici e istituzioni, gruppi di studenti che digiunano in Polonia, decine di personaggi gay nelle nuove serie tv e puntate monografiche, il Sanremo più gay friendly della storia, Cassazione, Corti costituzionali e Corti Supreme di tutto il mondo, spot di informazione e sensibilizzazione… e le cose cominciano a cambiare anche in Italia.

Perciò, dopo la lista nera delle dichiarazioni omofobe 2012-2013 compilata in occasione della Giornata Mondiale contro l’omofobia e la transfobia (in cui riportavo lo stridente clamore delle persone cattive), anche quest’anno ho potuto tirarci su il morale, e raccogliere qui tutte le dichiarazioni dei buoni che hanno scelto di non rimanere in silenzio.

Grazie a tutti questi personaggi e grazie anche a tutti i non famosi, etero e gay, che non finiscono sui giornali ma giorno dopo giorno – sul posto di lavoro, in famiglia, sui social network, nella vita quotidiana – sanno far sentire, con forza o con grazia, con umiltà e orgoglio, la loro voce.

In occasione del mese dei Gay Pride, sono orgoglioso di presentare la nuova Lista Rainbow. Da condividere per farci sentire. Perché i buoni non se ne stanno zitti.

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Buon 17 maggio, giornata internazionale contro l’omofobia 2013

postato il 16 maggio 2013

Il 17 maggio 2013 è l’ottava giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia. La data si riferisce al giorno in cui l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha ufficialmente depennato l’omosessualità dalla lista delle patologie. Cosa che non è entrata in testa a tutti.

Dopo la calorosa accoglienza che avete riservato all’iniziativa nel 2011 e nel 2012, mi vedo costretto a stilare una nuova lista degli omofobi 2012-2013 con relative, ridicole dichiarazioni (e qualche mio commento, ma il più delle volte si commentano da sole). Alla fine dell’elenco, poi, un animato invito

Nelle righe che seguono non troverete solo le grida sguaiate, gli insulti, le teorie assurde, ma anche chi lotta contro i diritti civili lgbt con finta civiltà.

Secondo la Modern Homophobia Scale di Raja e Sotkes, infatti, l’omofobia prevede tre dimensioni: 1) la devianza, che misura la percezione dell’omosessualità come una malattia; 2) la socializzazione, che si riferisce al disagio personale e al disgusto avvertito nei confronti di gay e lesbiche e 3) i diritti, cioè quanto il soggetto ritenga giusto riconoscere diritti alle persone lgbt. L’omofobo può avere uno, due o tutti e tre questi tratti, ma sempre omofobo rimane. O come dicono gli esperti “omonegativo”, perché l’omofobia è una fobia almeno atipica: manca infatti quasi sempre l’evitamento attivo e le manifestazioni di paura, mentre abbondano gli insulti, le aggressioni e i comportamenti discriminatori. O, per citare l’ormai celebre massima attribuita a Morgan Freeman: ‎”Odio la parola omofobia. Non è una fobia. Non sei spaventato. Sei uno stronzo“.

Ficchiamocelo bene in testa. Anche se “ha tanti amici gay”, nessuno è “amico dei gay” se non vuole il matrimonio egualitario. Nessuno ti ama o vuole il tuo bene se non vuole che tu abbia i suoi stessi diritti.

Ecco dunque il nuovo elenco di tutti gli italiani (senza tralasciare le chicche internazionali) che quest’anno hanno offeso la comunità lgbt con le loro dichiarazioni. Per chi ragiona, a volte l’omofobia raggiunge livelli esilaranti e le frasi che seguono sembrano spesso una parodia dell’intelligenza umana.
Le raccolgo tutte insieme e vi invito a condividerle in occasione dell’ottava giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, perché non dobbiamo dimenticare mai chi sono, questi signori, e per dirgli:

“Oggi è per ricordarvi che il mondo è contro di voi”. Leggi tutto »

