Una canzone di Morrissey per Tiziano Ferro (video e testo)

postato il 21 febbraio 2012

È il secondo compleanno di Tiziano Ferro da quando ho preso la decisione di sposarlo. Nel 2011 mi sono lanciato in una performance che ha mostrato un lato davvero inaspettato di me. Broadway ancora trema.
Quest’anno l’idea di cosa regalargli mi è venuta ascoltando un’intervista alla radio. Tiziano Ferro doveva scegliere la playlist da mandare in onda e si è messo a parlare di uno dei suoi artisti preferiti, il grande Morrissey, storico leader degli Smiths. La canzone che ha fatto ascoltare, tratta dall’album You Are the Quarry, era Irish Blood, English Heart. “In quest’album ci sono canzoni bellissime. Questa che abbiamo trovato ora è bella, anche se non la mia preferita”.
Ho chiamato Matteo, gli ho raccontato dell’intervista e ci siamo incontrati per riascoltare insieme tutte le tracce del cd, divertendoci a immaginare quale potessero essere le sue preferite. Ci piacevano molto I Have Forgiven Jesus, The World Is Full of Crashing Bores e Come Back to Camden. Ecco l’idea: regalare a Tiziano Ferro l’adattamento italiano di una di queste canzoni. Lui, che ha adattato tra le altre Breathe Easy dei Blue (diventata il successo A chi mi dice) e I Was Made to Love Magic di Nick Drake per Giusy Ferreri (La magia è la mia amante), sa che non è semplice catturare lo spirito di una canzone e restituirne la magia in un’altra lingua. Io e Matteo ci siamo divertiti a provarci, e pian piano il risultato è stato Da ieri e d’ora in poi, versione italiana della struggente Come Back to Camden.
Chissà, se gli piace, magari nel prossimo album una cover in italiano di Morrissey con la sua interpretazione potrebbe starci bene. Ci spero, e quindi la canzone rimarrà inedita fino a quel giorno. Per fargliela ascoltare, però, ho chiamato la mia amica Claudia, cantante bravissima, che si è prestata a improvvisarla praticamente senza prove in modo da poter girare in tempo un video amatoriale da postare qui. Ma ieri mattina, quando ci dovevamo vedere, è sorto un problema quasi sanremese: il pianista professionista che avevo chiamato, come Ivana Mrazova al Festival, ha dato forfait all’ultimo momento per un torcicollo. Volevamo rimandare il tutto, ma io non potevo presentarmi sul blog a mani vuote. E come sapete non mi faccio abbattere facilmente. Così Matteo, il co-autore del testo, che non è un pianista e non tocca tastiera da anni, si è generosamente e coraggiosamente prestato ad accompagnare Claudia. Ci siamo divertiti molto. Speriamo arrivi.
Buon compleanno, Tiziano Ferro!

Segue il video, e sotto il testo italiano. In fondo, il link alla canzone originale… Leggi tutto »

‘Ti sposerò’ di Jovanotti diventa un videoclip per i matrimoni gay. Eccolo

postato il 13 febbraio 2012

Matrimonio gay dal video "Ti sposerò"

Per festeggiare il San Valentino realmente di tutti e di tutte, Arcigay ha pensato a un video per tornare a parlare delle unioni tra le persone dello stesso sesso. È stata scelta la celebre canzone di Jovanotti “Ti sposerò”, su cui Davide Parrotta (sceneggiatura), Luca Cerlini e Secret Wood (regia) hanno costruito un nuovo video, la storia di una coppia di giovani ragazzi che decidono di sposarsi in Comune, mentre un’altra coppia, formata da due ragazze, promette di fare lo stesso. Il videoclip è stato fatto senza il bisogno di cambiare neanche una virgola del testo, a dimostrazione che quando si parla di matrimonio gay le cose sono molto più semplici di quanto si pensi, a chiarire che si tratta della semplice estensione di un diritto, a sottolineare la parità delle situazioni rappresentate.

Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, con la Universal Music Italia, ha entusiasticamente aderito all’iniziativa, e mi sembra la prima volta nel nostro paese che un artista primo in classifica “sposi” un progetto di questo genere. Mi piace immaginare che quando Jovanotti ha abbracciato quest’idea lo abbia fatto anche pensando al suo collega e amico Tiziano Ferro… e di conseguenza a me.

Tanto di cappello a un’iniziativa di sensibilizzazione così concreta ed efficace patrocinata, oltre che dall’Arcigay, dalle mamme e i papà di Agedo, Associazione genitori e amici di omosessuali (con Rita De Santis, presidente nazionale, che appare nel video), dal Comitato nazionale Bologna Pride 2012, con il sostegno di numerosi sponsor e la partecipazione dei volontari di Arcigay Brescia e tanti altri amici.

Obiettivo del progetto è quello di raccontare la vita quotidiana delle persone omosessuali: “Il desiderio di tante cittadine e cittadini che in Italia non possono scegliere se dire sì necessita del giusto riconoscimento da parte di un paese che voglia dirsi civile ed europeo”, ha dichiarato Luca Trentini, segretario nazionale di Arcigay.

 

Le coppie gay esistono, sono una verità, la società se n’è accorta da un pezzo. A quando il riconoscimento giuridico che l’Europa ci chiede da anni? Per fortuna se ne parla sempre più spesso, il desidero delle coppie gay di sposarsi diventa ogni giorno più visibile anche in Italia (penso alla straordinaria diffusione che ha avuto il video pro matrimonio gay dell’Australia, per esempio), sempre più persone ne capiscono la necessità e molti artisti si schierano a favore dei matrimoni gay con dichiarazioni pubbliche (Laura Pausini, Luca Ward). A questo proposito alcuni versi della canzone di Jovanotti hanno assunto un significato ancora più forte e commovente:

Giorno dopo giorno, ora dopo ora
siamo diventati forti come una verità

Ecco il video. Leggi tutto »

San Valentino. La nuova campagna Coin con Agedo: l’amore è per tutti

postato il 9 febbraio 2012

UPDATE del 10 febbraio: a causa dell’allerta meteo su Roma il photoshooting di sabato 11 a Piazzale Appio è stato rimandato a martedì 14

La pubblicità di solito non mi piace, interrompe i programmi in tv, al cinema fa iniziare il film con venti minuti di ritardo, in radio è spesso una gara a chi fa le vocine più enfatiche, eccetera eccetera, ma a volte escono fuori dei piccoli capolavori che ti gusti più di un film o quel che spezzano. Certo nel nostro paese è raro trovarne. Alcuni gioielli, riguardo agli spot gay, li ho raccolti in un precedente post, tutte pubblicità che non vedremo mai in Italia.
A volte invece non si tratta di spot ma di vere campagne pubblicitarie che hanno un qualcosa in più. Per quanto riguarda il mondo lgbt, sicuramente da citare per l’Italia la campagna Ikea “Siamo aperti a tutte le famiglie”, con un delicatissimo manifesto (due uomini di spalle mano nella mano) che ha fatto agitare Giovanardi e più di un perbenista.