Vite a episodi: vota il meglio e il peggio delle serie tv

postato il 29 aprile 2013

C’è una serie tv che ti ha cambiato la vita? Un’altra che hai odiato? Un personaggio di cui ti sei innamorato e un altro che hai sperato morisse in ogni puntata (anche se stavi vedendo una commedia e non un thriller)? Sicuramente c’è almeno una serie che ti ha intrattenuto facendoti entrare nel suo mondo. Una che ti ha fatto piangere. Sorridere. Una sit-com che ti ha fatto scoppiare a ridere venti volte in venti minuti. Una serie che ti ha emozionato. Un pilot che ti ha stregato. Un finale che ti ha fatto prendere una decisione. Quella serie che ti ha portato nello spazio. Quella che ti ha distratto dalla banalità di qualche giorno. Quella che ti ha fatto dimenticare i tuoi doveri. Quella che per un momento ti ha distratto dai tuoi obiettivi – che ne so, per esempio sposare Tiziano Ferro.

Eccoci, è il momento di votare il meglio e il peggio delle nostre serie preferite o più odiate, per eleggere i vincitori in ogni categoria, da “Miglior sigla” a “Peggiori effetti speciali”, da “Miglior serie” a ” Il tuo più forte grido ‘Noooo’ quando l’hanno segata”… votiamo!

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Vaffanculo. Elegante storia delle parolacce italiane

postato il 19 aprile 2013

 
Chiedo scusa a chi ho tradito,
e affanculo ogni nemico…

(Tiziano Ferro – La fine)

Le parolacce coi puntini o le x (cxxxo – vaff… – ecc…) le ho sempre trovate un po’ ipocrite. Se un giorno Tiziano Ferro mi ci dovesse mandare, spero lo faccia a chiare lettere: un bel vaffanculo. In fondo a volte ci sta veramente bene.

La parolaccia può essere inevitabile, perfettamente calzante, meritata, pittoresca e a volte anche divertente. Non parlo certo della sciatteria quotidiana o di quei comici che non hanno nulla da dire, stile le ultime ruote di scorta di Zelig o delle numerose trasmissioni fotocopia, che usano un linguaggio volgare fine a se stesso solo perché uno ‘sti cazzi o un buciodeculo (per citare l’impagabile Nando Martellone di Boris) fanno sempre sghignazzare qualcuno in platea, a colpo sicuro. Apprezzo invece da parte di alcuni comici l’uso consapevole della parolaccia per demolire perbenismi e rigidità sociali, o perché in quel momento è la ciliegina sulla torta. Vedi ad esempio Benigni, Luttazzi e un’altra piccola manciata.

Come nell’umorismo, la parolaccia può avere un valore di spessore anche impiegata in circostanze serie. Il livello più basso, per capirci, è quello del turpiloquio orrendo di Vittorio Sgarbi. Per fare un esempio di eleganza, invece, riporto un dibattito a cui ho assistito tra due professori universitari. Il primo cercava di spacciare stupidaggini per cose vere e nel farlo coglieva l’occasione anche per infangare la carriera del collega con non tanto velati attacchi personali. Il secondo se ne stava buono buono ad aspettare il suo turno. Appena arriva,  ribatte compostamente: «Immagino che tu abbia parlato così perché vuoi che io ti mandi a fare in culo, quando sai che invece io per una questione di educazione non mando mai a fare in culo. Quindi ti piacerebbe che mi abbassassi al tuo livello mandandoti a fare in culo. Ma non sono così ingenuo e quindi non ti dirò mai e poi mai di andartene a fare in culo».

Ma veniamo a noi. ‘Vaffanculo’ è una parolaccia omofoba? E qual è l’origine del corrispettivo inglese, l’onnipresente ‘fuck’? … Leggi tutto »

Matteo e Stefano: Promessi Sposi

postato il 29 marzo 2013

Matteo Marino e Stefano Ventura si sposeranno il 18 giugno a NY (foto di Alessandro Mazziotti)

Matteo e Stefano si amano. Matteo e Stefano non sono mai stati sul lago di Como, per le loro scelte di vita non si sono mai affidati alla Provvidenza, non vivono nel XVII secolo sotto il dominio spagnolo, eppure ancora oggi in Italia ci sono individui che si credono bravi andando in giro a dire “Questo matrimonio non s’ha da fare”.