Da qualche mese gira sul web una nuova iniziativa che coinvolge la nota catena di grandi magazzini Coin e l’Agedo, la validissima Associazione di genitori, parenti e amici di persone omosessuali. Tutto  inizia con “Everything is love”, un concorso fotografico di scatti sull’amore in occasione di San Valentino. E non si dà affatto per scontato che si tratti di amore tra una coppia di bianchi, tra persone giovani e bellissime o eterosessuali. Così sono arrivate valanghe di foto di ogni tipo, coppie multietniche, anziani, e naturalmente coppie gay e lesbiche. E fa un bell’effetto vederle in questi giorni esposte con il dovuto risalto e felice naturalezza nelle vetrine dei negozi della catena, mostrate en passant al passante che di solito non è abituato a vedere due ragazzi o due ragazze che si abbracciano affettuosamente. Ora eccole lì, quelle foto, in allestimenti pieni di palloncini rossi a forma di cuore dove si legge: “Per festeggiare il San Valentino di tutte le coppie. Per raccontare l’amore nel suo senso più ampio e oltre ogni pregiudizio di genere, sesso, età, colore“. Un’iniziativa che credo riesca a lanciare il messaggio che forse più ci preme in questo momento: quando si ragiona sulle questioni dei diritti agli omosessuali bisogna ricordarsi che l’argomento principale non è il sesso, ma l’amore.

Anche se, riguardo al concorso, andando più nel mio privato, rischio un embolo ogni volta che penso al fatto di non aver mandato in tempo una foto mia e di Tiziano Ferro abbracciati e che quindi non vinceremo noi.
Saggiamente la Coin ha pensato di chiedere la collaborazione dell’Agedo, il cui lavoro stimo molto… Leggi tutto »

Chi ha paura di un Piccolo Uovo? Una favola per tutte le famiglie, anche quelle gay

postato il 3 febbraio 2012

"Piccolo Uovo" di Altan e Francesca Pardi. Puoi ordinarlo presso IBS cliccando qui

Questa è una favola, ma è tratta da una storia vera, ha un colpo di scena e il lieto fine non è così scontato.
C’era una volta un libro per bambini illustrato da Altan (il creatore del mitico personaggio della Pimpa), una favola che ha per protagonista un uovo, anzi un Piccolo Uovo che vuole conoscere tutti i tipi di famiglie che ci sono prima di decidere dove schiudersi, e nel farlo incontra, tra le altre, anche una coppia di genitori gay rappresentati da due pinguini in frac.
Mi sembra la versione poetica del libro che spedii a Giovanardi all’epoca delle sue esternazioni contro la pubblicità dell’IKEA, pensando che un libro intitolato Tante famiglie, tutte speciali avrebbe potuto aprirgli la mente. Il libro era per bambini da 3 anni in su, beh, lui non l’ha capito.
Ma c’è questa volta l’assessore alle Politiche Sociali Piefrancesco Majorino (Pd) che ha letto il libro di Altan a suo figlio e da padre lo consiglia a tutti, tanto da suggerirne, pare, la diffusione nelle scuole milanesi, proposta che dovrebbe essere stata messa in calendario dalla Giunta Pisapia per giovedì 9 febbraio.
Sembra una bella favola, ma c’è anche questa volta il lupo cattivo in agguato, chi ne ha approfittato per fare a gara di omofobia e strappare un po’ di visibilità a spese nostre. Contando che, nelle favole che ci riguardano, il lupo cattivo non sta nascosto nel minaccioso bosco, ma su comode poltrone in bella vista… Leggi tutto »

Luca Ward: “Sì ai matrimoni gay e alle adozioni”

postato il 27 gennaio 2012

Luca Ward intervistato da Andrea Bordoni

Luca Ward, attore e doppiatore, voce tra gli altri di Russell Crowe, Samuel L. Jackson e Robert Downey Jr, negli ultimi giorni si è attirato aspre critiche da parte della comunità lgbt a causa di una sua intervista uscita su Panorama intitolata Luca Ward: fatemi doppiare chiunque, ma non un gay. Perché? “Sono troppo etero, non ce la faccio proprio”. Affermazioni che mi suonavano tanto fastidiose quanto assurde, anche se in Italia siamo abituati a molto peggio. Allora abbiamo chiesto a Luca Ward se voleva fare un’intervista per Voglio Sposare Tiziano ferro .it. Viste le dichiarazioni, ci aspettavamo un muro, e invece ha invitato subito me e Matteo al centro di doppiaggio di Roma dove sta lavorando: “Sono discorsi delicati che non mi piace fare al telefono o via mail” ha spiegato, “ma ho molto da dire”. Quando arriviamo sta dirigendo il doppiaggio di una serie tv americana, ci sono di mezzo degli alieni ma la giovane protagonista dice che ci può pensare tranquillamente lei. Salutiamo a bassa voce per non disturbare l’attrice che sta doppiando e la ragazzina che vuole salvare il mondo. Luca Ward ci accoglie con un sorriso ed estrema gentilezza, ci chiede di dargli del tu. È alto, disponibile e desideroso di poter chiarire le sue affermazioni… Ecco il nostro botta e risposta, e alla fine un VIDEO davvero inaspettato

Quando su Panorama sono apparse le tue dichiarazioni, è come se al tuo segnale si fosse scatenato l’inferno. Citazione dovuta.

(Ride)

Com’è andata?

Guardando il video...

“Fatemi doppiare chiunque, ma non un gay” è un titolo che ha ghiacciato tutti, ma ha ghiacciato me per primo. Quando ho aperto il giornale ho detto (affranto): ma cosa hanno fatto? Non è questo quello che io intendevo. Io ho raccontato del lavoro su Amici complici amanti, un film dell’88, mi pare. Al doppiaggio eravamo attori sia etero sia gay, e ci siamo divertiti tutti quanti insieme. Io facevo Ed, quello che sembrava un po’ un cowboy, bello biondo fico. All’inizio non accetta la sua omosessualità, si sposa con una donna, ma alla fine torna dal suo amato. E dissi: “Quando il mio personaggio parla lo faccio io, però quando c’è una scena di sesso la fa il direttore di doppiaggio, perché lui è il responsabile”. Ma era un gioco, in un contesto scherzoso. Scherzi da leggio, li chiamiamo. Da lì a dire “Sono troppo etero per doppiare un gay” ce ne passa!
Quel film lo abbiamo fatto fra l’altro in un clima, mi ricordo, molto bello. Alcuni colleghi di quel periodo non ci sono più, ed erano gay, come Roberto Del Giudice [storico doppiatore di Lupin III, n.d.A.] Sergio Di Stefano [che è stato la voce tra l’altro del Dr. House, n.d.A.]… Si respirava un’aria di contentezza, perché il cinema finalmente affrontava questo tema in un bel film, molto delicato, fatto a regola d’arte per quanto mi riguarda, ma anche secondo i miei colleghi omosessuali.

Sì, è un cult. Quindi come te lo sei spiegato il titolo di Panorama?