Ebbene, noi siamo qui a lavorare perché le cose cambino.

Nel frattempo, sono lieto di annunciare che Matteo, il co-fondatore di Voglio Sposare Tiziano Ferro (nonché webmaster, pozzo di idee e grande scrittore), e Stefano – ottimo psicologo e nostro collaboratore – si sposeranno il 18 giugno a New York.
Sì, proprio come i due ragazzi di Sanremo (non li hanno copiati, lo avevano già deciso un anno fa!).
Mi è capitato di sentir dire: «Ma i gay ora si sposano tutti a New York? Sta diventando una moda». Senza nulla togliere alla Grande Mela  – che sono sicuro sarà una cornice fantastica per il matrimonio di Matteo e Stefano – ebbene, rispondo una volta per tutte che doversi sposarsi all’estero, per una coppia gay, oggi non è una moda ma una costrizione. Se la considerate una moda allora si può dire che anche Napoleone passò qualche tempo all’isola d’Elba per le belle spiagge.

Ma questa era l’unica polemica del post, il resto sono tutti festeggiamenti e un imminente bel viaggio oltreoceano con parenti e amici (immancabile il mio reportage). Soprattutto vorrei riportare alcune delle parole che Matteo e Stefano hanno scritto nella loro lettera d’invito, perché mi hanno colpito e commosso. E alla fine troverete anche i più bei video da tutto il mondo a favore dei matrimoni per tutti. Perciò preparate i fazzoletti, si parte…

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Prezioso preservativo. Quanto costa in Italia? Troppo! Ma c’è una soluzione

postato il 20 marzo 2013

Un'immagine calzante

Ma perché se voglio fare tanto sesso devo andare fallito?

In Italia i preservativi hanno un costo assurdo, oserei dire scandaloso, vista la loro importanza per la salute. Un prezzo molto più alto rispetto al resto d’Europa.
Qui da noi mediamente un pacchetto da sei preservativi viene 9 euro. Ciò significa che se io voglio fare sesso 2 volte a settimana (e mi sono tenuto davvero basso), in un anno spendo 156 euro. Se lo facessi 3 volte a settimana in un anno spenderei 234 euro. Se lo facessi – lasciatemi sognare – tutti i giorni, ne spenderei 546. E ancora di più se l’anno è bisestile! Le farmacie insomma fanno dei prezzi improponibili. E trovo che a volte ti deridano anche. Quella vicino a casa mia per esempio ha messo perfino un simpatico sconto del 10%. Uno scontone di 90 centesimi, wow! Ma ci vogliono prendere per il sedere con i preservativi, loro a noi?

Ma una soluzione c’è!

E in questi tempi di crisi, come si dice, il risparmio è guadagno…

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Il Conclave ha l’oro in bocca. Degli italiani?

Postato il 6 marzo 2013

Ho visto girare su internet la notizia che l’imminente Conclave per eleggere il nuovo Papa peserà sulle finanze italiane 8 miliardi di euro. Molte persone indignate hanno ripostato l’informazione su facebook, l’hanno ritwittata o commentata alacremente. Peccato che la notizia girava senza nessuna fonte. Così ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto che questo non è affatto vero. Non ci sarà alcun aumento dei costi pubblici, essenzialmente perché il Conclave non ha un impatto abbastanza significativo sull’aumento del numero di pellegrini: si è stimato che porterà un incremento dei fedeli a Roma solo del 10%. I fedeli evidentemente non considerano l’elezione di un nuovo Papa importante come la morte di uno vecchio. È infatti per i funerali e le esequie di Wojtyla che abbiamo dovuto sborsare. C’è forse per la prima volta motivo di ringraziare Ratzinger che, non avendo aspettato che la natura facesse il suo corso, con la decisione di autoeliminarsi ha fatto risparmiare all’Italia un po’ di soldi in questo momento di crisi.