Se sfoglio e vedo: “Luca Ward, la voce di Sherlock Holmes”, ‘sti cavoli, non lo leggo. Ma se c’è scritto “Obama è frocio”, dico per dire, lo leggono tutti. Cos’è che ha detto Luca Ward?! Credo che da parte del giornale ci sia stato…

…un doppiaggio malriuscito.

(Ride) Mi auguro, come già mi hanno promesso, che verrà pubblicata su Panorama una rettifica, ma si sa che in questi casi i tempi sono molto lunghi.

Come hai reagito alle critiche? Ci sono stati commenti anche violenti da parte della comunità lgbt. Ti hanno ferito?

Sono andato a leggere molti blog, articoli, commenti su facebook. No, non mi hanno ferito. Perché ho capito. Ci sta. Ho capito il punto di vista. Ci sta tutto. I miei colleghi omosessuali, che sanno come la penso in realtà, si sono fatti una risata, e mi hanno detto: “Mi sa che ti stanno massacrando per quel titolo!”. Chi invece non mi conosce o mi conosce solo come la voce di, o come attore, giustamente si è sentito colpito. Quando ho visto l’articolo di Panorama, è allora che mi sono dispiaciuto tantissimo.

Russell Crowe gay in 'The Sum of Us'

C’è la prova del nove. Per toglierci ogni dubbio, te lo chiedo chiaramente. Sai che Russell Crowe, forse l’attore con cui più viene identificata la tua voce grazie a Il Gladiatore, ha interpretato nel 1994 un bel personaggio gay in The Sum of Us? Film australiano in cui, lo dico a beneficio dei miei lettori e anche delle mie lettrici che lo vogliono recuperare, per un momento si vede il sedere dell’attore. E in più di un’occasione bacia un uomo. È uscito in Italia solo in versione sottotitolata. Se ti proponessero di doppiarlo, cosa risponderesti?

Immediatamente! Subito!

Anche perché di personaggi gay ne hai doppiati e molti…

Esatto! Basta guardare la mia filmografia, ci sono un’infinità di personaggi gay. Primo fra tutti… Leggi tutto »

27 gennaio. I gay hanno buona memoria

postato il 25 gennaio 2012

Andrea all'Holocaust Mahnmal

Mi ricordo che tra le tappe accessorie e irrinunciabili del mio viaggio a Berlino di tre anni fa inserii il Denkmal fur Homosexuelle NS Opfer, il Monumento commemorativo per le vittime omosessuali del nazismo inaugurato nel 2008, situato al limite orientale del parco Tiergarten. Mi aveva incuriosito la descrizione nella guida lonely planet e ricordo che, nonostante l’autore tentasse di descrivere come raggiungere il posto, è stato piuttosto difficile, soprattutto perché non avevo idea di come effettivamente il monumento apparisse, ma alla fine ce l’ho fatta. Mi è comparso davanti questo cubo di cemento sagomato alto quattro metri, che si erge solitario e obliquo come fosse precipitato dal cielo e nella forma riecheggia il più noto e vasto Holocaust Mahnmal dell’architetto Peter Eisenman al di là della strada. Se si guarda attraverso una finestrella del cubo si può assistere al video in bianco e nero che ripete all’infinito il tenero bacio tra due uomini.
L’idea che un bacio sia un monumento non me la scordo.

Voglio ricordare che il 27 gennaio è il Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale in commemorazione delle vittime del fascismo e del nazionalsocialismo.

Voglio ricordare che tra le vittime dell’Olocausto ci sono stati ebrei, rom, testimoni di Geova, malati di mente, portatori di handicap, dissidenti politici e omosessuali, che non sempre nelle occasioni ufficiali vengono ricordati, soprattutto in Italia… Leggi tutto »

Tiziano Ferro parla di omosessualità: la differenza tra la Rai e La7

postato il 23 gennaio 2012

Ecco fatto, ora sì. Sabato in prima serata, ospite della Dandini al suo esordio su La7 con The show must go off, Tiziano Ferro ha fatto un’intervista dove è stato spontaneo, chiaro, divertente e toccante su vari punti. Compreso quel punto lì, l’omosessualità. Più avanti nell’articolo trovate il video integrale dell’intervista. Vi consiglio di guardarlo se ve la siete persa. Naturalmente, dopo le discussioni che hanno infuocato il web per il mio post Tiziano Ferro non riesce a dire gay su Rai Due, era doveroso per me questo nuovo scritto dove ringrazio il mio futuro sposo per la forza del suo messaggio. Sono davvero felice di doverlo scrivere.

Come sapete, il mio blog ha due scopi: 1) riuscire a farmi sposare Tiziano Ferro; 2) combattere con ironia e serietà per i diritti lgbt. Quando le due cose sono entrate un pochino in conflitto, sono stato altruista e ho scelto la seconda. Le mie critiche allo speciale di Rai Due mi avranno forse fatto perdere dei punti ai suoi occhi come pretendente (o forse no, chissà!), ma molti lettori già pochi minuti dopo la trasmissione della Dandini mi hanno scritto per dirmi che secondo loro Tiziano Ferro aveva letto il mio pezzo e in parte l’ha condiviso, e ora abbiamo questa bella intervista su La7. Ringrazio questi lettori, e credo che esagerino nel darmi un ruolo in questa vicenda. Mi piace pensare che Tiziano Ferro, nel vedere lo speciale di Rai Due, fosse arrivato alle mie stesse conclusioni per conto suo. Ma se davvero in qualche modo le mie parole hanno contribuito, sono felice che le abbia lette non come un attacco ma come un ragionamento costruttivo, e lo ringrazio per essersi messo con modestia, coerenza e autoironia in discussione, cogliendo la prima occasione utile per fare una cosa per cui applaudo, un momento di televisione in cui si è riusciuti a parlare con semplicità e serenamente dell’omosessualità in Italia, con il giusto mix di serietà e leggerezza, dicendo cose non banali. Per esempio:

“Si parla sempre di scelta o direzione sessuale, ma non si parla mai di realtà sentimentale, non si parla mai d’amore. Il problema per me è stato che volevo scoprire, accettare, voler bene alla mia persona sentimentale, e soprattutto condividerla con le persone che avevo intorno. A me la parola accettazione me fa un po’ incazza’. Mi sembra tolleranza, “Te sopporto”, quasi. A me non basta l’idea che i miei amici, i miei genitori, tollerino chi sono, mi piace l’idea che lo amino. È diverso”.

Forse era Rai Due che l’aveva censurato e Tiziano Ferro aveva detto queste stesse cose anche in quello speciale di due ore ma le sue dichiarazioni erano state tagliate dalla tv di Stato, neanche un accenno. Non lo so. Ma è sicuramente merito suo, e della Dandini (anche se non si dice “outing” ma “coming out”, mannaggia, le basi!), se in 14 minuti di intervista è riuscito a dire tante cose sull’omosessualità, dando un grosso contributo. Ecco il video, e dopo alcune altre considerazioni. Leggi tutto »

Passionale storia delle serie tv – I Gay seriali (parte 3)

postato il 16 gennaio 2012

Cynthia Nixon con sua moglie Christine Marinoni e i loro figli

Apriamo la terza parte di questa mia personale e passionale storia delle serie tv parlando non di personaggi gay bensì di attori dichiaratamente gay che interpretano personaggi etero. Vi dico quelli che conosco io poi mi dite voi chi manca.
Voglio cominciare con un’attrice che avrete tutti presente, Cynthia Nixon, la rossa Miranda di Sex and the city. Etero in questa serie cult e gay dichiarata nella vita nonché molto attiva per la lotta dei diritti degli omosessuali negli States.

T.R. Knight (George O'Malley in 'Grey's Anatomy')

In Grey’s Anatomy l’attore gay T.R. Knight interpreta George O’Malley, marito della dottoressa Callie Torres che nella serie si innamorerà… di una donna.
La sexy Portia De Rossi (Ally McBealArrested DevelopmentNip/Tuck) ha interpretato diversi personaggi etero e nella vita è la moglie di Ellen DeGeneres (della cui sit-com spartiacque parlavamo qui).

Portia De Rossi e sua moglie Ellen DeGeneres

Poi c’è Jim Parsons, notoriamente fidanzato con un bel ragazzetto alto e filiforme come lui. Parsons sullo schermo interpreta uno dei più bei personaggi degli ultimi anni: è Sheldon Cooper della sit-com The Big Bang Theory.

Jim Parson e il suo compagno Todd Spiewak

Sheldon è un genio della fisica e ha invece seri problemi ad adattarsi alla vita sociale e a capirne le convenzioni. È in grado di spiegarti perché il 73 è il numero migliore tra tutti i numeri ma ha difficoltà a capire il concetto di sarcasmo e perfino a cosa può servire un abbraccio. A dire il vero non si può tecnicamente definire etero perché rifiuta ogni tipo di rapporto fisico, figuriamoci quello sessuale. Lo definisce solo ed esclusivamente “coito” e la trova una pratica davvero sconveniente. A volte sembra un robot, a volte un alieno, non a caso il suo mito è Spock di Star Trek. Comunque anche i vulcaniani ogni sette anni sentono un’irresistibile spinta all’accoppiamento (il cosiddetto pon farr), e la sit-com è ancora alla quinta stagione. Stiamo a vedere.

Zachary Quinto

Nell’ultimo anno ha fatto coming out anche Zachary Quinto (ne abbiamo parlato qui) che in Heroes interpretava il cattivo e potentissimo Sylar, e che guarda caso interpreta Spock nel nuovo Star Trek di J.J. Abrams. Quanto è piccolo l’universo.
Posso annoverare in quest’elenco anche Eric Millegan, che interpreta Zack Addy nella serie Bones, Alan Cumming (il Nightcrawler di X-Men 2), che interpreta Eli Gold in The Good Wife, la star di Broadway Jonathan Groff in Glee, e soprattutto Neil Patrick Harris, che rende imperdibile How I Met Your Mother – Alla fine arriva mamma, interpretando Barney Stinson.

Neil Patrick Harris e il suo compagno David Burtka

Nella vita Harris è un attivista gay e si presenta a tutte le occasioni ufficiali con il suo compagno al fianco (come possiamo vedere in questo bel montaggio video), ma nella serie è tutto il contrario, uno sciupafemmine pronto a dire ogni bugia e a diventare qualunque persona pur di portarsi a letto l’ennesima ragazza da aggiungere alla sua collezione. Tutti gay che interpretano etero, decisamente una spanna sopra il nostro attore/doppiatore Luca Ward, se è vero che in una recente, famigerata intervista ha dichiarato di essere troppo etero per poter prestare la propria voce a personaggi gay.

 

UPDATE del 27 gennaio 2012: Luca Ward ha smentito le sue dichiarazioni riportate da Panorama quando l’ho intervistato pochi giorni dopo, e me ne ha dette di molto belle: Luca Ward: “Sì ai matrimoni gay e alle adozioni”.

Chi manca?

Torniamo ora ai nostri personaggi. Tra le serie cosiddette colte è il momento di parlare di un telefilm creato da uno sceneggiatore premio Oscar e che ha rotto più di un tabù. Si tratta di… Leggi tutto »

Qualcosa di dolce

postato il 5 gennaio 2012

(postato originariamente il 4 gennaio 2011)

A casa mia la Befana è sempre stata una delle festività più sentite. Da piccoli io e mia sorella il 6 gennaio ci svegliavamo eccitati e correvamo in cucina dove c’erano ad aspettarci un regalo e una calza piena di dolci a testa. E il caffellatte con i biscotti, che avevamo lasciato come offerta alla generosa vecchina, erano spariti.
Ci credevamo.
Il fatto che i calzini lisi che contenevano i dolci fossero spudoratamente di mio padre non destava alcun sospetto in noi. Che mia madre adorasse il caffellatte proprio con quel tipo di biscotti, poi, una pura casualità!
Ma alle elementari successe il fattaccio. Un mio compagnetto frustrato mi instillò l’incredibile sospetto che la Befana non esistesse e che fosse tutta una montatura. Non ci volevo credere, ma inconsciamente sapevo che in quello che diceva quel ciccione con le scarpe ortopediche e i calzini di spugna c’era del vero. Era plausibile che “La Befana” fosse tutta una montatura dei nostri genitori. Adesso che il dubbio era stato fatto balenare in me, notavo incongruenze, coincidenze, tutti quei particolari che prima non degnavo di uno sguardo ora andavano ad alimentare il mio appena nato spirito critico. Ma a quale scopo, mi chiedevo, ordire tutto questo?… Leggi tutto »

Tiziano Ferro non riesce a dire gay su Rai Due

postato il 4/1/2012

UPDATE del 23/1/2012: Tiziano Ferro parla di omosessualità: la differenza tra la Rai e La7.

Sono le 23:10  del 3 gennaio e ho appena finito di guardare lo speciale su Tiziano Ferro trasmesso da Rai Due in prima serata. Dovrei essere felice per aver passato due ore con le sue canzoni e le sue parole, invece quello che riesco a provare, e che ho provato per tutta la durata della trasmissione, è rabbia.

Rabbia per la banalità dell’intervista che gli è stata fatta, con domande del tipo: “qual è stato il giorno più felice e il giorno più infelice della tua vita?”. Rabbia e noia per il continuo rimpasto delle stesse immagini per decine di volte e per il ritornare sempre sugli stessi argomenti, come i lucchetti di Federico Moccia sui ponti.