Anche se è comprensibile (e facile) simpatizzare d’istinto con chi urla, soprattutto con chi urla qualcosa che già condividiamo (e che sentiamo giusto), cerchiamo sempre di approfondire e tenere allenato il nostro spirito critico. Qui c’è da fare un mea culpa da parte di coloro che hanno diffuso queste voci senza informarsi. Dico questo perché penso sia giusto e doveroso combattere il peso economico e l’influenza politica che il Vaticano ha sul nostro Paese, ma è controproducente farlo dando adito a inesattezze o a bugie. Questo porta solo ad aumentare il rumore di fondo, a distogliere l’attenzione e a indebolire l’autorevolezza delle vere critiche. Del resto proprio coloro che non condividono l’atteggiamento dei credenti più ostinati non dovrebbero cadere nell’errore di credere ciecamente a tutto quello che si legge o viene detto. Sembra logico, no?

Anche perché le verità sono abbastanza da infangare le gerarchie ecclesiastiche per i prossimi 2000 anni.

E qui arriviamo al punto… Leggi tutto »

Gli X-Men si sposano anche in Italia. Intervista a Marco M. Lupoi

postato il 22 febbraio 2013

La copertina italiana di X-Men Deluxe 215, in edicola dal 21 febbraio 2013, con le prime nozze gay di casa Marvel

È giunto il momento: è sbarcato in Italia uno dei fumetti più attesi e annunciati, quello in cui uno degli X-Men si sposa a Central Park con il suo compagno. Ebbene, il primo fumetto della Marvel che racconta di un matrimonio gay, uscito il 20 giugno 2012 negli States, è da ieri nelle nostre edicole e fumetterie. Lo attendevo a tal punto che posso annoverare il 21 febbraio come l’unico giorno di tutta la mia vita in cui mi sono svegliato presto come un giornalaio.

A sposarsi è Northstar, mutante capace di muoversi e volare a velocità supersoniche, che nel 1992 è diventato il primo supereroe gay dichiarato, ha poi adottato una bambina abbandonata di nome Joanne (malata di AIDS) e l’ha persa, ha scritto un memoriale dal titolo Born Normal sulle sue esperienze sia come mutante che come omosessuale e, sul numero appena uscito, chiede a Kyle Jinadu, suo compagno dal 2009, di sposarlo.

Che dire, ne ha fatte di cose buone, il nostro eroe dalla velocità supersonica si merita una rilassante luna di miele, senza il tram tram e tutte quelle corse della vita quotidiana (e per lui è letterale). L’avrà?

L’edizione italiana comprende in un unico volume tutta la minisaga (144 pp., contiene: Astonishing X-Men #48/53) e in appendice una breve storia di Northstar e Kyle del disegnatore gay dichiarato Tim Fish. Edizione limitata in fumetteria con adesivi allegati e cover personalizzabile.

Il fumetto, in virtù della sua puntuale uscita in edicola e del suo stretto rapporto col quotidiano, si è da sempre dimostrato un mezzo ideale per tastare il polso degli umori di una società e rappresentarne i cambiamenti. E la Marvel sembra aver chiaro che gli uomini mutano e i tempi anche.

Mi sembra naturale che in casa Marvel siano proprio gli X-Men i protagonisti di questa svolta. Reietti e vittime di pregiudizi, difensori del mondo che li teme, le loro avventure sono piene di mutazioni e trasformazioni, morti e rinascite, colpi di scena e capovolgimenti, inaspettate sconfitte e insperate vittorie, che li portano ad accettare i continui spostamenti e incongruenze dell’identità e a capire che la società in cui vivono è una società anch’essa in continua trasformazione, una società che può cambiare – come in peggio, andando verso derive naziste e intolleranti, così in meglio.

Già dall’annuncio dell’uscita del numero negli Stati Uniti c’è stato una grande eco sui media, anche in Italia. E direi che questo matrimonio può essere definito il più atteso di questi mesi. Secondo solo, concedetemelo, a quello tra me e Tiziano Ferro. E siccome io prendo qualsiasi cosa come un segno premonitore, soprattutto quando mi fa comodo, faccio notare che ieri oltre all’uscita di questo numero di X-Men si festeggiava anche il compleanno di Tiziano Ferro. Non vi sembra di buon auspicio?

E ora una sorpresa per tutti i lettori: un’intervista a Marco M. Lupoi, direttore editoriale degli X-Men e degli altri fumetti Marvel in italia.