Ma soprattutto rabbia perché Rai Due è riuscita a confezionare uno speciale su Tiziano Ferro di due ore – che come strombazza la pubblicità parla della sua vita e della sua carriera – senza mai dire neanche una volta la parola omosessuale, omosessualità o gay. Nulla.
Il top: mentre parlavano di come il suo libro “Trent’anni e una chiacchierata con papà” affronti con sincerità la sua vita sentimentale, hanno montato la copertina sull’unica immagine nella storia dei video di Tiziano Ferro in cui bacia una ragazza. Il video è “Non me lo so spiegare”…

La Rai continua il suo lavoro, continua a dare ai suoi spettatori quello che crede essi vogliano, continua a trattarli come ignoranti perbenisti, continua a manipolare la realtà per fare il gioco della Chiesa e dei politici benpensanti.
Tiziano Ferro avrà visto questo servizio finito e montato? Che cosa ne pensa? Si è prestato a questo gioco avvilente da don’t ask don’t tell televisivo pur di farsi pubblicità o ne è stato vittima? Leggi tutto »

Charlie Brown e la maledizione del trenino di Capodanno

postato il 29 dicembre 2011

Ecco che si avvicina il 2012. Con il Natale siamo ingrassati 3 chili in tre giorni e abbiamo davvero pochissimo tempo per perderli e apparire splendidi alla festa danzante che ci aspetta l’ultimo dell’anno. Le tentazioni sono ancora tante, quel panettone rimasto aperto, quel torrone nocciolato appena iniziato… che fai lo sprechi?
Poi alcuni a capodanno non ballano e preferiscono organizzare una cena tra amici. Ancora cibo? Allora siete recidivi.
Ma veniamo a noi. Usando la frase che la televisione tiene nel cassetto per trecentosessantaquattro giorni l’anno, per tirarla fuori solo ora e ripeterla in continuazione fino a farle perdere qualsiasi senso: “È tempo di bilanci”.
Qual è stato il film più bello del 2011? Il tormentone musicale più di successo? Il personaggio rivelazione dell’anno?… Chi se ne frega. Io dico: quel che è stato è stato, viviamo il momento. Per citare un po’ di filosofia orientale come si deve, direi di vivere il “Qui e Ora”. Mi è venuta così, non è che sia un esperto di filosofia orientale, figuratevi che fino a pochi anni fa ero convinto, visto il nome, che il Dalai Lama quando si sente in pericolo sputi.
Comunque, come dicevo, non è bene recriminare troppo sul passato né proiettarsi troppo nel futuro. Lo dico con cognizione di causa, dato che ho grandi aspettative per il nuovo anno, ma anche alcune paure. I primissimi lettori del blog sanno già di cosa sto parlando, ma per tutti quelli che non lo sanno forse è giusto ribadire. Forse si riesce a salvare qualche innocente… Leggi tutto »

Qual è il film più brutto sul Natale?

postato il 23/12/2011

santa clousIl giorno di Natale ideale io me lo immagino non a mangiare come sfondati a casa di genitori o altri parenti, ma sdraiato sul divano con Tiziano Ferro, un plaid con fantasia scozzese che ricorda tonalità babbonatalizie, un albero là vicino che fa i suoi giochi intermittenti (nessun camino, no, che col fuoco mi diventano subito le orecchie rosse rosse e poi lui mi fa la battuta sul rosso relativo), la tv accesa e noi due romanticamente abbracciati con solo una mano libera per fare zapping ed eleggere insieme, all’unanimità, il film più brutto sul Natale.
Che dire, alla fine sono un romantico tradizionalista .

Ogni volta che si avvicina il 25 dicembre in tv partono gli stessi film che vengono tenuti a prendere polvere trecentosessantaquattro giorni l’anno e poi tirati fuori ad hoc. Tanti tanti film che hanno il merito di aver dato lavoro a centinaia di comparse dagli sguardi teneri. Le trame peggiori sono quelle in cui oltre all’immancabile Babbo Natale c’è sempre una bambina o un bambino esaltati, di questi che lavorano come attorini da quando portavano il pannolino e quindi hanno una visone distortissima della realtà. La storia bene o male è sempre la stessa: grazie alla sua tenacia e la sua follia il bambino di turno riesce a far diventare visionari e schizofrenici i genitori che cominciano a credere pure loro in Babbo Natale.

Sicuramente ci sono dei classiconi che non meritano di essere insultati, anzi: La vita è meravigliosa, Nightmare Before Christmas, Tutti insieme appassionatamente, Il piccolo Lord, Mamma ho perso l’aereo, S.O.S. Fantasmi, A Christmas Carol, Harry ti presento Sally, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato… Anche se poi li hanno trasmessi in tv talmente tante volte che forse in cuor vostro qualcuno di questi è entrato nella speciale classifica dei più odiati.

Comunque pochi anni fa è uscito un film natalizio verso il quale ho potuto concentrare tutto il mio odio, conteneva tutti gli stereotipi e il brutto che questo genere può contenere, prendendo in giro pubblico e storia del cinema. Ebbene, ho preparato per voi la recensione, leggermente sarcastica, immaginerete bene, di questo film. Il film in questione è… Leggi tutto »

I pastorelli del presepe si sono rotti di stare sullo sfondo (Controcanto di Natale)

"Oratorio di Natale" di W.H. Auden. Prenotalo su IBS

Tutti lo sanno, o almeno tutti coloro nati e cresciuti tra Bibbia e Babbi Natale: Natale è la festa dell’attesa – senza che mai qualcosa arrivi davvero.
È questo a renderlo così trasversale e comprensibile, forse, a sottrarlo all’esclusivo uso e consumo dei cristiani praticanti: in fondo ci aspettiamo tutti un “qualcosa” che arrivi e cambi la nostra fortuna, dia senso al caso necessario che ci ha fatto stare dove stiamo e che spesso ci fa sentire costretti e in qualche modo esclusi. La nascita di Gesù è solo una delle tante incarnazioni (ammetto, di successo) di questa idea. Il bambinello – di cui tutti i vangeli tacciono la reale data di nascita dimostrando precocemente l’idiosincrasia della religione per un’esposizione scientifica dei fatti – si è infatti appropriato dell’antica festa del Sole invitto, ovvero i festeggiamenti del 25 dicembre per la rinascita del Sole dopo il progressivo incedere delle tenebre, culminante nel solstizio d’inverno, il giorno più buio dell’anno. Un’abile mossa di marketing da parte della Chiesa quest’appropriazione, non c’è che dire, e questo dovrebbe far tacere una volta per tutte chi si lamenta che il Santo Natale è stato “snaturato” in favore del commercio. È nato commerciale, volto alla vendita più efficace possibile di un’idea, spazzando via la concorrenza.
Se guardiamo alle origini, Natale è la festa di chi spera e aspetta che la luce che torna ad allungare le giornate batta anche nell’angolo grigio in cui il caso e l’ottusità di alcuni uomini l’hanno relegato.
E per chi come me, come molti di noi, è escluso anche dalla gioia di avere una vita legalmente riconosciuta  - sposarmi con Tiziano Ferro, sposarci con chi ci pare – questo Natale perennemente “in casa Cupiello”, in famiglie dove non è raro il nascondimento e la tragicommedia (il dover per esempio escludere dai festeggiamenti il compagno o la compagna del figlio gay), è a volte più una seccatura venata di tristezza che una festa.
Mi sembra che i regali a questo servono: a distrarci dall’acuta sensazione dell’attesa, facendoci credere che uno spremiagrumi o un nuovo profumo sono proprio quello che… aspettavamo.

Così mi è venuta voglia di poesia, prima di sentire quelle dei nostri nipotini delle elementari, imparate a memoria, che parlano dell’arrivo di qualcuno, non si capisce mai di chi, un po’ per la scelta incompetente delle maestre, un po’ per le vocine stridule che si mangiano parole, un po’ per l’emozione, comunque una specie di figura mitologica e bifronte, un incrocio tra Babbo Natale e il Bambino Gesù che deve portare i regali proprio quelli costosi che hanno chiesto, niente sottomarche altrimenti smetti di essere il genitore o lo zio preferito (anche i bambini che credono in Babbo Natale sanno con intuizione precisissima con chi prendersela se il regalo che hanno scartato li delude). Anche se poi ammetto che sono carini quei nipotini con quei dentini uno sì e uno no come una cornicetta ben fatta su uno dei loro quaderni a quadretti.
Io, che non voglio essere da meno, ho scelto una breve poesia natalizia di W. H. Auden intitolata La visione dei pastori (potete leggerla qua sotto) come un tentativo di parlare dell’attesa tra chi, escluso come i pastori, aspetta qualcosa per sé. Leggi tutto »

Miliardi di volte giusto: anche la Chiesa paghi l’Ici. Firma anche tu

postato l’8 dicembre 2011

UPDATE del 16 febbraio 2012 Miracolo: anche la Chiesa pagherà l’Ici

 

“C’è crisi!” ripetono tutti i giornali. C’è chi pagherà questa crisi. C’è chi invece non la pagherà. Come sempre.
Pare tuttavia che ora qualcuno stia promuovendo una democratica e civile campagna su uno scandalo tutto italiano: i privilegi fiscali alla Chiesa Cattolica.

Oggi Micromega propone di firmare una petizione affinchè questo scandalo abbia fine. L’iniziativa ha già superato le 55.000 adesioni in poche ore e continua a crescere. Ecco le parole che usa Micromega:

Presidente Monti,
Lei ha appena presentato una manovra “lacrime e sangue” in cui si chiedono pesanti sacrifici ai cittadini, tra le misure previste anche la reintroduzione dell’Ici (in futuro Imu). Eppure i privilegi della Casta e della Chiesa non vengono intaccati: rimane in vigore quella legge simoniaca approvata dal governo Berlusconi per cui il Vaticano è esente dal pagamento dell’Ici. Per questo chiediamo al suo governo – affinché vengano mantenute quelle promesse di equità nella manovra – di abolire questo ignobile privilegio.

FIRMA L’APPELLO

Durante l’ultima manovra dell’ex governo si era mosso anche il popolo di facebook con la pagina Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria, ben condotta e documentata, che è riuscita a catalizzare l’attenzione e il malcontento del popolo di internet tanto da suscitare l’interesse dei media tradizionali (quotidiani, telegiornali). La pagina veleggia ormai ben oltre i 150.000 “mi piace” (era notizia già quando, in meno di 48 ore, aveva superato le 40.000 adesioni) e anche nel mondo politico si moltiplicano gli interventi che chiedono di ridurre i contributi che lo Stato eroga alla Chiesa, o i privilegi fiscali di cui le è permesso disporre.

È ormai chiaro che l’Italia è stanca di questa situazione. Noi di Volgio Sposare Tiziano Ferro .it abbiamo aderito con convinzione all’invito di Micromega e vi invito a farlo, atei, cattolici, buddisti o bionde cotonate per la pace nel mondo, per un semplicissimo motivo: in un paese civile chiunque guadagni da un esercizio commerciale, deve pagare le tasse. E la chiesa Cattolica (non nascondiamoci dietro la distinzione tra CEI, Santa Sede e Vaticano: i soldi finiscono tutti allo IOR) guadagna. Quindi paghi le tasse, come tutti noi.
Non date retta a chi – da Avvenire a Rosy Bindi – vuol farvi credere che quei soldi servono a far del bene: gli alberghi fatti passare per conventi non finanziano interventi per le famiglie e i senza tetto… Leggi tutto »

Tiziano Ferro sorride: “L’amore è una cosa semplice”. Una recensione particolare

postato il 30 novembre 2011

A poco più di un anno dalla nascita di Voglio Sposare Tiziano Ferro .it esce il nuovo album del mio promesso sposo, che mi appresto a sviscerare insieme a voi.

So che Tiziano Ferro ha appena rilasciato un’intervista a Vanity Fair in cui dice che ora è felicemente fidanzato, ma sceglie di non fare nomi; molti mi stanno chiedendo se sono io. La risposta a questa domanda, in un modo o nell’altro, mi priverebbe dell’eleganza che mi contraddistingue, perciò preferisco non commentare. Dirò soltanto: non ci sono nozze in vista, ma quando ci saranno, sarete i primi a saperlo.

È nata anche una polemica secondo la quale Tiziano Ferro “userebbe” queste dichiarazioni in concomitanza con il lancio dei suoi lavori per farsi pubblicità. Trovo queste critiche avvilenti, soprattutto perché mosse dal pubblico gay che dovrebbe invece sostenere e apprezzare questa visibilità. Lui è un cantante, ed è ovvio che rilasci interviste con intenti promozionali. Inoltre quale che sia l’occasione (e a me pare più che legittima), l’eco così forte nei media delle sue dichiarazioni non può che far bene alla percezione sociale delle coppie gay. E non ultimo, che tipo di convenienza ha un cantante a dire che è felicemente fidanzato quando ha una schiera di ragazzi e ragazze che lo vorrebbero per loro? Me in testa e tutti gli altri dieci passi indietro e col fiatone.

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Tiziano Ferro con le sue dichiarazioni semplici veicola un messaggio (questo sì politico): dopo il coming out non mi è crollato il mondo addosso, crescendo sto meglio, ho trovato una persona speciale, moltissimi mi sostengono, e sono felice come non credevo possibile. Tutte le paure che avevo erano per la maggior parte nella mia testa.
Ha lo stesso effetto di un “It gets better” all’italiana, i famosi videomessaggi dei vip americani a sostegno degli adolescenti gay a cui dicono di tenere duro perché se oggi soffrono domani “Andrà meglio”. Penso a L’ultima notte al mondo contenuta nel nuovo album, canzone sull’amore trovato che come la neve azzera tutto il resto, confini, riferimenti, pregiudizi, sofferenze. Mi immagino un adolescente che, in questo contesto di speranza e di coraggio premiato, ci si immedesima. “Solo io posso capire al mondo / quanto è inutile odiarsi nel profondo”. È come se dicesse: sì, odiarsi è inutile. Sì, andrà meglio. Ecco, condividendo con te la mia esperienza, te lo dimostrerò.