Per fare le giuste domande non potevo che affidarmi a Matteo Marino, il co-fondatore del blog, il quale, da nerd patentato qual è (e oggi questo è decisamente un complimento), leggeva questi fumetti fin da bambino e ancora oggi. E ha, colpo di scena, una rivelazione molto particolare e tenera da fare a Mr. Lupoi, vedrete… Leggi tutto »

Voglio farti un regalo

postato la prima volta il 21 febbraio 2011
Buon compleanno a Tiziano Ferro.

Non sapevo cosa regalargli, allora ho pensato di dedicargli una mia performance.
Al contrario di quello che accade a lui, i miei amici non vogliono mai che io canti perché sono piuttosto stonato. Ma sapete, a volte l’interpretazione supera le doti vocali e rende la performance… sorprendente.

Anche se molti mi dicono che è passato troppo tempo senza che Tiziano Ferro si facesse sentire (ma io non lo biasimo, anche a me piacciono i corteggiamenti lunghi) e c’è chi l’ha visto in compagnia di altri uomini, io non mi arrendo. Resto qui e non me ne vado…
Ecco il video… Leggi tutto »

Il Sanremo più gay friendly della storia. Vincitori e vinti

postato il 17 febbraio 2013

Marco Mengoni, con 'L'essenziale', è il vincitore di Sanremo 2013

Non esagero, questo è stato il Sanremo più gay friendly della storia. Non è ovviamente la prima volta che si parla di tematiche lgbt all’Ariston, ma quest’anno Fabio Fazio e Luciana Littizzetto hanno abbracciato la linea massima delle nostre rivendicazioni in materia di convivenza: matrimonio, chiaro e tondo, non certo “presidi giuridici” o altre pervertite definizioni per mantenere diverso ciò che in teoria dovrebbe assicurare uguaglianza. I due conduttori hanno detto, o permesso di dire, tutte le parole giuste, senza costruire ad arte nessuna polemica, senza contraddittorio. Non finiremo mai di ricordare che i diritti umani non sono controversi, non hanno bisogno di un’altra campana. Non c’è niente da discutere. Non c’è stata la furbizia di Paolo Bonolis che accolse la sensazionalistica Luca era gay per poi invitare per par condicio Roberto Benigni a leggere (magnificamente) la lettera di Oscar Wilde al suo amato, dando un colpo al cerchio e uno alla botte. Venne incontro agli omofobi da una parte e ai gay & friendly dall’altra, congelando qualsiasi evoluzione e confermando Sanremo un tempio del conservatorismo sociale e dello “scandalismo”, naturalmente.

Quest’anno non ci sono stati questi mezzucci, ma un messaggio univoco e forteLeggi tutto »

Note su Sanremo 2013 – Seconda puntata

postato il 14 febbraio 2013

Sanremo 2013. La Rai, per ottimizzare i costi, prima di iniziare gira una scena dell’ultima fiction di Beppe Fiorello sul palco dell’Ariston. Appena si accorgono che la diretta è iniziata interviene Fazio, che redarguisce Fiorello e gli fa restituire anche degli abiti che aveva rubato impropriamente a una povera signora anziana.

Se ho riassunto male andate a rivedervi il video sul sito della Rai e poi mi dite.

Dopo la falsa partenza viene chiamata la Littizzetto, che si presenta con il suo Avatar.


Sì, a tradimento ci hanno portato questa Bar, eppure quest’anno ci avevano promesso che non avremmo avuto le bellone che vengono a fare le elementari sul palco dell’Ariston.

Tutto il gruppo d’ascolto si distrae un attimo perché è pronto il caffè in cucina (zucchero, senza zucchero, dolcificante, macchiato caldo…). Rimane a presidiare il divano davanti alla tv solo mia sorella Claudia. Ma subito la sentiamo urlare. Accorriamo… Leggi tutto »

Note su Sanremo 2013 – Prima puntata

postato il 13 febbraio 2013

Sono le due di notte ed eccomi a fare una particolare cronaca del baraccone Sanremo, non so che mi è preso. Il fatto è che quest’anno ho deciso di vedermelo tutto e commentarlo con un post al giorno (se non mi addormento). Mi sono fatto aiutare da un gruppo di amici (d’ora in poi “gruppo d’ascolto”) e, non so se nonostante o grazie a Sanremo, ci siamo fatti un bel po’ di risate.