E parliamo finalmente nel dettaglio delle nuove canzoni di Tiziano Ferro e di come le ho ascoltate e interpretate io. I fan non mi saltino al collo se mi scappano delle battute, dovreste ormai esserci abituati, e non dovreste avere dubbi sul mio amore.
Quanta strada è stata fatta da quando analizzavo i testi del passato disseminati delle tracce del suo futuro coming out (L’amavo e l’amo ancora). Tutto è mutato ma anche rimasto uguale.
Iniziamo subito con un cambiamento che a me è saltato agli occhiLeggi tutto »

Quell’assurda pagina facebook di cui devo essere fan

postato il 21 novembre 2001

L’amore/odio per Facebook è oggi una realtà mondiale. Ci siamo tutti o quasi. Massimo rispetto per chi non è stato ancora irretito, ma mi dispiace per loro, è solo una questione di tempo. La maggior parte di noi,  con il nostro bel profilo pieno di “amici” per lo più sconosciuti,  è pronta a maledire il creatore (sto parlando di Zuckerberg) quando c’è qualcosa che non funziona o viene rinnovata l’interfaccia o vengono cambiate le impostazioni della privacy e non sai più cosa devi fare. Ma all’improvviso salta agli occhi di tutti che ti piace Cristina D’Avena, e non puoi farci niente. Ti arrivano i misteriosi poke (vedi qui cosa ne penso) e ti compaiono in bacheca notizie di gente che fa o dice cose irrilevanti come: “Vado a pranzo”, “Buongiorno a tutti”, “Bene , sapete cosa vi dico? Visto che ho finito di lavorare e non ho voglia di fare un cazzo a casa me ne vado a nannaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa ehehheheheheh ^_*”… ma chi se ne frega! Ora non siate così indelicati da sottolineare che qualche volta ho postato anch’io le stesse frasi.
Ma questo non è uno di quegli articoli noiosi in cui ci si lamenta delle innovazioni tecnologiche, e si stava meglio quando si stava peggio. No. Perché su Facebook per esempio puoi anche trovare notizie interessanti: trapelano news che i giornali e i tg trascurano e ci si unisce in massa per combattere un’ingiustizia sociale, politica o di qualsiasi altro genere, e qualche volta, certo non sempre, ha avuto il suo peso. Voci e punti di vista freschi e liberi, almeno fino a che non metti una tua foto col cosetto di fuori e lì ti cancellano al volo.

Ma quello che mi ha sempre affascinato di più di Facebook sono quelle pagine assurde che nascono e in poco tempo raggiungono un numero pauroso di “Mi piace”. Tenendo conto che la migliore per arguzia, spessore e ironia rimane una certa pagina chiamata “Voglio Sposare Tiziano Ferro”, voglio fare qui un elenco di pagine che forse vi sono sfuggite. Alcune sono molto attive, altre sono morte dopo una settimana che sono state create (ma vale la pena citarle per il titolo). Con alcune ti fai una bella risata, altre ti fanno pensare “oddio non sono il solo”, altre provengono dalle persone che si autodefiniscono “NOI che non abbiamo un cazzo di meglio da fare”. I titoli delle pagine che seguono racchiudono nuova saggezza popolare, battute folgoranti, idee discutibili e politicamente scorrette, assurdità a cui ci siamo assuefatti, fenomenologia del quotidiano, cinismo liberatorio. Non si può fare a meno di “Ridere da soli davanti al computer mettendo “Mi piace” a pagine inutili”… Leggi tutto »

Passionale storia delle serie tv – I Gay seriali (parte 2)

postato il 9/11/2011

Chi le guarda in streaming, chi ha il satellite, chi le scarica, chi se le sorbisce con tutte le pubblicità in tv, chi si compra un lucido cofanetto con tanti dvd e contenuti speciali. È indubbio che oggi le serie televisive sono la passione di molti. Personaggi che ti fanno innamorare e che vorresti non uscissero mai dalla tua vita, che siano teenager, trentenni o anziani, imbranati o spocchiosi, assassini, poliziotti, medici con una marcia in più, esperti di soprannaturale, ragazzi con superpoteri, etero o gay… ci identifichiamo in loro o ci affezioniamo a loro, e ci riserviamo quei venti o quaranta minuti per sognare, essere stupiti, commossi, divertiti. E quando una serie di culto chiude i battenti e c’è l’ultima puntata dell’ultima stagione, come alla fine di un amore durato anni, al pensiero di aver esaurito per sempre la storia ci sentiamo perduti, scioccati, inconsolabili. Chi meglio di Karen e Jack lo hanno espresso con esilarante esattezza qui?

Non so Tiziano Ferro a che grado di passione sia. Sarà come me che quando ho una crisi riesco a vedermi una stagione intera in quattro notti?

In realtà, poiché la mia passionale storia riguarda i telefilm degli ultimi vent’anni, prima di qualsiasi altra serie con personaggi gay, se vogliamo essere cronologicamente corretti, dobbiamo parlare di… Leggi tutto »

Passionale storia delle serie tv – I Gay seriali (parte 1)

postato il 28/10/2011

Foto di Alessandro Mazziotti

Negli ultimi vent’anni le serie tv hanno raggiunto una credibilità e un valore artistico in molti casi pari al miglior cinema. Un punto di svolta può essere senz’altro considerato I segreti di Twin Peaks (1990-91) creato da David Lynch e Mark Frost, un successo planetario che ha fatto chiedere per due anni al pubblico di tutto il mondo “Chi ha ucciso Laura Palmer?” e soprattutto “Perché le tende rosse sono così inquietanti?”. Per questo la mia personale e passionale storia delle serie tv comprenderà telefilm dal 1991 a oggi.

So che Tiziano Ferro è un grande appassionato di serie televisive, allora ho deciso di sfoderare la mia conoscenza profonda quasi da nerd in questo campo. Provo questa nuova serenata.

I primi capitoli di questa storia non potevano che riguardare l’argomento omosessualità. Negli ultimi vent’anni la televisione, soprattutto quella americana, ha creato moltissime serie con protagonisti o comprimari gay. Nemmeno i più attenti possono riuscire a scovarli tutti. Li abbiamo visti o viste al liceo di Capeside, gestire una libreria a Los Angeles, aiutare con stregonerie l’amica ammazzavampiri, cantare musical a scuola, torturarsi in prigione, truccare e preparare cadaveri per il funerale, sgomitare nel mondo della moda, succhiare sangue con denti appuntiti, dirigere un pronto soccorso, innamorarsi, sposarsi, fare coming out sul lavoro, allevare un bambino: Dawson’s Creek, Ellen, Buffy, Glee, Oz, Six Feet Under, Ugly Betty, True Blood, E.R. – Medici in prima linea, Will & Grace,  Sex and the City, Grey’s AnatomyQueer As Folk… e sono solo alcuni della lista. Dall’adolescente al genitore, dal dramma alla commedia, dall’east alla west coast, gli omosessuali hanno smesso (quasi sempre) di essere soltanto una battuta, dei piagnoni sessualmente non praticanti o di recitare dietro il famoso velo (che non serviva solo per attenuare le rughe).