È la prima volta che scrivo del Festival, ed eccolo, con i suoi difetti classici, i lati positivi a sorpresa, insuperabili punte di kitsch superate ogni anno e alcune perle gettate lì nella mangiatoia di Rai 1.

Questo post è per chi ama Sanremo nonostante sia così o proprio perchè è così. Per chi lo guarda distrattamente annoiandosi e girando canale proprio nel momento in cui succede l’unica cosa che potrebbe interessarlo o viene cantata l’unica canzone che gli piacerà. È per chi odia Sanremo e si rifiuta di guardarlo, ma vuole almeno capire a cosa si riferiscono i suoi colleghi di lavoro. Per chi se l’è visto solo perché sono intervenuti Federico e Stefano con il loro messaggio d’amore (più avanti il video della diretta e i nostri commenti) e per chi aspetta che salga sul palco dell’Ariston il giovane Renzo Rubino a cantare Il postino (Amami uomo), come il nostro Matteo che se l’è già ascoltata sei volte su youtube.

Sì, perchè, mentre di solito quando a Sanremo si parla di omosessualità ci tremano i polsi, quest’anno si parla di diritti e si canta di amore senza stereotipi, pare.

Sono quasi le tre, perciò invoco il dio della sintesi e la vergine piangente della battuta sferzante per raccontarvi tutto quello che è successo… Leggi tutto »

Gay, al mio via scatenate l’inferno su Rai 1 e Canale 5!

postato il 9 febbraio 2013

Come sapete, uno dei nobili obiettivi di questo blog è quello di contribuire a ridurre l’omofobia e fare corretta informazione sui temi lgbt, nonché affascinare Tiziano Ferro e rendere inevitabile il nostro matrimonio. Sono molti che la pensano come me (almeno sull’omofobia) e si danno da fare con altri blog, gruppi, pagine facebook, twittate sferzanti, condividendo link, rispondendo a sondaggi, partecipando a infiammati flame, manifestando all’Angelus, ingrossando le fila dei gay pride, o semplicemente essendo se stessi sul posto di lavoro, in famiglia, e in altre centinaia di modi. Ma tutti noi, che da anni lottiamo, con vittorie e sconfitte, per un paese più dignitoso, inconsciamente desidereremmo trovare un modo non per grattare via i preconcetti e la negatività verso i gay passetto dopo passetto, ma per spazzare via l’omofobia dalla faccia dell’Italia in un colpo solo. Impossibile, direte voi. Da bacchetta magica. Invece di modo me ne è venuto in mente uno. L’illuminazione l’ho avuta guardando un video che sta girando molto sul web. Seguitemi… Leggi tutto »

Breve e confusionaria storia della canzone gay italiana – Bonus track A

postato il 23 gennaio 2013

So che la quarta parte della Breve e confusionaria storia della canzone gay italiana l’ho intitolata “gran finale”. Invece eccomi qui a scrivere un nuovo capitolo. Del resto anche il secondo film di Alien si intitolava Aliens – Scontro finale e poi hanno fatto Alien 3 e 4. E pure Alien vs. Predator. E pure Aliens vs. Predator 2. Quindi come puntarmi il dito contro? Soprattutto se vi prometto un’analisi emozionante e sorprendente ma anche sanguinaria, acida e corrosiva dove ce ne sarà bisogno, proprio come la succitata saga.

Questo nuovo capitolo lo devo anche ai quasi duecento commenti dei lettori, che mi hanno segnalato altre canzoni e curiosità. Grazie.

L’idea di una bonus track della Breve e confusionaria storia della canzone gay italiana me l’ha fatta venire Laura Pausini, che nel suo Primavera in anticipo (2008) ha aggiunto proprio una traccia bonus per i fan che acquistavano l’album su iTunes. Il pezzo in questione è Un giorno dove vivere e parla anche di amori uomo-uomo… Leggi tutto »

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