Se termini come “coming out”, “gay” o “lesbica” sono entrati nel lessico comune e hanno più o meno smesso di far arrossire le casalinghe, lo dobbiamo anche a quei personaggi lontani dagli stereotipi offensivi o dall’aridità generalista del politically correct, figure che il piccolo schermo ha portato nel salotto di casa la mattina dopo i cartoni animati, il pomeriggio dopo i compiti, nel dopocena quando tutta la famiglia si riunisce davanti alla tv. Almeno in tutti quei casi in cui la tematica è sfuggita alle maglie della censura. Parlo dell’Italia, dove c’è ancora molta strada da fare. Su alcune serie straniere Rai e Mediaset si sono sempre dimostrate sarte esperte, sforbiciando o eliminando le puntate più esplicite. Esemplare fu il caso di Buffy: Italia Uno saltò a piè pari la puntata in cui Willow scopriva di essere strega e lesbica, col risultato di gettare davvero in confusione i fan quando la ragazza si ritrovava nelle puntate successive di punto in bianco fidanzata con Tara. Cose d’altri tempi? Neanche tanto. Recente il caso del matrimonio gay censurato su Rai Uno, che ha fatto a meno di un episodio del telefilm tedesco Un ciclone in convento.. È stata una sorpresa quindi quando l’altra sera, nella ultradecennale soap di RaiTre ambientata a Napoli Un posto al sole, è andato in onda con orgoglio il bacio tra l’ex marito di Silvia e il suo compagno italo-francese. Due tamarri in motorino si fermano a prendere in giro la coppia, ma la novità sta nel fatto che sono questi tamarri ad essere rappresentati come ridicoli e negativi.

Ma dobbiamo lasciare l’Italia per parlare delle serie che più hanno lasciato il segno: non è colpa mia se sono praticamente tutte d’oltreoceano. Partiamo subito con alcuni dei pezzi da novanta per il mondo lgbt… Leggi tutto »

Buon Halloween! I nostri videoauguri

postato il 29/10/2011

Halloween è una festa che a noi italiani poco appartiene. Non so perché, ma festeggiare una notte di orrore puro, in cui il mondo dei morti entra in contatto con quello dei vivi, non ci sconvolge molto. Forse siamo assuefatti dato che vediamo tutti i giorni zombi, streghe e vampiri in parlamento e in televisione.

Nonostante questo piccolo dettaglio, c’è da dire che negli ultimi anni da noi la festa sta prendendo piede come una sorta di carnevale in un giorno solo e un po’ più dark. I bambini hanno scoperto il “dolcetto e scherzetto”, anche se da noi può essere frustrante perché difficilmente apriamo la porta di casa, terrorizzati, quello sì, all’idea che possano essere testimoni di Geova o peggio ancora quelli di Tecnocasa che ti vogliono valutare gratuitamente l’appartamento.

A me Halloween in fin dei conti piace. La festa di origine celtica rappresentava il momento di passaggio dalla stagione estiva a quella invernale, un giorno che si trovava fuori dalla normale dimensione temporale, non appartenendo all’anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che ci divide dalla terra dei morti si assottiglia. I contadini delle campagne irlandesi e scozzesi credevano che in questa notte alcuni spiriti malvagi potessero attaccarli, perciò si travestivano da mostri, orchi, fantasmi eccetera per farsi passare da uno di loro e non essere molestati. Geniale. Per spodestare queste tradizioni e avere il monopolio dell’aldilà, intorno a metà dell’anno 1000 la Chiesa cattolica spostò la celebrazione di Ognissanti dal 13 maggio al primo novembre, e l’Europa per qualche secolo ci cascò. Ma privo di vero appeal come invece il Natale, Ognissanti non riuscì mai a soppiantare del tutto l’antica festa che, rinforzata con una buona dose di ironia e consumismo dagli Stati Uniti e dal Canada, torna oggi a fare proseliti.
Nel mondo cristiano la posizione è di aperta condanna: si ritiene che Halloween sia una festa satanica e che quindi chi la festeggia adori il diavolo e le caramelle. Alcuni vescovi della Chiesa cattolica si sono espressi più volte contro la festa pagana, considerandola un affronto come l’aborto, il divorzio, l’eutanasia, la fecondazione assistita e l’omosessualità. È da tempo che sostengo che la Chiesa dovrebbe rivedere le sue priorità. E continuerò a dirlo fino a che Voglio Sposare Tiziano Ferro .it non entrerà in questa lista. Secondo l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII “l’elogio del macabro non sarebbe altro che un modo subdolo per avvicinare anche i più piccoli al Satanismo”…

Detto questo io direi di festeggiare Halloween (o Allouin, per renderlo più nostrano). E il video di auguri qua sotto, di Tiziano Ferro e mio come ormai da tradizione del blog, è tutto per voi. Buon divertimento… Leggi tutto »

Un anno vissuto ironicamente: 365 giorni di blog

postato il 20/10/2011

Oggi, 20 ottobre, è il primo compleanno del blog. Stamattina mi suonano alla porta, apro, ed è un corriere nascosto da un enorme mazzo di rose rosse. Bellissime. Firmo emozionato. Leggo il biglietto: “Ottimo lavoro, continua così”. Firmato: “Il tuo più grande fan”…

Basta. Nient’altro. Sono rimasto senza parole. Chi sarà secondo voi? Non mi ci fate pensare. Mamma, se sei stata tu, non dirmelo.

Mi è venuta voglia di fare una festa speciale, con torta enorme e… una candelina. Avevo pensato di invitarvi tutti e 1440 “mi piace”, gli amici di twitter e gli iscritti alla newsletter, per offrirvi una fetta di torta e brindare (magari il più audace di voi mi avrebbe intonato in modo sexy una strofa di Happy Birthday), ma poi il mio team mi ha fatto considerare che le spese per il matrimonio saranno alte e quindi ho scelto di condividere con voi un post.

Devo dire che in questi 365 giorni di blog la cosa più importante per me, oltre all’affetto ricevuto (ricordo ancora con emozione le strette di mano all’Europride), è aver potuto imparare insieme a voi tante cose. Grazie alle ricerche che abbiamo condotto per fornire prove e fonti autorevoli alle posizioni che ci sembravano giuste, ne abbiamo scoperte di nuove e siamo cresciuti. Per esempio, prima del blog non avevo idea di quanto sia vasta la letteratura scientifica che ha già spazzato via i pregiudizi incrostati. Sono teorie supportate da metodi empirici, basate su qualcosa che troppo spesso quelli che parlano, parlano, parlano dimenticano di considerare nei loro ragionamenti: i fatti. Perché non c’è uno studio che sia uno che avalli uno qualsiasi dei pregiudizi sul mondo lgbt, dall’inadeguatezza delle coppie gay all’adozione (falso) all’orrore delle teorie riparative (false). Così, scrivendo i post, ho scoperto con voi argomentazioni con cui confutare gli omofobi o con cui, gentilmente e con ironia, far ragionare chi non ha mai riflettuto su questi argomenti, facendoci anche qualche sana risata tra un’indignazione e l’altra.

Con buona pace dei miei deliri di onnipotenza, comunque, questo blog può contare su un team e su amici che mi rimettono in riga, e ho sempre accettato e accetterò sempre critiche e suggerimenti da parte vostra: sono solo un blogger in cerca di un po’ di buonsenso, in cerca di battute… in cerca di marito.

Ma non divaghiamo, continuiamo a festeggiare. Avete presente quelle puntate tipiche nelle serie tv in cui i personaggi, per un motivo o per un altro, si ritrovano tutti insieme e si raccontano pezzi delle puntate passate? Ecco, questo post sarà così: un post di ricordi di un anno scritto e vissuto ironicamente…

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